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(Chiesa Di S. Giovanni Battista Di Ortona Dei Marsi)

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Dal Medioevo a oggi: scopri la trasformazione della Chiesa di San Giovanni Battista e il suo impatto sull’identità di Ortona dei Marsi.

Nel territorio che oggi ospita Ortona dei Marsi, durante i secoli del medioevo, si ergevano diciassette o diciotto chiese, delle quali solo alcune sono sopravvissute, mantenendo almeno il nome o il “beneficio”. Tra queste, spicca la Chiesa di San Giovanni Battista, ubicata in località Fondo Grande, menzionata nella bolla di Clemente III del 1118. La campana grande della Chiesa, lesionata, riporta la data 1342 e l’edificio, privo di fondamenta, si erige direttamente sulla roccia compatta, conservando la struttura caratteristica delle colonne in pietra squadrate tipiche dell’architettura romanica locale; la facciata con il rosone, risalente al ‘300, è un esempio emblematico dell’arte abruzzese.

A partire dagli inizi del XIV secolo, la Chiesa non era ancora parrocchiale e condivideva le cure pastorali con altre tre chiese. Tuttavia, nella metà del Trecento, si verificò l’aggregazione dei villaggi circostanti a quello di Fondo Grande, evento che portò alla riattivazione o alla ricostruzione della Chiesa di San Giovanni Battista. Successivamente, l’edificio, inizialmente a navata unica, venne ampliato con l’aggiunta di due navate laterali e decorato con affreschi, di cui sono rimaste solo poche tracce che riportano le date 1484 e 1500. Questi affreschi ritraggono i Santi più venerati nella tradizione cristiana, come San Luda e San Caterina.

Il G. Buccella descrive la struttura architettonica della Chiesa come un corpo a pianta quadrata, voltato a crociera di ogiva su costoloni prismatici, con lo stemma di San Berardino da Siena scolpito nella chiave, databile alla seconda metà del Quattrocento. Ulteriori adattamenti nel tempo hanno conferito alla Chiesa l’attuale fisionomia, rendendola una delle più originali nell’architettura della Marsica.

Di particolare interesse è la storia della parrocchia: sotto la giurisdizione di Monsignor Matteo Colli verso la fine del Cinquecento, la Chiesa di San Giovanni Battista divenne “Collegiata”, con un preposto coadiuvato da cinque canonici. Sebbene fosse la più piccola collegiata della diocesi, la sua rendita annua di 20 ducati era completata dalle entrate provenienti dai tre luoghi pii legati alla mensa vescovile di Pescina.

Nel Seicento, la Chiesa di San Giovanni vantava dieci altari laterali costruiti grazie alla devozione delle famiglie più abbienti. Le cappelle, come quella di Santa Croce, testimoniano chiaramente il significativo ruolo religioso, sociale ed economico che questa Chiesa Parrocchiale ricopriva all’interno della comunità di Ortona dei Marsi.

Nei numerosi villaggi esistenti nel territorio dove sorge Ortona dei Marsi, vi era, negli ultimi secoli del medioevo, un numero impressionante di chiese (diciassette o diciotto), delle quali solo alcune si sono conservate, se non nella struttura, almeno nel nome o nel “beneficio”.

Tra queste, si trovava già la Chiesa di San Giovanni Battista, sita in località Fondo Grande (come risulta dalla bolla di Clemente III del 1118). La campana grande, lesionata, sita nella Chiesa, porta incisa la data 1342. L’edificio, come tutta la parte più antica di Ortona dei Marsi, non ha fondamenta, ma sorge direttamente sulla roccia compatta e conserva ancora la struttura fondamentale delle colonne in pietra squadrate del romanico delle nostre zone; originale del ‘300 è anche la facciata con il rosone, che è un esempio tipico dell’arte abruzzese.

Non ancora Chiesa parrocchiale del paese, agli inizi del secolo quattordicesimo, essa divideva le cure pastorali della popolazione con altre tre Chiese. Verso la metà del Trecento, tuttavia, si verificò l’aggregazione dei villaggi circostanti a quello più centrale di Fondo Grande (o Ortona), e fu proprio allora che la Chiesa di San Giovanni Battista venne riattata o rifatta del tutto.

Più tardi, la Chiesa, che originariamente era costituita da una sola navata, venne ulteriormente ampliata da due navate laterali e furono eseguiti gli affreschi, di cui resta solo qualche traccia, sufficiente però per mostrarci due date, leggibili nella prima colonna a destra: 1484 (in cifre arabe) e 1500 (caratteri latini). Questi affreschi raffigurano i Santi più popolari della tradizione cristiana: san Luda, san Caterina m., san Antonio ab., ecc. Essi sono stati riscoperti recentemente, nel togliere l’intonaco fatiscente che li ricopriva.

G. Buccella definisce così la struttura architettonica della Chiesa: “ed un corpo a pianta quadrata voltato a crociera di ogiva su costoloni prismatici, il quale, recando in chiave scolpito lo stemma di San Berardino da Siena, si deve attribuire alla seconda metà del Quattrocento.”

