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Il Monumento Ai Caduti

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La cappella di San Rocco a Poggio Cinolfo, dalle origini antipestilenze alle commemorazioni dei caduti di guerra, svela storie di fede e sacrificio.

L’attuale cappella di San Rocco a Poggio Cinolfo funge da monumento ai caduti di tutte le guerre, con i nomi dei soldati deceduti nel 1915 scolpiti su una lapide marmorea. Tra i nomi, spiccano quelli di Portieri Guido, Cappelli Giulio e Palma Giovanni, mentre mancano all’appello i caduti in Etiopia nel 1936 e durante la Seconda Guerra Mondiale. Tra questi figurano Rossi Antonio e De Paolis Giuseppe, i quali sono dispersi in Russia. Altri bravissimi soldati perirono per effetti bellici nei decenni successivi.

Il tempio fu costruito nel 1924 dall’artista Domenico Cataldi, presenta linee architettoniche che si discostano dal contesto locale, in un’epoca in cui si diffondeva uno stile monumentale vagamente esotico. All’interno, la decorazione del soffitto rappresenta la Vergine, visibile solo in parte a causa dell’incuria nel tempo. Tuttavia, la cappella non fu originariamente eretta per commemorare i caduti, bensì per ringraziare San Rocco che, nel 1656, aveva protetto Poggio Cinolfo da un violento contagio di peste che colpì i villaggi circostanti.

Documenti storici rivelano che la prima cappellina, costruita tre anni dopo il contagio, era molto differente dall’attuale. Sulla struttura originale era incisa una dedica che ricordava come, grazie alle preghiere dedicate a San Rocco, gli abitanti furono miracolosamente preservati dalla peste. La lapide testimoniava come, il 20 Giugno 1659, la popolazione avesse reso omaggio al Santo e, con l’aiuto di elemosine e lavori devoti, avesse eretto un’immagine in suo onore per ringraziare Dio.

Riferimento autore: Foglio di Lumen, Terenzio Flamini.

L’attuale cappella di San Rocco a Poggio Cinolfo, ubicata lungo la strada provinciale che porta a Collalto Sabino, funziona come monumento ai caduti di tutte le guerre. La lapide marmorea sulla parte frontale del piccolo tempio reca incisi però soltanto i nomi dei soldati deceduti durante il primo conflitto mondiale: Portieri Guido, Cappelli Giulio, Palma Giovanni, Addiechi Giuseppe, Alessandrini Francesco, Anniballi Angelo, Cappelli Attilio, De Santis Angelo, De Santis Pietro, Eutizi Antonio, Flamini Cesare, Gregori Fortunato, Gregori Antonio, Gregori Giuseppe, Macchione Natale, Moscatelli Giuseppe, Portieri Fortunato, Prosperi Tommaso, Segna Aurelio, Segna Giuseppe, Ventura Pietro. Mancano ancora oggi i nomi di coloro che perirono in Etiopia nel 1936, tra cui Barone Ugo, e durante il secondo conflitto bellico: Rossi Antonio, De Paolis Giuseppe, Cappelli Raimondo (disperso in Russia), Prosperi Vincenzo, Segni Carlo, Alessandrini Fortunato, Prosperi Antonio, Moscatelli Paolo, Laurenti Vittorio, Forsinetti Aurelio e Segna Benedetto.

Il Tenente Antonio Rossi appare in una foto storica, terzo da sinistra, durante la campagna in Russia. Altri caduti sono stati ricordati per le morti avvenute negli anni successivi per cause inerenti la guerra: Gregori Antonio fu Angelo, Prosperi Evaristo, Ottaviani Valentino, Iannucci Filippo, Tarquini Mario e Rinaldi Domenico.

Il piccolo tempio venne costruito nel 1924 seguendo uno stile incoerente rispetto agli edifici del paese, caratterizzato da un gusto celebrativo monumentale vagamente esotico. L’opera fu affidata al modellatore e stuccatore Domenico Cataldi. All’interno, il soffitto fu decorato con una rappresentazione della Vergine, oggi solo parzialmente leggibile a causa dell’incuria passato e presente.

Nonostante sia attualmente un monumento ai caduti, la cappella fu originariamente edificata non per commemorare i morti, bensì per ringraziare San Rocco per aver preservato Poggio Cinolfo dalla peste. Nel 1656, un violento contagio si diffuse nella zona, e i paesi vicini subirono un gran numero di vittime. Tuttavia, Poggio Cinolfo fu preservato e gli abitanti decisero di onorare il santo protettore degli appestati.

