Lo studio delle iscrizioni di Carsioli ha origine con Muzio Febonio, considerato il primo storico della Marsica. Nella sua opera “Historiae Marsorum Libri Tres”, pubblicata nel XVII secolo, riporta diverse epigrafi, tra cui una scoperta a Poggio Cinolfo e un’altra a Pereto. Successivamente, altri studiosi come il gesuita Antonio Maria Lupi e Giovanni Camillo Rossi continuano la ricerca, contribuendo alla catalogazione di iscrizioni provenienti da luoghi come Civita e Rocca di Botte. Nel XIX secolo, la visita di Carlo Stevenson junior segna un ulteriore passo nella raccolta di reperti epigrafici in Marsica.
Il Nobel Theodor Mommsen, nel 1863, unisce le iscrizioni in un volume del “Corpus Inscriptionum Latinarum”, commissionato a Berlino. Archeologi come Carlo Ludovico Visconti e Rodolfo Lanciani proseguono queste ricerche nel XX secolo. Oggi, la Piana del Cavaliere conserva ancora tracce di iscrizioni di Carsioli, nonostante molte siano andate perdute, come quelle della chiesa di Santa Vittoria, distrutta durante il conflitto mondiale. Resti di epigrafi possono essere trovati nel municipio di Carsioli, nelle case private e in diversi luoghi significativi della zona.
Le indagini archeologiche continuano a rivelare nuove scoperte, come nel caso dei rilievi rinvenuti a Poggio Cinolfo. Questi reperti, ritenuti autentici, mostrano caratteri distintivi che richiedono ulteriori studi per chiarire il loro significato. I pannelli, denominati “A” e “B”, presentano bassorilievi incisi e potrebbero appartenere a un monumento funerario. La rappresentazione di un guerriero e di un trofeo romano nel pannello A suggerisce l’importanza di Carsioli nelle dinamiche storiche e culturali della regione.
In conclusione, emerge che, nonostante la ricerca epigrafica iniziata secoli fa, il reperimento di iscrizioni resta limitato. Ciò dimostra che la storia di Carsioli e della Marsica è ancora da esplorare e documentare, con potenziali scoperte archeologiche che potrebbero arricchire la nostra comprensione di questa antica colonia romana.
Riferimento autore: Foglio di Lumen, a cura di Terenzio Flamini.


