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Rendinara

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Scopri Rendinara, un gioiello nascosto tra storia e tradizioni, dove il passato si intreccia con un presente ancora profondamente radicato nella terra.

Rendinara, situata a 914 metri sul livello del mare nel versante occidentale della valle, ha un’esposizione limitata al sole, specialmente nei mesi invernali. Anticamente nota come Retiaria, successivamente come Rendinara, la sua etimologia rimane incerta. Alcuni suggeriscono una possibile connessione con gli abitanti della Rezia, regione settentrionale delle Alpi, dove Tiberio sottomise il popolo ribelle per ordine di Augusto. Un’altra teoria implica un legame con i gladiatori chiamati “retiarii”. Lo stemma di Rendinara, legato alla sua storia, rappresenta una ronda, simbolo discusso dal disegnatore che ha fatto deduzioni basate su somiglianze fonetiche.

La comunità conserva gelosamente il corpo di San Ermete, menzionato in un Martirologio del 1308, e nel 1089 è citata la chiesa di Santa Lucia, le cui rovine si trovano vicino al paese. Rendinara è frequentemente nominata in documenti imperiali e pontifici, evidenziando il suo bagaglio storico. La popolazione ha subito drastiche variazioni nel tempo: 185 abitanti nel 1173, saliti a 550 nel 1617, per poi calare drasticamente a causa di epidemie, fino a raggiungere 1352 abitanti nel 1931.

Rendinara è stata un’Università e, fino al 1806, eleggeva due amministratori. Dall’arrivo di Giuseppe Napoleone, e in seguito di Gioacchino Murat, è passata sotto il comune di Balsorano, poi Civita d’Antino, fino a unirsi al comune odierno di Morino. Il terremoto del 1915 inflisse danni devastanti, causando 67 morti.

Negli ultimi anni, l’economia di Rendinara, principalmente basata sull’agricoltura e la pastorizia, è diventata modesta, spingendo molti residenti a trasferirsi a Roma in cerca di lavoro. Nonostante ciò, i rendinaresi tornano ogni anno per festeggiare i loro Santi e rinnovare il legame con le tradizioni locali, mentre rimangono nel paese solo coloro che vivono di agricoltura e pastorizia. La qualità dei prodotti, come i prosciutti e i formaggi, rimane eccellente e rappresenta un patrimonio locale da preservare.

Riferimento autore: Valle Roveto nella geografia e nella storia (Testi a cura di Gaetano Squilla).

Testi tratti dal libro Valle Roveto nella geografia e nella storia (Testi a cura di Gaetano Squilla)

Questo paese, situato a 914 metri sul livello del mare nel versante occidentale della valle, vede il sole poche ore del giorno, specialmente nei mesi invernali. Anticamente, come appare da qualche Martirologio che ricorda S. Ermete Esorcista, Rendinara fu chiamata anche Retiaria. In altri documenti troviamo Rodemara e Rendenara: è chiaro che in questi ultimi casi si tratta di errori di trascrizione. Non riusciamo a spiegare l’etimologia di Retiaria (Reziaria), che nei documenti più antichi ricorre solo alcune volte. Ha forse Reziaria qualche lontana relazione con gli abitanti della Rezia, regione a nord-est delle Alpi, ai confini col Norico? Sappiamo che Tiberio, per ordine dell’imperatore Augusto, sottomise dopo aspra lotta quel popolo ribelle e lo disperse. È possibile che sia venuta una piccola colonia di dispersi anche nella terra che per la origine dei suoi abitanti fu chiamata prima Retiaria e poi Rendinara? La mia è una semplice ipotesi e nulla più.

Oppure l’antico nome ricorda una colonia di gladiatori che si dissero appunto retiarii? E l’altro nome, Rendinara, da quale parola deriva? Non credo sia la corruzione di Retiaria. Il disegnatore dello stemma di Rendinara, come ho trovato nell’Archivio di Stato di Napoli, ha fatto derivare il nome del paese per somiglianza di suono dalla parola rondine. Infatti, sulla colonna dello stemma è disegnata una rondine. Lo stemma di Rendinara è un circolo perfetto. All’interno del circolo è disegnata una fascia circolare che porta a caratteri grossi la parola: Rendinara.

