L’identificazione della Rocca di Cerro come nucleo medievale dell’attuale Villavallelonga apre a un periodo successivo in cui si adotta la denominazione intermedia di Villa Collelongo, che rimase in uso per circa tre secoli, dalla seconda metà del XV alla prima metà del XVIII secolo. Questo passaggio segna la transizione da una realtà medievale a quella della feudale Università di Villa Collelongo. La storia del feudo è segnata da vendite e passaggi ereditari, riducendo terre e abitanti a meri oggetti di scambio. Le famiglie nobili come i Piccolomini, i Carlucci, i Sannesi, i Sacrati e i Pignatelli si succedono, cercando di conciliare gli interessi dei potenti con le esigenze dei deboli.
Per comprendere appieno il contesto storico, si analizzano tre profili principali: quello religioso, quello civico e quello sociale. Le fonti religiose sono particolarmente significative, poiché offrono una prima analisi delle istituzioni ecclesiali e dell’organizzazione del culto, rivelando dettagli sul patronato dei luoghi sacri. Già dal periodo medievale, emergono notizie di grande valore documentario, mentre le questioni fondiarie e civiche assumono un ruolo centrale nella sistemazione dei rapporti con il vicino Collelongo.
I dati corrispondenti ai diritti di uso civico nascono da faticosi tentativi della popolazione locale di affermare le proprie richieste. Si evidenziano segnali sempre più chiari degli interessi comunitari che, in contrasto con l’egoismo del feudatario locale, cercano di affermarsi con crescente efficacia. Infine, si presenta un campionario delle dinamiche sociali del tempo, aprendo uno squarcio su una scenografia storica più ampia mentre documenta eventi particolari e stili di vita quotidiani. In questo contesto emergono registrazioni dall’Archivio della parrocchia, che tracciano un inedito rapporto demografico riferito a nascite e decessi degli ultimi quattro secoli.
Riferimento autore: Storia di Villavallelonga (Testi del prof. Leucio Palozzi).


