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Elementi Greci Nelle Epigrafi Esaminate

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Scopri come antiche iscrizioni nella Marsica rivelano legami sorprendenti con la Grecia, svelando intricati percorsi di migrazioni e culture incrociate.

Nel contesto delle epigrafi più antiche della valle Transaquana, i segni di influsso greco appaiono evidenti, specialmente nelle iscrizioni arcaiche. Le desinenze come HIIRCLOI e DONON rimandano chiaramente a questa origine, seguite da forme come P di SUPNA e N di DUNON. Elementi di stile greco e orientale possono essere riscontrati anche nei fregi ornamentali di vasetti rinvenuti nella zona di Supino. Nonché la tendenza alla riduzione delle vocali, tipica della lingua greca, si riflette nelle epigrafi esaminate e nel dialetto locale.

Significativi sono anche i nomi greci presenti nelle epigrafi imperiali, come MELANTUS e MENANDER, che suggeriscono contatti con culture diverse. Il tema delle origini della gente marsa è annodato a un dibattito storico complesso: ci si interroga se i Marsi si siano insediati in Marsica con la migrazione indoeuropea, o se siano giunti da oriente. Cesare, con la sua opera, offre una panoramica delle varie teorie, tra cui l’ipotesi di una provenienza asiatica, asiatica-pelasgica, o etrusca, e persino l’idea di un’origine semitica riferita a una popolazione di razza ebraica attorno al 1700 a.C.

Esaminando i dati epigrafici e la lingua marsa, emerge un’organizzazione culturale preesistente alla migrazione dei Sabini, evidenziando quindi la possibile dipendenza dei Marsi da sistemi Asiatico o Asiatico-Pelasgico. Il pensiero di V. Pisani, che nella sua analisi della lingua latina sottolinea una connessione tra latino e greco, suggerisce un’interazione significativa tra le civiltà del sud Italia e il mondo greco durante il VI secolo.

In questa prospettiva, la doppia I dell’epigrafe N. 1 diventa un elemento chiave, mostrando il crescente uso di tale caratteristica mentre ci avviciniamo al centro dell’Italia. Questo evidenzia la posizione della Marsica come un crocevia culturale, testimoniato anche dall’epigrafe dedicata ad Ercole, che conferma la sua importanza nelle origini storiche dei primi popoli della regione. La ricerca continua e ogni nuova scoperta può offrire spunti di riflessione e chiarimenti su questioni storiche aperte.

Riferimento autore: Trasacco prima di Roma, a cura di Don Evaristo Evangelini.

(Testi tratti dal libro “Trasacco prima di Roma”)

(Testi a cura di Don Evaristo Evangelini)

Nel corso di questo confronto delle epigrafi più antiche della valle Transaquana, abbiamo accennato a più riprese a elementi greci, più marcati in quelle arcaiche e meno appariscenti in quelle repubblicane. Apertamente greche sono le desinenze HIIRCLOI e DONON dell’epigrafe più antica, così come il P di SUPNA, di HOSPES e di PO. PACIO. Anche la N di SUPNA, di DUNON e di DONON appartiene a questo contesto, così come la L di LUBS, di MANLIUS, di SALVIEDI e di IIRCLOI.

La M di MERETO, di MANLIUS, di ARAM e di MIIRIT mostra, anch’essa, influenze greche. Di stile greco e orientale sono numerosi fregi ornamentali di pezzi di vasetti emersi dalla profonda aratura dei terreni nella zona di Supino. L’antica lingua greca si caratterizza per la prerogativa di eliminare le vocali nel contesto della parola, come dimostrano le epigrafi esaminate e il dialetto trasaccano. È indiscutibile la derivazione greca di EPOINTE.

Accenniamo solo di sfuggita a vari nomi greci come MELANTUS, MENANDER e EPICTESI, che ritornano in epigrafi imperiali. Tali elementi indigeni o derivati da contatti con genti eterogenee ci riportano al vivo di un problema rimasto insoluto, che da uno studio globale più approfondito potrebbe essere portato ad una soluzione definitiva.

Il problema si pone in questi termini: la primitiva gente marsa si insediò nelle nostre parti con la discesa della stirpe indoeuropea, oppure venne ancora prima dal lontano Oriente, risalendo la penisola? Non c’è stato storico che non abbia trattato questo argomento prospettando soluzioni diverse. Un quadro ben preciso di queste soluzioni lo ritroviamo in Federico Terra, nel suo libro “Sopra il difetto, l’importanza e la necessità di una storia dei Marsi”.

Una delle proposte è il Sistema Asiatico, secondo cui i diversi nomi dei nostri luoghi di derivazione orientale fanno propendere per una provenienza dei Marsi dall’Asia Minore. Un’altra valida soluzione è il Sistema Asiatico-Pelasgico, che suggerisce che i primi Marsi derivano da Greci e Fenici emigrati intorno al 1000 a.C..

C’è poi il Sistema Etrusco, che vede i Marsi derivare direttamente dagli Etruschi, indirettamente dagli orientali. Il Sistema Indo-Germanico, sostenuto da storici francesi e tedeschi, ha come chiaro intento quello di dimostrare la supremazia della loro razza sugli altri popoli europei. Infine, il Sistema Semitico, che parte dal concetto di un’Europa totalmente disabitata, sostenendo che fu occupata da una popolazione di razza ebraica intorno al 1700 a.C., risolvendo così l’origine semitica dei nomi di molti luoghi.

Analizzando i dati epigrafici esaminati, si può constatare che, spinti dagli Etruschi e dalla razza indoeuropea, i Sabini, diretti in Campania, incontrano nei nostri luoghi una popolazione già ben organizzata. Ritrovando nella lingua marsa elementi di scrittura e di letteratura di origine greca, ci permettiamo di esprimere il nostro modesto parere che l’origine dei Marsi debba dipendere, o dal puro sistema Asiatico, o dall’sistem Asiatico-Pelasgico.

La conclusione a cui siamo giunti è corroborata da alcuni giudizi estratti quà e là dalle opere di V. Pisani, una autorità in materia. Nella sua “Storia della lingua latina”, a pagina 80, Pisani afferma che “alcuni termini del latino trovano rispondenza in greco, ciò parrebbe deporre a favore di una orientalità rispetto alla occidentalità dell’Italia settentrionale”. Inoltre, a pagina 153, si legge: “Nel secolo VI possiamo parlare di una forte irradiazione della civiltà greca arcaica su tutta l’Italia centro-meridionale”.

Invitiamo a porre attenzione ad un elemento letterario caratteristico dell’epigrafe N. 1: la doppia I. Avendo sott’occhio le molteplici testimonianze scritte dell’Italia meridionale dal IX al VI secolo a.C., notiamo un uso maggiore di tale elemento man mano che ci avviciniamo al centro. È diffusissimo nella lingua osca e assente nell’umbro, nell’etrusco e nel latino arcaico. Possiamo quindi dedurre che la Marsica e le zone limitrofe formino il limite dell’influenza greca e osca nella loro espansione verso il Nord, prima che sorgesse il sole di Roma.

La nostra epigrafe ad Ercole ne potrebbe essere una testimonianza illuminante. Abbiamo così dato il nostro modesto contributo su un problema storico, quello sull’origine dei primi popoli della nostra terra. Come in ogni questione storica, rimane sempre da discutere e ragionare; accogliamo volentieri suggerimenti e precisazioni da qualunque parte ci vengano.

Riferimento autore: Don Evaristo Evangelini.

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