Fin da giovane, Cianciusi viene avviato al culto delle tradizioni locali dal padre, avvocato e appassionato di storia. La sua presenza nella scena culturale regionale esplode nel 1975, quando vince il premio « Teramo » con il poemetto Le staggiune de ji sonne, apprezzato per la vivacità delle immagini e la sicurezza del discorso lirico. Questi pregi sono evidenti anche nella sua raccolta precedente, L’ora delle cose (1974), dove l’evocazione di lontane memorie diviene elegia serena e dolente.
La sua attitudine lirico-elegiaca si conferma nel 1977 con il successo al « Premio Lanciano » per i versi di Settembre e, soprattutto, con il volume Parlemene d’amore (1978). Questo libro, pubblicato nella « Biblioteca di cultura abruzzese » e introdotto da Giuseppe Porto, è ritenuto una delle opere più significative del periodo in Abruzzo, dove l’uso della parola diventa più raffinato e il sentimento più profondo nel esplorare il legame fra l’io, il prossimo e le cose.
Cianciusi sorprende ulteriormente il pubblico, cimentandosi nel genere della favola in versi, ottenendo risultati notevolmente superiori rispetto agli esempi precedenti. Le sue opere continuano a dimostrare una crescita artistica che affascina e coinvolge i lettori, consolidando il suo posto nella letteratura abruzzese.
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