Originaria di Ortucchio (L’Aquila) e attualmente residente ad Avezzano, la poetessa si è affermata nel panorama letterario abruzzese insegnando nella scuola elementare di Corcumello. Sin dalla giovinezza ha dedicato il suo tempo alla scrittura di poesie e racconti, esprimendo attraverso le parole momenti e sentimenti significativi. È nel 1982, dopo aver ricevuto la seconda posizione al premio “La Madia d’oro”, che pubblica la sua prima raccolta di poesie intitolata Essere donna, con la prefazione di Vittoriano Esposito, edita dalle Edizioni dell’Urbe e sostenuta dal Centro di ricerche letterarie abruzzesi V. De Bartholomaeis dell’Università dell’Aquila. Parte dei proventi delle sue opere è stata destinata alla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e ad altre istituzioni benefiche.
Nel corso della sua carriera ha ottenuto numerosi riconoscimenti: nel 1982 ha vinto il secondo premio con Essere donna, mentre nel 1986 e nel 1988, con i volumi Bambini con noi e Tienimi per mano, ha continuato a ricevere il patrocinio della Banca Popolare della Marsica. Nel 1998 si è aggiudicata il secondo premio al Città di Pompei 2000, ed è stata premiata per la sezione dialetto al premio Lo Zirè d’oro per diversi anni, tra cui il 2001. La sua opera Natale 1943 è una rappresentazione teatrale in dialetto ortucchiese, mentre nel 2002 ha pubblicato la silloge inedita I Malocchje.
L’impegno culturale e sociale non si limita alla scrittura; la poetessa è anche animatrice del gruppo culturale Alle soglie del tempo, con cui ha realizzato importanti pubblicazioni. Collabora attivamente con la rivista Marsica Domani, dimostrando così un forte attaccamento alle tradizioni culturali abruzzesi.
Le sue opere hanno ricevuto recensioni lusinghiere da autori di rilievo. Giorgio Barberi Squarotti ha lodato la sua sensibilità poetica, mentre Anna Ventura ha notato come la sua scrittura offra occasioni di autentica poesia in un mondo difficile. Alessandro Dommarco ha apprezzato la freschezza evocativa di Bambini con noi, mentre Giovanni Pischedda ha celebrato la ricchezza di sentimenti e l’abilità tecnica della poetessa. Le parole di Guido Massarelli evidenziano l’intenso ardore che permea la sua poesia, descritto come un canto di ammirazione per la donna in tutte le sue sfaccettature.
La poetica di Petrucci rispecchia una realtà semplice e chiara, testimoniando un messaggio di speranza in un contesto sociale complesso. Franco Mannoni ha riconosciuto in Essere donna una linearità che invita alla riflessione, evidenziando come essa rappresenti una poesia accessibile e un invito a ritrovare valori perduti.
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