Nello spazio rimasto, anche se circolo perfetto, si leva una grossa colonna, non molto alta, con base a capitello. La colonna è un ricordo della dominazione che esercitarono sul paese per oltre tre secoli i Colonnesi. Continuando la descrizione dello stemma, sul capitello della colonna è disegnato un uccello, che per me dovrebbe rappresentare una rondine. Il disegnatore sicuramente ha creduto in una coincidenza tra Rendinara e Rondinara (rondine). Lo stemma è stato ripreso dal Catasto Onciario, n. 3102, esistente nell’Archivio di Stato di Napoli, Sezione Amministrativa. Il Catasto fu terminato nel 1742.

Rendinara è costruita alle pendici dei monti e custodisce gelosamente il corpo di S. Ermete, già ricordato, documentato da un Martirologio in pergamena del 1308, che conserva l’Archivio della Certosa di Trisulti (Collepardo, in provincia di Frosinone). Rendinara è nominata nella donazione della chiesa di S. Lucia</strong) dell'anno 1089. I ruderi di questa chiesa sono ancora visibili a poche centinaia di metri dal paese, lungo la strada che da Rendinara conduce a Roccavivi. La suddetta chiesa di S. Lucia e la chiesa di S. Pietro in Morino furono donate al monastero di Montecassino in quell’anno da Ratterio, signore di Civita d’Antena, e così Rendinara viene poi continuamente ricordata in molti documenti imperiali e pontifici.

Il paese aveva, come Castronovo, nel 1173, secondo il Catalogo dei Baroni, circa 185 abitanti. Erano 345 al tempo di Carlo V, 340 nel 1595, 335 nel 1669, mentre erano stati 550 nel 1617, quando venne in visita pastorale a Rendinara il vescovo sorano Girolamo Giovannelli.

Anche qui, come in tutti i paesi della valle, si riscontra nella popolazione un calo enorme, dovuto a una micidiale epidemia. Ed ecco altri dati: 300 abitanti nel 1648, 360 nel 1663, 392 nel 1703, 371 nel 1706, 555 nel 1806, 934 nel 1838, 1352 nel 1931. Rendinara fu una Università e prima del 1806 si eleggevano “a cartelle” ogni anno due amministratori. Dopo l’avvento di Giuseppe Napoleone e di Gioacchino Murat al trono di Napoli, Rendinara fu Comune riunito, fino al 1816, al Comune centrale di Balsorano. Da quest’anno fino al 1831, Rendinara fece capo al Comune centrale di Civita d’Antino, e dal 1831 fino ad oggi ha fatto parte del Comune di Morino.

Danni gravissimi riportò il paese al terremoto del 1915; ben 67 furono i morti che si scavarono dalle macerie. I caduti nella prima guerra mondiale furono 43, nella seconda 12. La carrozzabile, che si innesta alla Nazionale 82 e porta dopo circa 10 chilometri a Rendinara, fu collaudata il 6 novembre 1934. Parte al Km. 31 + 50 della Nazionale e passa vicino all’abitato di Castronovo.

A Rendinara esiste la Pro-loco dal 1961. Il paese è in prevalenza abitato da pastori. Altri attendono ai campi e la produzione principale rimane, come in tutta la Valle Roveto, quella del grano. Ma l’economia di Rendinara è molto modesta. Ed essa è la ragione che ha allontanato a poco a poco i rendinaresi dalla loro terra in questi ultimi anni.

Molti dei suoi abitanti un tempo portavano a Roma, affrontando grandi sacrifici, fragole, funghi, cicoria, uova; negli ultimi anni poi colonie di Rendinaresi si sono fissate a Roma, specialmente nei quartieri della periferia, dove hanno trovato lavoro e una vita meno disagiata. Nessuno però ha dimenticato il paese natio. Alla fine di agosto e ai primi giorni di settembre di ogni anno, i rendinaresi tornano ai loro monti a festeggiare per oltre una settimana i loro Santi e rivivere le antiche tradizioni. Poi tornano di nuovo a lavorare, a Roma o nella campagna romana.

Restano in paese solo quelle poche famiglie che continuano a vivere dei frutti dei loro campi, oltre ai pastori che passano buona parte dell’estate in montagna a pascolare le loro bestie. A Rendinara sono di una squisitezza particolare i prosciutti, i formaggi e le ricotte. Il Comune di Morino, uno dei più ricchi della provincia, perché possessore di vaste estensioni di boschi, ha costruito da pochi anni una splendida sede per l’Asilo Infantile all’ingresso del paese.

Riferimento autore: Gaetano Squilla.

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