Successivi adattamenti e sistemazioni diedero alla Chiesa l’attuale fisionomia, certamente una delle più originali nell’architettura marsicana. Ma quel che più ci interessa è la storia della parrocchia.

All’epoca di Monsignor Matteo Colli (verso la fine del Cinquecento), la Chiesa di San Giovanni Battista divenne “Collegiata”, retta da un preposto coadiuvato da cinque canonici. Era la più piccola collegiata della diocesi, con la rendita annua di 20 ducati (a fronte dei 400 ducati che aveva l’omonima collegiata di Célano); ma a questo reddito così esiguo dovevano aggiungersi le entrate dei suoi tre luoghi pii (le confraternite del Santissimo Sacramento e del Santissimo Rosario, oltre al sacro Monte della Pietà), elencate non tra quelle della collegiata, bensì tra quelle legate direttamente alla mensa vescovile di Pescina.

Nel ‘600, la Chiesa di San Giovanni aveva, oltre all’altare maggiore, ben dieci altari laterali innalzati per devozione (e la generosità) delle più ricche famiglie del luogo. Le numerose cappelle, che anche successivamente furono innalzate all’interno della Chiesa (come quella di Santa Croce), stanno a testimoniare in maniera eloquente quale fosse il ruolo religioso, ma anche sociale ed economico, di questa Chiesa parrocchiale nell’ambito della comunità di Ortona dei Marsi.

Tratto da: [fonte/autore].

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Nei numerosi villaggi esistenti nel territorio dove sorge Ortona dei Marsi, vi era, negli ultimi secoli del medioevo, un numero impressionante di chiese (diciassette o diciotto), delle quali solo alcune si sono conservate, se non nella struttura, almeno nel nome o nel “beneficio”.

Tra queste, si trovava già la Chiesa di San Giovanni Battista, sita in località Fondo Grande (come risulta dalla bolla di Clemente III del 1118). La campana grande, lesionata, sita nella Chiesa, porta incisa la data 1342. L’edificio, come tutta la parte più antica di Ortona dei Marsi, non ha fondamenta, ma sorge direttamente sulla roccia compatta e conserva ancora la struttura fondamentale delle colonne in pietra squadrate del romanico delle nostre zone; originale del ‘300 è anche la facciata con il rosone, che è un esempio tipico dell’arte abruzzese.

Non ancora Chiesa parrocchiale del paese, agli inizi del secolo quattordicesimo, essa divideva le cure pastorali della popolazione con altre tre Chiese. Verso la metà del Trecento, tuttavia, si verificò l’aggregazione dei villaggi circostanti a quello più centrale di Fondo Grande (o Ortona), e fu proprio allora che la Chiesa di San Giovanni Battista venne riattata o rifatta del tutto.

Più tardi, la Chiesa, che originariamente era costituita da una sola navata, venne ulteriormente ampliata da due navate laterali e furono eseguiti gli affreschi, di cui resta solo qualche traccia, sufficiente però per mostrarci due date, leggibili nella prima colonna a destra: 1484 (in cifre arabe) e 1500 (caratteri latini). Questi affreschi raffigurano i Santi più popolari della tradizione cristiana: san Luda, san Caterina m., san Antonio ab., ecc. Essi sono stati riscoperti recentemente, nel togliere l’intonaco fatiscente che li ricopriva.

G. Buccella definisce così la struttura architettonica della Chiesa: “ed un corpo a pianta quadrata voltato a crociera di ogiva su costoloni prismatici, il quale, recando in chiave scolpito lo stemma di San Berardino da Siena, si deve attribuire alla seconda metà del Quattrocento.”

Successivi adattamenti e sistemazioni diedero alla Chiesa l’attuale fisionomia, certamente una delle più originali nell’architettura marsicana. Ma quel che più ci interessa è la storia della parrocchia.

All’epoca di Monsignor Matteo Colli (verso la fine del Cinquecento), la Chiesa di San Giovanni Battista divenne “Collegiata”, retta da un preposto coadiuvato da cinque canonici. Era la più piccola collegiata della diocesi, con la rendita annua di 20 ducati (a fronte dei 400 ducati che aveva l’omonima collegiata di Célano); ma a questo reddito così esiguo dovevano aggiungersi le entrate dei suoi tre luoghi pii (le confraternite del Santissimo Sacramento e del Santissimo Rosario, oltre al sacro Monte della Pietà), elencate non tra quelle della collegiata, bensì tra quelle legate direttamente alla mensa vescovile di Pescina.

Nel ‘600, la Chiesa di San Giovanni aveva, oltre all’altare maggiore, ben dieci altari laterali innalzati per devozione (e la generosità) delle più ricche famiglie del luogo. Le numerose cappelle, che anche successivamente furono innalzate all’interno della Chiesa (come quella di Santa Croce), stanno a testimoniare in maniera eloquente quale fosse il ruolo religioso, ma anche sociale ed economico, di questa Chiesa parrocchiale nell’ambito della comunità di Ortona dei Marsi.

Tratto da: [fonte/autore].

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