Le cavità studiate, caratterizzate da inghiottitoi in contatto o nelle immediate vicinanze di formazioni carbonate e silicatiche, mostrano un’eterogeneità nei riempimenti mineralogici. Questa varietà deriva dai sedimenti del bacino imbrifero, la cui composizione è molto diversa da quella dei sedimenti interni, che hanno già subìto un’evoluzione composizionale per la dissoluzione dei carbonati prima di essere trasportati nelle cavità, dove si mescolano con sedimenti residuali di percolazione interna. Un aspetto peculiare che distingue i riempimenti di questo sistema carsico è l’apporto di materiale vulcanico, rinvenuto all’interno della Grotta del Cervo.
La vulcanite presente, risalente a circa 840.000 anni, è più antica dei processi di concrezionamento di 350.000 anni fa e dei principali eventi di formazione del complesso carsico. Se il complesso fosse già esistente, avrebbe potuto fungere da via di espansione per il materiale vulcanico. Granulometricamente, oltre ai clasti vulcanici, i riempimenti sono per lo più fini, simili al silt. La scarsità di materiale grossolano si spiega con la presenza, all’esterno, di un bacino di decantazione nella valle chiusa a monte degli inghiottitoi, di cui oggi è attivo solo quello dell’Ovito.
È plausibile che condizioni simili esistessero in passato anche per l’inghiottitoio della Grotta del Cervo, poi divenuto pensile a seguito di evoluzioni morfologiche. Per la vulcanite, che rappresenta un tema di notevole interesse petrografico non solo per il complesso carsico ma anche per l’intera zona, è previsto uno studio approfondito in futuro.
Riferimento autore: Bertolani M., Lugli S., Rossi A.


