L’etimologia del nome Canistro è incerta; alcuni suggeriscono che derivi dal termine latino “canistrum”, riferito a un cestello per fiori e frutta. Secondo il Febonio, i canestri di vimini si producevano in grande varietà a Canistro, attività che un tempo rappresentava la principale occupazione degli ortolani del paese.
Nel 1903, Enrico Abbate, in una sua guida d’Abruzzo, osservò che a Canistro si continuava a produrre canestri di vimini. Egli notò anche la presenza di buone scuole, locande e mulini, tra cui un mulino costruito nel 1908, ancora in funzione.
Una tradizione popolare sostiene che il nome derivi da un canile che sorgeva sul colle di Canistro o dal vicino colle Canistrello. Don Gaetano Squilla, esperto della Valle Roveto, suggerisce che il nome possa anche riferirsi a una chiesa dedicata a San Vito, documentata dal 1308, il quale, rappresentato con un cane al guinzaglio, è il Santo Patrono contro l’idrofobia.
Queste tradizioni sono parzialmente confermate dallo stemma attuale del comune, che raffigura un albero con un cane abbaiante alla luna e un canestro di vimini. Lo stemma di Canistro, risalente al 1737, mostra al centro una colonna, sostituita poi dall’albero, simbolo della famiglia Colonna, a cui Canistro fu feudo per oltre 300 anni, sormontata da una corona; un cane era appoggiato alla colonna. Attorno allo stemma si leggeva “Canistri Communitt”.
Riferimento autore: Donne 2000 Associazione Socio-Culturale.


