Fino al 1955, la musica era un dominio di chi sapeva suonare e cantare bene, o delle bande. La musica popolare si fondava su walzer, tango e tarantelle. Con la fine della guerra e l’arrivo degli americani, influenzati da Benny Goodman, il boogie woogie fece il suo ingresso. L’anno 1955 segna la nascita del Rock and Roll grazie a Chuck Berry, che miscelò jazz, blues e folk americano, unendo il tutto al suono della chitarra elettrica, dando vita a un nuovo fenomeno musicale.
In Italia, questa innovazione musicale portò alla ribalta artisti come Celentano, Mina e Tony Dallara. Gli anni sessanta videro l’emergere dei Beatles e dei Rolling Stones, che rinnovarono il panorama musicale. In Italia, gruppi come i Dick Dick, Equipe 84 e i Giganti ripresero questo stile, ottenendo il consenso del pubblico. La musica si diffuse ulteriormente grazie alla televisione e alla radio, insieme al ritorno di alcuni emigrati in Australia, tra cui il chitarrista Gilberto Carusi.
Collelongo si distinse per la presenza di musicisti di talento. Tra i principali, si possono menzionare Pisegna Luigi “Martino” alla fisarmonica, Carusi Gilberto “il Chitarrista”, e de Medicis Gabriele, oltre al giovane Sucapane Armando “Zi Ton” al sax. La passione musicale era palpabile; come ricordato da Carusi, la musica ha profondamente influenzato le vite degli individui e, grazie a questo contagio, ha reso la vita migliore per molti.
Non si può trascurare che l’impatto di Chuck Berry fu globale, raggiungendo anche quattro ragazzi di Liverpool che, negli anni ’60, avrebbero rivoluzionato la musica mondiale. La sua canzone, “Johnny B. Goode”, è stata persino inclusa dalla NASA come messaggio culturale dell’umanità. Collelongo ha saputo mantenere viva una tradizione musicale ricca, ma ha anche contribuito alla nascita di nuove tendenze e stili che hanno caratterizzato il panorama musicale italiano.
Riferimento autore: Rinaldo Bianchi.


