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L’Eredita’ Feudale

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Innovazione e resistenza: come Villavallelonga trasforma il suo passato feudale in un futuro di diritti civili e sviluppo economico.

Dopo il 1806, si avverte una trasformazione legata all’eredità feudale, culminata nella fondazione dell’Università (Comune) di Villa Vallelonga, che segna una nuova era per gli abitanti, i quali abbandonano il nome di Villa Collelongo. Questa transizione avviene in un contesto di fervore religioso e civile, con l’eversione feudale e la formazione dei moderni Comuni, cambiando il legame con le origini medievali della Rocca di Cerro.

Il passaggio a un nuovo sistema amministrativo è certificato da una sentenza del 1810, che risolve le controversie tra il Barone Pignatelli, l’ultimo feudatario, e la comunità locale. Le questioni economiche emergono in questo periodo, rivelando la difficoltà di una ripartizione equa delle risorse, mentre i coloni ottengono diritti su terre feudali e pascoli, con il prosciugamento del lago Fùcino che porta a nuove opportunità economiche.

La partecipazione al Risorgimento nazionale vede emergere figure locali impegnate nella lotta per ottenere una carta costituzionale e l’organizzazione politica repubblicana. Tuttavia, accanto a questo fermento, il brigantaggio si sviluppa, infondendo paura tra gli abitanti, vittime di soprusi e violenze.

Una serie di eventi storici, dal terremoto marsicano fino alla seconda guerra mondiale, segna il territorio. Il devastante sisma del 1915 colpisce duramente la Marsica e i suoi abitanti, cui seguono le gravi conseguenze delle guerre e l’oppressione fascista. Il ricordo di questi sacrifici rimane vivo, diventando un esempio di resistenza e un richiamo per le nuove generazioni a perseguire una civiltà di pace.

Riferimento autore: “Storia di Villavallelonga” (Testi del prof. Leucio Palozzi).

Dopo il 1806, si può parlare di eredità feudale e di avvenimenti che da quelle esperienze sono originati e condizionati. Nell’ultimo scorcio del periodo feudale si rileva la nuova denominazione che si assume con la fondazione dell’Università (Comune) di Villa Vallelonga, poi chiamata Villavallelonga. Gli abitanti del luogo abbandonano la precedente designazione di Villa Collelongo, ottenuta per distinzione dal vicino Collelongo, che pose termine all’omonimia medioevale della originaria Rocca di Cerro.

Mentre la prima variazione (da Rocca di Cerro a Villa Collelongo) è connessa al passaggio dalla dominazione angioina a quella aragonese, la variazione definitiva (da Villa Collelongo a Villa Vallelonga) coincide con il passaggio dal viceregno spagnolo alla dinastia borbonica. Questo cambiamento si colloca in un periodo di ardore religioso e di fermenti civili, che trovano una risposta storica nell’eversione feudale e nella formazione dei moderni Comuni.

L’esame del primo avvenimento connota il passaggio al nuovo sistema amministrativo, nel cui ambito si risolvono i problemi dell’eversione e si manifestano le conseguenze del trapasso feudale. Il principale documento si rinviene nella sentenza del 1810, che definisce le liti tra il Barone Pignatelli, ultimo feudatario di Villavallelonga, e la comunità locale rappresentata dai suoi decurioni (eletti del popolo).

La materia del secondo paragrafo è costituita dalle questioni di natura economica, che sono portatrici di nuove prospettive di sfruttamento delle risorse, ma risentono ancora della tradizione feudale, che per molti secoli è stata ostile alla equa ripartizione del prodotto. Così, i coloni si vedono assegnare le terre feudali, i pascoli del Tavoliere di Puglia e le terre fucensi, dopo il prosciugamento del lago. In parte, sono anche interessati alla scoperta delle miniere bauxitiche, il cui sfruttamento richiama l’attenzione degli economisti, ma poi incontra l’ostacolo dei trasporti e l’impedimento dei primi elogi impegnati nella difesa di un’area dal prevalente interesse naturalistico.

Un terzo avvenimento si rintraccia nella partecipazione al Risorgimento nazionale. Alcune figure del luogo si distinguono nei moti e nelle lotte per ottenere la carta costituzionale e per sollecitare un’organizzazione politica a forma repubblicana.

Al Risorgimento si affianca, quasi per contrasto, il fenomeno del brigantaggio, che ha reso tristemente famose le impervie montagne di questo territorio e ha gettato nel terrore gli abitanti, spesso oggetto di soprusi, ricatti ed angherie di ogni tipo.

Da ultimo, troviamo una serie di avvenimenti storici che vanno dal terremoto marsicano alla seconda guerra mondiale. In un trentennio sono racchiusi il tremendo sisma del 1915, che ferì duramente tutto il territorio e la popolazione marsicana; poi la prima e la seconda guerra mondiale; infine, il periodo fascista e la liberazione.

Il ricordo di tanti sacrifici, sempre attuali, non è solo un atto di omaggio verso quanti hanno pagato con la vita la partecipazione alle vicende nazionali e hanno subito la dura violenza delle forze naturali, ma rappresenta anche un esempio per tutti i giovani, che hanno il dovere di trarre i migliori suggerimenti per un cammino di civiltà e di pace.

Riferimento autore: Storia di Villavallelonga (Testi del prof. Leucio Palozzi).

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