Notifica
Notifica

Ipotesi Sull’Origine Di “Collis Armelis”

Aggiungi qui il testo del titolo

Dalle rovine di Cerfennia alla rinascita di Collarmele: un viaggio attraverso secoli di storia, terremoti e rinascite nel cuore della Marsica.

L’indagine su Collarmele e il suo nucleo abitativo si concentra su interrogativi storici riguardanti l’origine di **Cerfennia** e il suo sviluppo. La mancanza di fonti dirette, come la scomparsa “Storia dei Marsi” di Muzio Febonio, rende difficile ottenere risposte definitive. Tuttavia, è noto che Collarmele ha avuto varie configurazioni nel tempo: da **Cerfennia** a **Collis Armelis**, fino all’odierna Collarmele, ricostruita dopo il devastante terremoto del **1915**.

**Cerfennia** nacque probabilmente nel IV secolo a.C., quando i Romani sottomisero i Marsi. Situata nell’area di quella che oggi è Collarmele, era un’importante stazione della Via Valeria. L’epoca successiva alla sua possibile fine presenta tre ipotesi: un’estinzione naturale, una distruzione ad opera di invasori come Annibale durante le guerre puniche, o l’impatto di fenomeni sismici, dato l’alto rischio sismico della **Marsica**.

Dopo la scomparsa di **Cerfennia**, è plausibile che i superstiti abbiano formato un nuovo centro, **Collis Armelis**, in cerca di un habitat più favorevole. È interessante notare come nome e origine delle frazioni del nuovo insediamento possano riflettere un’evoluzione sociale e difensiva, con gli abitanti che cercarono sicurezza in luoghi fortificati.

Nel XV secolo, un terremoto avrebbe potuto portare alla riunificazione delle frazioni isolatie sotto il nuovo comune di **Collis Armelis**. Le varie denominazioni, come Villa “Colle” e Villaggio “Canzano”, rivelano la ricca storia e la complessità del popolamento della zona. Molte di queste chiese, come quella di **Santa Felicita**, risalgono a franchise medievali e segnalano la continua evoluzione della comunità fino ai nostri giorni, con importanti tracce storiche recuperate anche di recente.

Riferimento autore: “Collarmele (ieri…e…oggi)”, a cura di Don Francesco Prosia.

L’indagine sui centri abitativi di Collarmele si concentra su alcuni interrogativi fondamentali: quando e dove è nato il primo nucleo abitativo e quali condizioni hanno condotto alla sua formazione. Attualmente, le ricerche non forniscono risposte precise, se non qualche dato, peraltro scarso, a causa della mancanza di fonti affidabili, come la “Storia dei Marsi” di Muzio Febonio, che sembra andata perduta.

Tuttavia, è certo che Collarmele, nel corso della sua storia, ha avuto quattro configurazioni topografiche diverse: quella di Cerfennia, successivamente Collis Armelis, quella pre-terremoto del 1915 e l’attuale Collarmele, ricostruita dopo il sisma.

È accertato che Cerfennia esistesse prima del secolo I d.C., quando l’imperatore Claudio estese la Via Valeria da Cerfennia a Chieti. Ci si interroga sull’esistenza di Cerfennia sin dal secolo IV a.C., quando i Romani, nel tentativo di controllare l’Italia, sottomisero anche i Marsi.

La localizzazione di Cerfennia è confermata dall’Enciclopedia Treccani, che colloca la città nell’area dove oggi sorge Collarmele. In questa zona, oltre alla Via Valeria, nel Medioevo si sviluppò anche il Tratturo Cèlano – Foggia.

Ci si chiede se i primi abitanti di Cerfennia si stabilirono liberamente o per indicazioni esterne. I Romani fondarono colonie come Alba Fucense e Carsoli, con la probabile presenza di altri centri fortificati, inclusa Cerfennia.

Tre sono le ipotesi riguardo alla fine di Cerfennia: un’estinzione naturale per cause climatiche, una distruzione da invasori come Annibale durante la seconda guerra punica, o la devastazione causata da un terremoto, considerata l’ipotesi più credibile, poiché l’area è notoriamente sismica.

Nel caso di Collis Armelis, si ipotizza che il suo nucleo iniziale fosse formato da superstiti di Cerfennia. Nella vicina area di Collis Armelis, esistono altre località con nomi simili, come la fonte Armele. Questi indizi portano a supporre che gli abitanti, in cerca di un clima più favorevole, possano aver scelto la vallata di Armele.

Durante il Medioevo, le lotte tra le fazioni richiesero un’accoglienza difensiva in luoghi collinari. Questo spiega il significato del termine “collis” in Collis Armelis, il cui nome potrebbe derivare dalla fusione di dieci frazioni distinte secondo l’ipotesi dello storico Antonio Di Pietro.

Le dieci frazioni che avrebbero composto Collis Armelis includono Villa “Colle”, Villa “Armele”, Villaggio “Canzano”, Villaggio “Loreto”, Villaggio “Malliano”, Villaggio “Prata”, Casale “Luna”, Castello “Ceturo”, Castello “Marso” e Castello “Baulle”. Qui, i termini “Villa”, “Villaggio” e “Casale” indicano diverse configurazioni di insediamenti, variando da un gruppo di case su terreni privati a gruppi rustici gestiti da una pubblica amministrazione.

L’età feudale, databile ai secoli IX e X, rappresenta un periodo in cui queste frazioni emersero. I vassalli potevano variare di rango, influenzati dalla posizione e dal potere dei feudatari locali.

