Partendo da Canistro, è possibile raggiungere a piedi la sorgente della Sponga a quota 850 m s.m. Il percorso risale in gran parte lungo il corso del Rio Sparto e, nella parte finale, segue il ruscello che scorre a valle della sorgente.
Dopo aver lasciato Canistro Inferiore, ora capoluogo, si inizia a salire su una strada asfaltata che presenta una forte pendenza verso il vecchio paese. A destra, quasi a filo con la strada, precipita rumorosamente un ruscello carico d’acqua, che fino a pochi anni fa alimentava una piccola cartiera, oggi chiusa. Questo è l’acqua della Sponga, un luogo noto per le sue ottime trote. Continuando a salire, oltre il ruscello, si possono vedere delle casette immerse nel verde, che caratterizza l’intero paesaggio lungo il tragitto. La strada è costellata da tornanti e curve, incuneata tra le pareti di una piccola valle.
Dopo circa mezzo chilometro di salita, si può girare a sinistra per raggiungere le sorgenti del Codardo e il Gran Paradiso, un albergo recentemente sorto. Qui, oltre a trascorrere giornate serene, si può godere dell’acqua che vanta virtù rare, nota non solo in Abruzzo, ma anche al di fuori della regione.
Il territorio di Canistro è famoso per le sue saporite castagne, le rinomate roscette. Queste sono un vanto locale, ma la qualità delle castagne è eccellente anche in quasi tutto il versante occidentale della Valle Roveto: Pescocanale, Civitella Roveto, Meta, Morino e Rendinara producono frutti altrettanto pregiati. L’orizzonte, però, dove sorge il Gran Paradiso, è limitato, nascondendo gran parte della Valle Roveto.
Continuando, si prosegue sulla strada che conduce a Canistro Alto, il quale si erge come una vedetta sulla sua collina storica. Le sorgenti si raggiungono per un’altra strada che si distacca dalla principale, piegando a sinistra. Questa strada secondaria, sebbene asfaltata, presenta inizialmente una salita, per poi scendere leggermente e riprendere a salire fino alla Sponga. Il tragitto da Canistro Inferiore fino alla Sponga copre complessivamente circa cinque chilometri.
La bellezza di questo luogo è avvolta da una vegetazione lussureggiante, dove campagne, colline e pendici montane si mescolano armoniosamente. I colli attorno al Codardo ospitano folti castagneti, mentre nella zona diretta verso le sorgenti si sviluppano varietà vegetali sorprendenti. Lungo le rive del piccolo fiume che confluisce nel Liri, crescono pioppi e altre piante. Spesso, le acque del ruscello scompaiono per riaffiorare più in alto, mentre nei campi si coltivano grano, ortaggi e uve, insieme a rare piante di ulivo e alberi di ciliegio, noci e nocci da cui ricavare diversi prodotti.
All’approssimarsi ai piedi della montagna, si entra in un dominio di faggi, circondati dalla presenza di carpini, querce e una varietà di erbe campestri che fioriscono naturalmente. I rivoli d’acqua che scendono dalle rocce sono disposti in modo da sembrare un’opera d’arte della natura, fascinosi nel loro incessante movimento. Salendo, si incontra un piccolo bacino di acqua, lungo circa 60 metri e largo 15, riempito dalle sorgenti. Questo bacino, chiamato comunemente “il laghetto,” presenta acqua limpida e chiara, riflettendo le erbe sott’acqua e circondato da piccole selvette.
Ma la bellezza non finisce qui; più in alto, un secondo laghetto, dalle dimensioni contenute, cattura l’attenzione di chi arriva alla Sponga. Attraverso un ponticello sotterraneo, questo laghetto rilascia le sue acque nel bacino inferiore, mentre un rivolo tortuoso scorre dall’alto, accompagnato da una serie di cascatelle che si uniscono subito nel bacino principale.
Il paesaggio è un vero incanto, dove piccole polle d’acqua e numerose sorgenti sgorgano abbondanti da un breve tratto di roccia alpestre, per poi riformarsi in un ruscello che si unisce al Liri, testimone silenzioso della storia di una comunità laboriosa. Più in alto, si trova la presa dell’acqua, il vecchio acquedotto che conduce a Canistro Superiore.
A Sponga, a circa 1000 metri di quota, l’orizzonte è notevolmente ridotto. Qui, si riesce a intravedere alcune abitazioni di Canistro Inferiore, il Gran Paradiso e un tratto della strada Nazionale, oltre a parte dei monti di fronte ai Simbruini. L’area circostante, chiusa in un avvallamento, è delimitata a sud dalla località Capranica, ad est dal colle del Gran Paradiso e dai monti opposti, a nord dalle colline che conducono al vecchio paese di Canistro, e ad ovest dai contrafforti dei Simbruini.
Nonostante la vista limitata, una gita alla Sponga è sempre un’esperienza memorabile. Gli incantevoli giochi d’acqua delle cascatelle restano impressi nella memoria di chi visita questo angolo nascosto, ora facilmente accessibile grazie a una comoda strada. A pochi passi dalle sorgenti, in un edificio modesto, il piccolo bar gestito da Ermerinda e da sua figlia Lidia offre ristoro e calore umano, con il marito di Lidia, Nello Marcellitti, che rientra a casa dal lavoro ogni sera. Hanno in programma di trasformare il bar in un ristorante, e a questa famiglia, che ha riservato a me e all’amico Filippo Mattei un’accoglienza tradizionale e calorosa, auguro tanta fortuna.
In conclusione, la Sponga è un luogo che tutti dovrebbero visitare per ammirare i paesaggi incantevoli della Valle Roveto. Le cascatelle delle sorgenti sono un ricordo indelebile. Inoltre, lungo tutto il percorso fino alla Sponga, si respira un’aria ossigenata che arricchisce i polmoni e consente di apprezzare i doni preziosi delle terre agresti.
Questo angolo verdeggiante della natura offre due beni inestimabili: l’aria fresca dei castagneti e l’acqua pura e salutare delle sorgenti della Sponga. Durante il viaggio di ritorno a Canistro, si incontra, lungo il margine della strada prima di girare per il Gran Paradiso, una fontanella che offre generosamente ai passanti l’acqua del Codardo, considerata persino migliore. Così, lasciando indietro Canistro, riattraversiamo il ponte sul Liri, risaliamo alla Strada Nazionale, salutiamo rapidamente la Quercia Bella, le case di S. Lucia e di Femmenella, e alle 12 del 9 luglio 1981, siamo di ritorno a Civitella Roveto.