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La Preistoria

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Scopri come i cacciatori neandertaliani e i Cro-Magnon hanno plasmato le antiche culture della Marsica, una storia lunga oltre 150.000 anni.

Il territorio di Trasacco offre preziose testimonianze sulle prime comunità umane nella Marsica, risalenti al Paleolitico. Le prime presenze nel Fùcino datano circa 150.000/70.000 anni fa, quando cacciatori neandertaliani vi si insediarono. Solo successivamente, dal Paleolitico superiore-Mesolitico (circa 18.000 anni fa), i Cro-Magnon occuparono stabilmente le grotte circostanti, come quelle di Avezzano, Venere, Ortucchio e la Grotta Continenza di Trasacco, dove sono stati rinvenuti resti scheletrici, tra cui l’Uomo di Trasacco (14.000 anni fa) e l’Uomo di Ortucchio (12.000 anni fa).

Con il Neolitico, circa 6200 anni fa, cominciano a sorgere insediamenti di pianura composti da capanne in cui le genti praticano agricoltura, allevamento e si dedicano alla ceramica. Nella Grotta di S. Nicola e nella Grotta Continenza sono state rinvenute evidenze di culti funerari, tra cui pratiche di incinerazione. La tradizione orale del “Culto degli Antenati” (Angeti) si manifesta attraverso ex-voto collocati all’esterno delle caverne, continuando dalla preistoria fino all’inizio del I secolo a.C.

Con l’Eneolitico e l’Età del Bronzo (4400-3000 anni fa), i villaggi aumentano in numero e complessità, caratterizzati da un’economia diversificata. I primi conflitti locali si evidenziano con il rinvenimento di armi in rame e bronzo nelle tombe. I capi guerrieri, sepolti con le loro spose in tumuli, mostrano un’organizzazione sociale ben strutturata. Il vasellame ceramico presenta varietà stilistiche, arricchite da decorazioni incise e dipinte.

Nei siti di Trasacco, come “S. Rufino”, “Il Molino” e “Piazza G. Matteotti”, sono stati identificati insediamenti significativi. La Grotta Continenza emerge come luogo di culto cruciale, dove si celebrano riti legati al “Culto degli Antenati”, analogamente alle grotte di Ortucchio. Anche in età italica e romana, tali culti proseguono, collegandosi al santuario dedicato ad Aplone (Apollo) presente nelle vicinanze.

Riferimento autore: Guida Turistica di Trasacco, a cura del Prof. Giuseppe Grossi.

(Testi tratti dal libro “Guida Turistica di Trasacco”)

(Testi a cura del Prof. Giuseppe Grossi)

Il territorio di Trasacco presenta numerose e qualificanti testimonianze sulle prime comunità umane nella Marsica, dal Paleolitico all’età dei metalli. Le prime presenze sono documentate nel Fùcino, a partire dai 150.000/70.000 anni fa, dal passaggio di cacciatori neandertaliani provenienti dalle coste tirreniche e adriatiche.

Fu solo a partire dal Paleolitico superiore-Mesolitico, intorno ai 18.000 anni fa, che i cacciatori-raccoglitori della razza Cro-Magnon occuparono stabilmente numerose grotte, che si aprivano sui bordi del bacino lacustre, come le grotte di Avezzano, Venere, Ortucchio e S. Nicola e Continenza di Trasacco. Di queste genti abbiamo anche i resti scheletrici con l’Uomo di Trasacco (14.000 anni fa) e l’Uomo di Ortucchio (12.000 anni fa), documentati nella Grotta Continenza di Trasacco e nelle grotte di Ortucchio.

Con il Neolitico, intorno ai 6200 anni fa, iniziarono i primi insediamenti di pianura, composti da gruppi di capanne abitate da genti che utilizzavano la ceramica, praticavano l’agricoltura, l’allevamento, la caccia e la pesca, ed utilizzavano le grotte come luoghi di sepoltura o per scopi cultuali. Le genti neolitiche sono documentate nel territorio di Trasacco nella Grotta di S. Nicola e in quella Continenza, con culti ad incinerazione, come evidenziato dai vasi contenenti ossa umane bruciate, rinvenuti nei livelli neolitici.

È proprio nelle grotte fucensi che si ha la prova di una tradizione millenaria orale, concretizzatasi nel cosiddetto “Culto degli Antenati” (Angeti), un culto funerario legato agli antenati divinizzati, che si protrasse dai tempi del Paleolitico fino agli inizi del I secolo a.C., con il deposito di ex-voto (statuine fittili) rinvenuto fuori dagli ingressi delle caverne.

Con le successive età dei metalli, che vanno dall’Eneolitico all’Età del Rame e all’Età del Bronzo (circa 4400-3000 anni fa), i villaggi diventano più numerosi, sia attorno ai bordi del lago che nelle valli e pianure vicine. Le popolazioni avevano un’economia polivalente basata su agricoltura, allevamento, caccia, pesca e metallurgia. Iniziano i primi conflitti locali, a testimonianza dell’apparizione nelle tombe di numerose armi di rame e poi di bronzo, come asce, pugnali e spade.

I villaggi di questa epoca sono retti da capi espressi da ceti emergenti di guerrieri, i quali venivano seppelliti con le loro mogli in sarcofagi lignei dentro tumuli sepolcrali ben delimitati da circoli di pietre. Gli ornamenti personali si arricchivano con l’uso di fibule, spilloni, rasoi, bracciali, armille e collane decorate con conchiglie, perle in pasta vitrea o ambra, rinvenute nelle necropoli.

Il vasellame ceramico assumeva fogge diverse, con anse antropomorfe e decorazioni incise o dipinte. Tipologie di insediamento di questo periodo sono presenti a Trasacco nelle località S. Rufino, Trasacco 1 e 2, Il Molino, Volpare, Passarano, Piazza G. Matteotti.

Il sito di S. Rufino (quote 660 e 670) è stato frequentato per tutta l’età del Bronzo, presentando nelle vicinanze, su quota più alta, una tomba a fossa eneolitica a sepoltura plurima con corredo di due cuspidi di freccia in selce e due fusaiole in ceramica. Il sito di Trasacco 1, posizionato sotto le balze rocciose di Monte Alto a quota 670, ha restituito materiali del Bronzo medio, mentre Trasacco 2 si trova sotto la Grotta Continenza a quota 660, con attestazioni per tutta l’età del Bronzo.

Il Molino, con quote 655-656, è stato abitato durante la media età del Bronzo da una comunità di soli pescatori. Volpare (quota 670) ha restituito materiali dalla media età del bronzo fino agli inizi del protovillanoviano. Passarano (quota 675) presenta materiali dalla media età del bronzo agli inizi della prima età del ferro, nonché sepolture su tumulo circolare della fine del Bronzo e inizio del Ferro. Infine, Piazza G. Matteotti (quota 687) è un villaggio posto sul terrazzo fluviale ovest del Torrente Fontone, che ha restituito frammenti ceramici con decorazione impressa della cultura neolitica.

Il luogo di culto più importante in questo arco temporale è sicuramente la Grotta Continenza, frequentata dalle genti dei sottostanti villaggi dell’età dei metalli di Trasacco e Il Molino, dove si praticavano riti collegati al “Culto degli Antenati” come nelle vicine grotte di Ortucchio. Questi culti continuarono anche in età italica e romana, collegati al sottostante santuario italico-romano dedicato a Aplone (Apollo).

Riferimento autore: Prof. Giuseppe Grossi.

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