La riunificazione delle frazioni in un’unica entità, Collis Armelis, è datata al secolo XV, probabilmente in seguito al terremoto del 1450. Tuttavia, c’è chi sostiene che potesse avvenire durante l’età dei comuni, tra gli XI e XII secolo, quando le piccole comunità iniziarono a unirsi fortificandosi.

Le chiese, tra cui la parrocchiale di Santa Felicita, esistenti a Collarmele, sono catalogate anche in documenti papali, con funzioni che risalgono a Pasquale II e Clemente III. Oltre a Santa Felicita, vi erano altre chiese e oratori pubblici, tra cui l’ecclesia Sanctae Mariae in Ceturo. Quest’ultimo è stato recentemente ristrutturato e rinnovato dall’intera comunità di Collarmele.

Riferimento autore: “Collarmele (ieri…e…oggi)” a cura di Don Francesco Prosia.

Aggiungi qui il testo del titolo

Ospitalità e servizi

L’indagine sui centri abitativi di Collarmele si concentra su alcuni interrogativi fondamentali: quando e dove è nato il primo nucleo abitativo e quali condizioni hanno condotto alla sua formazione. Attualmente, le ricerche non forniscono risposte precise, se non qualche dato, peraltro scarso, a causa della mancanza di fonti affidabili, come la “Storia dei Marsi” di Muzio Febonio, che sembra andata perduta.

Tuttavia, è certo che Collarmele, nel corso della sua storia, ha avuto quattro configurazioni topografiche diverse: quella di Cerfennia, successivamente Collis Armelis, quella pre-terremoto del 1915 e l’attuale Collarmele, ricostruita dopo il sisma.

È accertato che Cerfennia esistesse prima del secolo I d.C., quando l’imperatore Claudio estese la Via Valeria da Cerfennia a Chieti. Ci si interroga sull’esistenza di Cerfennia sin dal secolo IV a.C., quando i Romani, nel tentativo di controllare l’Italia, sottomisero anche i Marsi.

La localizzazione di Cerfennia è confermata dall’Enciclopedia Treccani, che colloca la città nell’area dove oggi sorge Collarmele. In questa zona, oltre alla Via Valeria, nel Medioevo si sviluppò anche il Tratturo Cèlano – Foggia.

Ci si chiede se i primi abitanti di Cerfennia si stabilirono liberamente o per indicazioni esterne. I Romani fondarono colonie come Alba Fucense e Carsoli, con la probabile presenza di altri centri fortificati, inclusa Cerfennia.

Tre sono le ipotesi riguardo alla fine di Cerfennia: un’estinzione naturale per cause climatiche, una distruzione da invasori come Annibale durante la seconda guerra punica, o la devastazione causata da un terremoto, considerata l’ipotesi più credibile, poiché l’area è notoriamente sismica.

Nel caso di Collis Armelis, si ipotizza che il suo nucleo iniziale fosse formato da superstiti di Cerfennia. Nella vicina area di Collis Armelis, esistono altre località con nomi simili, come la fonte Armele. Questi indizi portano a supporre che gli abitanti, in cerca di un clima più favorevole, possano aver scelto la vallata di Armele.

Durante il Medioevo, le lotte tra le fazioni richiesero un’accoglienza difensiva in luoghi collinari. Questo spiega il significato del termine “collis” in Collis Armelis, il cui nome potrebbe derivare dalla fusione di dieci frazioni distinte secondo l’ipotesi dello storico Antonio Di Pietro.

Le dieci frazioni che avrebbero composto Collis Armelis includono Villa “Colle”, Villa “Armele”, Villaggio “Canzano”, Villaggio “Loreto”, Villaggio “Malliano”, Villaggio “Prata”, Casale “Luna”, Castello “Ceturo”, Castello “Marso” e Castello “Baulle”. Qui, i termini “Villa”, “Villaggio” e “Casale” indicano diverse configurazioni di insediamenti, variando da un gruppo di case su terreni privati a gruppi rustici gestiti da una pubblica amministrazione.

L’età feudale, databile ai secoli IX e X, rappresenta un periodo in cui queste frazioni emersero. I vassalli potevano variare di rango, influenzati dalla posizione e dal potere dei feudatari locali.

La riunificazione delle frazioni in un’unica entità, Collis Armelis, è datata al secolo XV, probabilmente in seguito al terremoto del 1450. Tuttavia, c’è chi sostiene che potesse avvenire durante l’età dei comuni, tra gli XI e XII secolo, quando le piccole comunità iniziarono a unirsi fortificandosi.

Le chiese, tra cui la parrocchiale di Santa Felicita, esistenti a Collarmele, sono catalogate anche in documenti papali, con funzioni che risalgono a Pasquale II e Clemente III. Oltre a Santa Felicita, vi erano altre chiese e oratori pubblici, tra cui l’ecclesia Sanctae Mariae in Ceturo. Quest’ultimo è stato recentemente ristrutturato e rinnovato dall’intera comunità di Collarmele.

Riferimento autore: “Collarmele (ieri…e…oggi)” a cura di Don Francesco Prosia.

Resta connesso con Terre Marsicane

TERRE MARSICANE MEWS

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Avezzano (AQ) n.9 del 12 novembre 2008 – Editore web solutions Alter Ego S.r.l.s. – Direttore responsabile Luigi Todisco.

copyright: TERREMARSICANE Servizi e Comunicazione S.r.l.s.

Informazioni e contatto

Invia suggerimenti o materiale integrativo

Utilizza il form sottostante per segnalare delle modifiche o inesattezze e inviare del materiale utile all'ottimizzazione dei contenuti