L’area carsica di Pietrasecca è stata oggetto di importanti ricerche geologiche e geomorfologiche nel corso degli anni. Tra i contributi significativi si annovera la nota preliminare di Angelucci, Chimenti e Pasquini del 1959, che analizza le grotte dell’area e il loro bacino di alimentazione, evidenziando il valore scientifico e il potenziale di tali studi per comprendere i processi geologici. Inoltre, nel 1983, il lavoro di Biasini, Buonasorte, Fredi e Lupia Palmieri ha fornito una cartografia dettagliata del bacino dell’Ovito, contribuendo alla comprensione delle ricerche geomorfologiche.
Nel 1961, il contributo di Deri e Negretti ha approfondito le osservazioni geo-petrografiche sui calcari cretacei e miocenici presenti nell’anticlinale di Pietrasecca, offrendo ulteriori dati sulla composizione geologica dell’area. Anche il lavoro di Postpischl e collaboratori, pubblicato nel 1991, ha esaminato la paleosismicità attraverso lo studio dei sedimenti carsici nella “Grotta del Cervo”, evidenziando dinamiche naturali cruciali per la regione.
Infine, nel 1967, Rittmann ha pubblicato un trattato sui vulcani e la loro attività, fornendo un contesto più ampio riguardo ai processi geologici. Questi studi, insieme a quello di Wentworth del 1922, che ha stabilito una scala per classificare i sedimenti clastici, hanno arricchito il panorama scientifico della Marsica e delle sue peculiarità geologiche.
Riferimento autore: L’area carsica di Pietrasecca.


