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Le Origini

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Scopri come Canistro, nascosto tra le montagne della Valle Roveto, ha trasformato la sua storia di terremoti e incursioni in un legame indissolubile con il.

La storia del comune di Canistro è intimamente legata a quella degli altri centri della Valle Roveto. Prima del terremoto del 1915, Canistro era costituito da Canistro Alto, situato su un colle per difendersi dai nemici, e da un modesto villaggio di S. Croce, sviluppatosi lungo un’antica mulattiera. Dopo il terremoto, S. Croce divenne il nuovo capoluogo, adottando il nome di Canistro Inferiore.

I ritrovamenti archeologici nel secolo scorso indicano la presenza di un insediamento romano nell’area dell’attuale capoluogo, risalente a quando la regione dei Marsi passò sotto il controllo di Roma nel 290 a.C.. Questo pagus, piccola comunità, probabilmente venne distrutto o abbandonato a causa della turbolenza politica che seguì la caduta dell’Impero Romano.

Le continue incursioni degli eserciti nella vallata costrinsero gli abitanti a cercare rifugio nelle montagne circostanti, la cui altezza garantiva maggiore sicurezza. La prima menzione di Canistro appare nel catalogo dei lavori redatto nel 1173 dal re normanno Guglielmo II. Questo documento menziona anche la presenza di Crescrenzo di Capistrello, il quale possedeva, tra gli altri feudi, anche quello di Canistro, che contava 125 abitanti e faceva parte delle proprietà di un soldato.

Riferimento autore: Donne 2000 Associazione Socio-Culturale.

La storia del comune di Canistro è strettamente correlata con quella degli altri centri della Valle Roveto. Prima del terremoto del 1915, Canistro era formato dal nucleo urbano di Canistro Alto, arroccato su un colle per difendersi dagli attacchi dei nemici, secondo la consueta tipologia insediativa medioevale. Accanto a questo si trovava il piccolo villaggio di S. Croce, costruito da poche case allineate lungo l’antica mulattiera per Canistro Alto, che, a seguito del terremoto, divenne capoluogo con il nome di Canistro Inferiore.

I ritrovamenti archeologici del secolo scorso attestano la presenza, nella zona orientale dell’attuale capoluogo, di un insediamento di epoca romana. La regione dei Marsi passò sotto il controllo di Roma nel 290 a.C., formando un pagus, ovvero un piccolo villaggio. È molto probabile che questo pagus venne distrutto o abbandonato a seguito di grandi sconvolgimenti politici avvenuti dopo la caduta dell’impero romano.

L’insicurezza delle zone di fondo valle, esposte continuamente ai saccheggi degli eserciti che attraversavano la vallata, portò alla fuga degli abitanti verso le montagne circostanti. I rilievi montuosi offrivano infatti un sicuro rifugio, protetto dalle incursioni.

Il nome di Canistro appare per la prima volta nel famoso catalogo dei lavori redatto nel 1173 dal re normanno Guglielmo II. Secondo questo catalogo, Crescrenzo di Capistrello possedeva, fra gli altri feudi, anche Canistro, documentato con un numero di abitanti pari a 125, e riconosciuto come feudo di un soldato.

Riferimento autore: “Donne 2000” Associazione Socio-Culturale.

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La storia del comune di Canistro è strettamente correlata con quella degli altri centri della Valle Roveto. Prima del terremoto del 1915, Canistro era formato dal nucleo urbano di Canistro Alto, arroccato su un colle per difendersi dagli attacchi dei nemici, secondo la consueta tipologia insediativa medioevale. Accanto a questo si trovava il piccolo villaggio di S. Croce, costruito da poche case allineate lungo l’antica mulattiera per Canistro Alto, che, a seguito del terremoto, divenne capoluogo con il nome di Canistro Inferiore.

I ritrovamenti archeologici del secolo scorso attestano la presenza, nella zona orientale dell’attuale capoluogo, di un insediamento di epoca romana. La regione dei Marsi passò sotto il controllo di Roma nel 290 a.C., formando un pagus, ovvero un piccolo villaggio. È molto probabile che questo pagus venne distrutto o abbandonato a seguito di grandi sconvolgimenti politici avvenuti dopo la caduta dell’impero romano.

L’insicurezza delle zone di fondo valle, esposte continuamente ai saccheggi degli eserciti che attraversavano la vallata, portò alla fuga degli abitanti verso le montagne circostanti. I rilievi montuosi offrivano infatti un sicuro rifugio, protetto dalle incursioni.

Il nome di Canistro appare per la prima volta nel famoso catalogo dei lavori redatto nel 1173 dal re normanno Guglielmo II. Secondo questo catalogo, Crescrenzo di Capistrello possedeva, fra gli altri feudi, anche Canistro, documentato con un numero di abitanti pari a 125, e riconosciuto come feudo di un soldato.

Riferimento autore: “Donne 2000” Associazione Socio-Culturale.

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