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La Centrale Eolica… Il Parco Regionale E La Scelta Del Vento

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La centrale eolica di Collarmele ridefinisce l’approccio alla sostenibilità, bilanciando sviluppo energetico e conservazione naturale nel cuore del Parco Regionale Sirente-Velino.

Il principio della termodinamica afferma che “nulla si crea e nulla si distrugge: tutto si trasforma”, riflettendo il ciclo continuo della materia e dell’energia. Questo potrebbe portare a pensare che l’impegno nella conservazione della natura sia inutile, poiché l’energia consumata tornerà sempre a essere materia. Tuttavia, è importante considerarne il costo attuale, che si manifesta nella distruzione dei boschi, nel riscaldamento delle acque e nelle alterazioni del paesaggio dovute all’estrazione di combustibili fossili. Anche l’energia nucleare presenta rischi significativi, mentre l’energia alternativa come il vento e la luce rappresenta un’opzione da esplorare.

Presso il Parco Regionale Sirente-Velino, abbiamo discusso a lungo sulla possibilità di concedere una parte del territorio per una centrale eolica. Questo sacrificio paesaggistico non è indolore, soprattutto in un parco dove la protezione della natura è fondamentale. Ci siamo chiesti se valesse di più tutelare l’integrità delle colline marsicane o dare un segnale chiaro su come affrontare le crescenti esigenze energetiche del pianeta.

Non crediamo che il nostro contributo possa risolvere il bilancio energetico nazionale, ma le quarantatre turbine eoliche avranno comunque un ruolo. Non vogliamo nemmeno replicare la situazione di alcune aree californiane, invase da torri eoliche. Tuttavia, un Parco moderno deve confrontarsi con la realtà delle necessità energetiche.

La scelta del vento è diventata la base del progetto sperimentale di Collarmele, simboleggiando un impegno verso un’energia pulita. Confidiamo in un futuro museo dedicato al vento che possa illustrare il valore di questa forza naturale. Siamo da sempre impegnati a rendere le produzioni ecocompatibili e a riflettere sulla sostenibilità della nostra società. La recente conferenza di Kioto ha sottolineato l’urgenza di ridurre le emissioni di gas serra, un obiettivo cruciale per il settore energetico. In questo contesto, il Parco Regionale Sirente-Velino offre un importante contributo nell’integrazione di fonti di energia rinnovabile come la centrale eolica di Collarmele, dimostrando come sviluppo e tutela ambientale possano coesistere.

Riferimento autore: La Centrale eolica di Collarmele.

Testi tratti dal libro La Centrale eolica di Collarmele

Dal Parco Regionale Sirente-Velino una proposta di energia pulita -1988 Edizioni Amaltea-

Un certo principio della termodinamica sostiene che “nulla si crea e nulla si distrugge: tutto si trasforma”, secondo il continuo divenire della materia che si trasforma in energia. Ad esempio, la legna che brucia fornendo calore e viceversa, come avviene nei processi biologici di fotosintesi che danno vita ad alberi e fili d’erba. Questo principio, costantemente verificato sul piano fisico, potrebbe far pensare a una sostanziale inutilità dell’impegno per la conservazione della natura. Il ragionamento parte da una domanda: qual è il prezzo che paghiamo, oggi, per produrre energia?

La distruzione dei boschi per ottenere calore dalla legna che brucia, lo sbarramento dei fiumi per attivare la produzione di elettricità, la continua alterazione del paesaggio e delle viscere profonde del Pianeta alla ricerca di giacimenti di combustibili fossili che garantiranno energia. E poi c’è l’atomo, infinitamente piccolo come dimensioni, eppure ancora infinitamente grande il rischio che corriamo nel maneggiarlo. In tutto questo, c’è anche la luce e c’è il vento.

Al Parco Regionale del Sirente-Velino, abbiamo riflettuto e dibattuto a lungo sulla giustezza e sull’opportunità di concedere una, sia pur piccola, fetta di territorio per la realizzazione di una centrale eolica. Il sacrificio di un paesaggio non è un fatto indolore, tanto meno in un Parco dove la protezione della natura è e deve essere un imperativo categorico. Ci siamo chiesti se sarebbe stato più significativo tutelare l’integrità di una parte delle colline marsicane o dare un segnale chiaro, “da Parco”, su come affrontare le esigenze energetiche di un Pianeta in continua crescita.

Non ci illudiamo che questo contributo possa rivelarsi fondamentale nel bilancio energetico nazionale, anche se le quarantatre pale che girano faranno la loro parte. Inoltre, non abbiamo voluto auspicare soluzioni simili a quelle adottate in alcune aree californiane, dove migliaia di torri eoliche sono impiantate l’una accanto all’altra, creando un paesaggio da allucinazione collettiva. Tuttavia, riteniamo che un Parco moderno, non arroccato su posizioni di incomunicabilità, debba scendere nell’arena e confrontarsi laicamente con le necessità reali e le contingenze della storia.

La scelta del vento è così diventata, nei limiti del progetto sperimentale di Collarmele, la postazione strategica di un Parco che ha voluto non solo sposare l’immagine di un’energia finalmente pulita, ma anche associare a questa un progetto di educazione e informazione. Questo culminerà, speriamo a brevissima scadenza, con la realizzazione di un vero progetto di Museo del Vento, dove illustrare, secondo l’idea lanciata dal Sirente-Velino, tutto il valore di questa stupenda forza della natura.

