L’adesione religiosa degli abitanti di Villavallelonga è caratterizzata da una forte peculiarità culturale. Nel corso dei secoli, questa comunità ha mantenuto una grande considerazione per le tradizioni popolari, mostrando un limitato cedimento alle esigenze progressiste della mentalità moderna. La vena devozionale, semplice e spontanea, affonda le radici nel modo di intendere il fatto religioso come identificazione con la vita del popolo. In alcune manifestazioni, si presenta anche come un fenomeno sorretto dalla superstizione, dalla magia e dalla tradizione miracolista, risalente all’ormai lontano sistema feudale.
Il culto di San Leucio rappresenta una testimonianza di questo sentimento millenario, diffuso e profondo, che ha plasmato lo spirito delle generazioni di Villavallelonga. Spesso, il culto si confonde con l’affetto per il luogo natio, di cui il Santo è venerato Patrono. San Leucio, originario di Alessandria d’Egitto, ha una vita leggendaria costellata di miracoli; la sua notorietà culmina a Brindisi, dove si attesta che egli fu primo Vescovo della Diocesi di Brundisium.
I pastori della Vallelonga, già nei primi tempi della Chiesa, migravano con le greggi in Puglia, dove incontrarono il primo Vescovo brindisino. Seguendo le vicende della traslazione del Santo a Trani, Benevento e anche altrove, la devozione per San Leucio si diffondeva, trovando espressione in Villavallelonga con la costruzione di chiese dedicate a lui, attestate da oltre un millennio. L’analisi di documenti antichi, esposta nel paragrafo sulle prime istituzioni ecclesiali della Rocca di Cerro, rende poi necessario approfondire l’evoluzione del culto negli ultimi secoli, insieme alla documentazione riguardante la natura laica del patronato locale.
Il Corsignani nel 1738 descrive il tempio di San Leucio e quello di Nostra Donna (Madonna delle Grazie), situati «vicino ad un rivo d’acqua assai rinomata, detto il fonte della Villa». In seguito all’editto emanato da Mons. Dragonetti nel 1728, si avvalora un registro che descrive le chiese del luogo, evidenziando quella «consacrata al glorioso San Leucio Protettore», ubicata a mezzo miglio dal paese. Nella chiesa si trovava una preziosa pittura sull’altare, con la statua del Santo accanto, mentre una campanella era stata acquistata a spese di Francesco Antonio Grande.
L’erezione della chiesa al di fuori delle mura del paese, priva di clero, appare strana e contraddittoria rispetto all’antichità di tale culto e alla necessità di preservare la statua, gli ornamenti sacri e le eventuali reliquie donate. Una spiegazione si trova confrontando le chiese dedicate al Santo in altre località, come Brindisi, Trani, Caserta, Benevento, San Salvatore Telesino, Rocca di Mezzo e Villavallelonga, dove gli edifici adibiti a venerazione di San Leucio sono tipicamente situati fuori dalle mura.
Al contrario, le chiese ubicate all’interno, come quella parrocchiale di Villavallelonga, furono originariamente dedicate a San Nicola, solo successivamente affiancato da San Leucio nella prima metà del XVIII secolo. Questa ubicazione è legata alla provenienza storica di San Leucio da un’altra terra, conferendo al culto valori di fedeltà ai significati originari. A Villavallelonga, la chiesa è situata a ovest, fuori dalle mura, quasi come se il Santo dovesse vigilare sulle sorgenti ai suoi piedi.
I documenti locali attestano che durante le annate di siccità, la sola sorgente a non perdere l’alimentazione era la Fontevecchia di San Leucio, utilizzata anche dai collelonghesi per il loro bestiame. Di particolare rilevanza è la documentazione che evidenzia la natura laica del patronato di San Leucio, che appare differente da quella di San Nicola, titolo originario della parrocchia locale. Un’attestazione significativa si trova nell’Elenco dei sussidi caritativi del XII secolo, che dovevano essere versati alla Diocesi dei Marsi per la chiesa di San Leucio.
Con l’epoca moderna, attraverso la donazione di terreni al Santo, si è formata la tavola del Capitolo di San Leucio i cui beni traggono origine da donazioni effettuate nel 1675 da Gabriele e Pasquale Iannotta. La natura laica del patronato di San Leucio è evidente anche negli obblighi stabiliti per la comunità di Villavallelonga riguardo alle celebrazioni annuali in onore del Santo.
Il documento di approvazione dell’Ufficio di San Leucio, risalente alla richiesta avanzata dal clero nel 1767, segna un passo importante nell’evoluzione del culto. Tale approvazione era facilitata dalla storicità della devozione per il Santo, che doveva essere venerato da tempo, permettendo quindi l’accoglimento dell’istanza. Il Decreto emanato nel gennaio del 1769 estendeva le orazioni a San Leucio alla comunità di Villavallelonga.
Il documentale di approvazione costituisce anche uno dei primissimi atti ufficiali che attestano la moderna designazione di Villavallelonga. Questa evoluzione del culto è intimamente legata alla fondazione dell’Università di Villavallelonga, il cui stemma riporta l’immagine di San Leucio. Con la donazione della reliquia avvenuta nel 1778, si registra un significativo evento nella storia del culto. Alcuni pastori villavallelonghesi, dopo aver visitato Puglia, portarono una preziosa reliquia di San Leucio, un osso del dito, di cui esistono documenti vescovili attestanti la donazione.
L’arrivo della reliquia ha suscitatto un rinnovato fervore, testimoniato da atti decurionali che stabilivano turni di lavoro per ultimare la chiesa del Patrono. È significativo il pagamento di una congrua annuale all’Abate per le celebrazioni da tenere; nel 1823 si stabilisce di assegnare un sacerdote canonico della parrocchiale alla chiesa di San Leucio. Le donazioni di beni e terreni continuano a moltiplicarsi nel tempo, con rendite amministrate inizialmente dal Comune.
Negli anni, il Comune di Villavallelonga ha tentato di rivendicare i beni ecclesiastici del Capitolo di San Leucio, cercando di ricomprenderli nel demanio statale. La solennità riconosciuta all’arrivo della reliquia ha dato inizio a festeggiamenti la cui ricorrenza centenaria ha chiaramente un valore storico. Iscrizioni commemorative del 1878 testimoniano la celebrazione del primo centenario dell’arrivo della reliquia, un evento che si rievoca anche oggi con processioni e festeggiamenti che uniscono la comunità.
Attualmente, San Leucio si festeggia l’1 di gennaio, data della commemorazione, e il 2 settembre, giorno dei solenni festeggiamenti. L’organizzazione delle manifestazioni è affidata a un Comitato di cittadini, i cui membri sono estratti per sorteggio, un’usanza che si mantiene viva per onorare il legame culturale con il Santo e la comunità villavallelonghese.
Riferimento autore: “Storia di Villavallelonga” (Testi del prof. Leucio Palozzi).