Epigrafe n. V presenta una struttura latina, con linee convergenti che si toccano. La lettera E ha assunto la sua forma attuale, mentre la lettera C risulta più stretta e precisa. In aggiunta, la lettera S rimane invariata, così come la lettera U si allinea alla lettera V. La lettera P ha un tipo squisitamente marsicano, e la lettera N, pur essendo corsiva, mantiene estremità quasi parallele. La lettera A colpisce per la sua attuale forma, mentre la lettera I non mostra differenze significative. Anche se la lettera T ha già acquisito la sua forma attuale, la lettera R presenta una curvatura caratteristica, infine la lettera D appare stretta e precisa.
Epigrafe n. 1, in contrasto, evidenzia un’evoluzione più rudimentale: la lettera V mostra linee che convergono senza congiungersi, e la lettera E è sostituita dal segno II. Qui la lettera C risulta più aperta e meno precisa, mantenendo l’uguale lettera S e la lettera U. Alberga l’assenza della lettera P, mentre la lettera N presenta linee non del tutto unite e inclinazioni imperfette. La lettera A si distingue come uno dei simboli classici dell’alfabeto marso, e la lettera T appare arcaica, con un caratteristico trattino superiore. La lettera R appare incisa con imprecisione, mentre la lettera D si presenta più voluminosa e sbracata. La lettera M è più aperta e corta rispetto ad altri esemplari, e la lettera B mostra un movimento incerto.
In sintesi, la differenza tra l’epigrafe N. 5 e N. 1 è marcata; la prima mostra un’iscrizione più profonda e inquadrata, mentre la seconda rivela lettere più rozze e arcaiche. È difficile stabilire un intervallo temporale preciso tra le due, ma la N. 5 può essere collocata intorno al 200 a.C., mentre la N. 1 risale al VII secolo a.C..
Riferimento autore: “Trasacco prima di Roma” a cura di Don Evaristo Evangelini.


