La prima documentazione riguardante il monastero benedettino risale a settembre 1077, quando il Conte dei Marsi Berardo III cedette all’abate Desiderio di Montecassino il monasterium sancte Marie in valle Porclaneta, assieme al castello di Rosciolo. La Valle Porclaneta, probabilmente già popolata nell’alto medioevo, ospitava una chiesa dedicata alla Madonna su un precedente santuario italico-romano. Intorno al 1080, l’arrivo dei benedettini portò a una ristrutturazione del monastero e della chiesa ad opera del Maestro Nicolò, la cui tomba si trova all’interno della chiesa, e a cui è dedicata un’iscrizione sul pronao.
Nel XIV secolo, la chiesa fu abbandonata dai Benedettini e contesa tra il Vescovo dei Marsi, Farfa, Montecassino, Orsini e Colonna. Tra il 1424 e il 1430, il restauro dell’edificio fu commissionato da Jacovella di Cèlano, come testimoniato dal suo stemma presente accanto alla bifora. L’edificio subì gravi danni a causa del terremoto del 1915, e i primi interventi di restauro avvennero nel 1930-31, ma alterando significativamente l’aspetto esterno. Un restauro più attento fu effettuato nel 1967, ripristinando l’area presbiterale e la pavimentazione interna.
Esternamente, la struttura presenta un tetto a capanna, con un pronao porticato e un raffinato abside poligonale, adattato nel primo ‘200 da un precedente abside semicircolare. La facciata interna è adornata da un portale tardo-gotico con una lunetta del ‘400 raffigurante la Madonna col Bambino tra angeli. L’interno, ben conservato, è diviso in tre navate, sostenute da arcate su pilastri quadrati, e presenta un presbiterio rialzato con abside semicircolare.
Tra i tesori artistici, vi è una tomba del 1080 del maestro Nicolò, un ambone del 1150 realizzato da Roberto di Ruggero e Nicodemo di Guardiagrele, e una coeva iconostasi con un raro architrave ligneo intagliato. Il presbiterio è arricchito da un ciborio che riprende la struttura di quello di S. Clemente al Vomano, anch’esso opera degli stessi artisti. Inoltre, si possono ammirare frammenti di affreschi risalenti al XIV e XV secolo sulle pareti della chiesa.
Tratto da: Chron.Mon.Casin., III, 60-61 p. 441, 27-28.