Giorgio Boscagli
Direttore del Parco Sirente-Velino

Come ambientalisti, ci sentiamo da sempre impegnati affinché produzioni e consumi diventino ecocompatibili, con tutto ciò che ne consegue in termini di politiche, tecnologie e, perché no, stili di vita. Dovremmo tutti chiederci se la nostra società sia sostenibile, ovvero se l’attuale richiesta di risorse naturali sia sostenibile. Tutto fa pensare che la tendenza sia insostenibile. Nella recente conferenza mondiale sull’ambiente di Kioto, la diminuzione dell’emissione di anidride carbonica è stata la richiesta più pressante rivolta ai paesi industrializzati.

È evidente che il settore al quale occorre applicare prioritariamente dei correttivi è senz’altro quello dell’energia. In questo quadro, il Parco Regionale Sirente-Velino ha inteso dare il suo piccolo contributo per la riduzione del consumo di combustibili fossili, accogliendo nel proprio territorio una importante fonte energetica rinnovabile. La centrale eolica di Collarmele è la dimostrazione pratica di come sia possibile conciliare le esigenze dello sviluppo con quelle della tutela ambientale e ciò fa onore a quanti ne hanno voluto la realizzazione.

Cesare Colorizio
Presidente del Parco Sirente-Velino

Riferimento autore: Edizioni Amaltea.

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Ospitalità e servizi

Testi tratti dal libro La Centrale eolica di Collarmele

Dal Parco Regionale Sirente-Velino una proposta di energia pulita -1988 Edizioni Amaltea-

Un certo principio della termodinamica sostiene che “nulla si crea e nulla si distrugge: tutto si trasforma”, secondo il continuo divenire della materia che si trasforma in energia. Ad esempio, la legna che brucia fornendo calore e viceversa, come avviene nei processi biologici di fotosintesi che danno vita ad alberi e fili d’erba. Questo principio, costantemente verificato sul piano fisico, potrebbe far pensare a una sostanziale inutilità dell’impegno per la conservazione della natura. Il ragionamento parte da una domanda: qual è il prezzo che paghiamo, oggi, per produrre energia?

La distruzione dei boschi per ottenere calore dalla legna che brucia, lo sbarramento dei fiumi per attivare la produzione di elettricità, la continua alterazione del paesaggio e delle viscere profonde del Pianeta alla ricerca di giacimenti di combustibili fossili che garantiranno energia. E poi c’è l’atomo, infinitamente piccolo come dimensioni, eppure ancora infinitamente grande il rischio che corriamo nel maneggiarlo. In tutto questo, c’è anche la luce e c’è il vento.

Al Parco Regionale del Sirente-Velino, abbiamo riflettuto e dibattuto a lungo sulla giustezza e sull’opportunità di concedere una, sia pur piccola, fetta di territorio per la realizzazione di una centrale eolica. Il sacrificio di un paesaggio non è un fatto indolore, tanto meno in un Parco dove la protezione della natura è e deve essere un imperativo categorico. Ci siamo chiesti se sarebbe stato più significativo tutelare l’integrità di una parte delle colline marsicane o dare un segnale chiaro, “da Parco”, su come affrontare le esigenze energetiche di un Pianeta in continua crescita.

Non ci illudiamo che questo contributo possa rivelarsi fondamentale nel bilancio energetico nazionale, anche se le quarantatre pale che girano faranno la loro parte. Inoltre, non abbiamo voluto auspicare soluzioni simili a quelle adottate in alcune aree californiane, dove migliaia di torri eoliche sono impiantate l’una accanto all’altra, creando un paesaggio da allucinazione collettiva. Tuttavia, riteniamo che un Parco moderno, non arroccato su posizioni di incomunicabilità, debba scendere nell’arena e confrontarsi laicamente con le necessità reali e le contingenze della storia.

La scelta del vento è così diventata, nei limiti del progetto sperimentale di Collarmele, la postazione strategica di un Parco che ha voluto non solo sposare l’immagine di un’energia finalmente pulita, ma anche associare a questa un progetto di educazione e informazione. Questo culminerà, speriamo a brevissima scadenza, con la realizzazione di un vero progetto di Museo del Vento, dove illustrare, secondo l’idea lanciata dal Sirente-Velino, tutto il valore di questa stupenda forza della natura.

Giorgio Boscagli
Direttore del Parco Sirente-Velino

Come ambientalisti, ci sentiamo da sempre impegnati affinché produzioni e consumi diventino ecocompatibili, con tutto ciò che ne consegue in termini di politiche, tecnologie e, perché no, stili di vita. Dovremmo tutti chiederci se la nostra società sia sostenibile, ovvero se l’attuale richiesta di risorse naturali sia sostenibile. Tutto fa pensare che la tendenza sia insostenibile. Nella recente conferenza mondiale sull’ambiente di Kioto, la diminuzione dell’emissione di anidride carbonica è stata la richiesta più pressante rivolta ai paesi industrializzati.

È evidente che il settore al quale occorre applicare prioritariamente dei correttivi è senz’altro quello dell’energia. In questo quadro, il Parco Regionale Sirente-Velino ha inteso dare il suo piccolo contributo per la riduzione del consumo di combustibili fossili, accogliendo nel proprio territorio una importante fonte energetica rinnovabile. La centrale eolica di Collarmele è la dimostrazione pratica di come sia possibile conciliare le esigenze dello sviluppo con quelle della tutela ambientale e ciò fa onore a quanti ne hanno voluto la realizzazione.

Cesare Colorizio
Presidente del Parco Sirente-Velino

Riferimento autore: Edizioni Amaltea.

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