Documenti dell’archivio parrocchiale riportano che la prima cappellina, sorta tre anni dopo, era completamente diversa da quella attuale e presentava un fornice. Su di esso era inciso: “D.O.M./ PIORUM AC PIARUM ELEEMOSYNIS ET OPERA / CAPPELLULA HAEC EXTRUCTA EST ET IMAGO / POSITA IN HONOREM B. ROCCHI CUIUS PRECIBUS / INCOLAE HUIUS OPPIDI DUM ANNO MDCLVI / ET SEQUENTI CIR-CUMVICINOS NON MODO / POPULOS SED ALIOS ETIAM PENE INNUMEROS / SAE-VISSIMA PESTIS AFFLIGEBAT MISERICORDITER / A DEO SERVATI SUNT INCOLUMES / DIE XX JUNII MDCLIX.”

Questa iscrizione testimonia che la cappellina fu costruita con le elemosine e l’opera di uomini e donne devoti, e vi venne posta un’immagine in onore di San Rocco. Per le preghiere rivolte al santo, la popolazione di Poggio Cinolfo, nel 1656 e nel successivo anno, fu misericordiosamente preservata dalla peste che tormentava anche gli abitanti dei paesi limitrofi.

Riferimento autore: Terenzio Flamini.

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L’attuale cappella di San Rocco a Poggio Cinolfo, ubicata lungo la strada provinciale che porta a Collalto Sabino, funziona come monumento ai caduti di tutte le guerre. La lapide marmorea sulla parte frontale del piccolo tempio reca incisi però soltanto i nomi dei soldati deceduti durante il primo conflitto mondiale: Portieri Guido, Cappelli Giulio, Palma Giovanni, Addiechi Giuseppe, Alessandrini Francesco, Anniballi Angelo, Cappelli Attilio, De Santis Angelo, De Santis Pietro, Eutizi Antonio, Flamini Cesare, Gregori Fortunato, Gregori Antonio, Gregori Giuseppe, Macchione Natale, Moscatelli Giuseppe, Portieri Fortunato, Prosperi Tommaso, Segna Aurelio, Segna Giuseppe, Ventura Pietro. Mancano ancora oggi i nomi di coloro che perirono in Etiopia nel 1936, tra cui Barone Ugo, e durante il secondo conflitto bellico: Rossi Antonio, De Paolis Giuseppe, Cappelli Raimondo (disperso in Russia), Prosperi Vincenzo, Segni Carlo, Alessandrini Fortunato, Prosperi Antonio, Moscatelli Paolo, Laurenti Vittorio, Forsinetti Aurelio e Segna Benedetto.

Il Tenente Antonio Rossi appare in una foto storica, terzo da sinistra, durante la campagna in Russia. Altri caduti sono stati ricordati per le morti avvenute negli anni successivi per cause inerenti la guerra: Gregori Antonio fu Angelo, Prosperi Evaristo, Ottaviani Valentino, Iannucci Filippo, Tarquini Mario e Rinaldi Domenico.

Il piccolo tempio venne costruito nel 1924 seguendo uno stile incoerente rispetto agli edifici del paese, caratterizzato da un gusto celebrativo monumentale vagamente esotico. L’opera fu affidata al modellatore e stuccatore Domenico Cataldi. All’interno, il soffitto fu decorato con una rappresentazione della Vergine, oggi solo parzialmente leggibile a causa dell’incuria passato e presente.

Nonostante sia attualmente un monumento ai caduti, la cappella fu originariamente edificata non per commemorare i morti, bensì per ringraziare San Rocco per aver preservato Poggio Cinolfo dalla peste. Nel 1656, un violento contagio si diffuse nella zona, e i paesi vicini subirono un gran numero di vittime. Tuttavia, Poggio Cinolfo fu preservato e gli abitanti decisero di onorare il santo protettore degli appestati.

Documenti dell’archivio parrocchiale riportano che la prima cappellina, sorta tre anni dopo, era completamente diversa da quella attuale e presentava un fornice. Su di esso era inciso: “D.O.M./ PIORUM AC PIARUM ELEEMOSYNIS ET OPERA / CAPPELLULA HAEC EXTRUCTA EST ET IMAGO / POSITA IN HONOREM B. ROCCHI CUIUS PRECIBUS / INCOLAE HUIUS OPPIDI DUM ANNO MDCLVI / ET SEQUENTI CIR-CUMVICINOS NON MODO / POPULOS SED ALIOS ETIAM PENE INNUMEROS / SAE-VISSIMA PESTIS AFFLIGEBAT MISERICORDITER / A DEO SERVATI SUNT INCOLUMES / DIE XX JUNII MDCLIX.”

Questa iscrizione testimonia che la cappellina fu costruita con le elemosine e l’opera di uomini e donne devoti, e vi venne posta un’immagine in onore di San Rocco. Per le preghiere rivolte al santo, la popolazione di Poggio Cinolfo, nel 1656 e nel successivo anno, fu misericordiosamente preservata dalla peste che tormentava anche gli abitanti dei paesi limitrofi.

Riferimento autore: Terenzio Flamini.

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