Notifica
Notifica

Chiesa San Vincenzo

Aggiungi qui il testo del titolo

Scopri i misteri e le tradizioni antiche della Chiesetta di S. Vincenzo a Carsoli, un tesoro nascosto tra ruderi e racconti storici.

La Chiesetta della Madonna di S. Vincenzo, situata a circa due chilometri da Carsoli, ha origine da un antico paesello, noto come S. Vincenzo Martire, di cui rimangono molti ruderi di piccole abitazioni. All’interno della Chiesa si trova il miliario di Massimino e due lapidi commemorative di famiglie di origine francese. La pietra utilizzata per costruire il vicino ponte sulla strada Carseolana Albense proviene da queste antiche fabbriche, e si ricorda un tragico incidente in cui un lavorante di Mondano fu colpito da una pietra rotolante e morì qualche giorno dopo nel locale ospedale.

Si ritiene che il paesello risalga ai tempi antichi, essendo state trovate monete risalenti all’Impero Romano tra le macerie. Un eremita di nome Bernardino Bernardini, conosciuto anche come Trequatrini, scoprì all’interno di un muro una piccola casetta con una creatura avvolta in fasce e diciassette monete d’argento sopra di essa, vendute a Roma per una somma considerevole. Più tardi, il berretto di fuoco da cui è stato distrutto il paese è testimoniato dai muri anneriti rinvenuti nel territorio. La Chiesetta di S. Vincenzo conserva un’immagine dipinta in tavola, semplice e datata.

Diverse persone anziane, tra cui il Sig. Luigi de Leoni, raccontano che fino a qualche decennio fa, a Carsoli si celebrava una particolare usanza il 15 agosto, simile a quella praticata a Tivoli e in altri paesi della Diocesi. Durante la festa, l’immagine della Madonna veniva portata fuori da una chiesa e il Salvatore da un’altra, e all’incontro presso un punto definito, i due si scambiavano tre piccole genuflessioni.

Questa tradizione, per cui la Madonna di S. Vincenzo partiva in processione dalla sua chiesa mentre il Salvatore, tuttora presente nella chiesa di S. Angelo, procedeva lungo la via Fonticelle, è rimasta nella memoria collettiva. Sebbene si dica che l’immagine rimasta nella cosiddetta Villa S. Vincenzo sia una novità, è, in realtà, un evento che si ripete in molte altre località, dove le immagini e le antiche chiese conservano una grande venerazione.

Riferimento autore: Notizie di Carsoli di Don Antonio Zazza (Manoscritto inedito del 1873)

La Chiesetta della Madonna di S. Vincenzo, situata a circa due chilometri da Carsoli, ha origini che rimandano a un antico paesello noto come S. Vincenzo Martire. Attorno a questa chiesetta sono visibili numerosi ruderi di piccole abitazioni, i quali si estendono fino alla strada Valeria. All’interno della Chiesa si trova un miliario di Massimino, e sul gradino dell’altare due lapidi con iscrizioni di famiglie di origine francese, le cui trascrizioni sono state fatte dal defunto chiarissimo Padre Garrucci.

Una parte della pietra informe proveniente dalle abitazioni demolite dall’impresario Buscaglione fu utilizzata per la costruzione del ponte nei pressi della strada Carseolana Albense Provinciale. Tuttavia, un triste episodio si verificò quando una pietra, rotolando inavvertitamente, colpì alla testa un povero lavorante di Mondano, il quale, a causa di una congestione cerebrale, morì dopo alcuni giorni nel nostro ospedale di Carsoli.

A mio avviso, il paesello risale all’epoca dei gentilissimi, poiché tra i ruderi sono state rinvenute alcune monete dell’Impero Romano. Un eremita, conosciuto come Bernardino Bernardini (alias Trequatrini), trovò all’interno del muro di una piccola abitazione una creatura infasciata, sopra la quale vi erano diciassette monete d’argento. Queste monete, vendute a Roma, fruttarono a lui nove lire ciascuna, e con tale somma eresse una casa di proprietà della moglie. Il racconto di questa creatura e delle monete è stato confermato anche al Sig. D. Serafino Angelini.

Il paesello subì una distruzione per causa di un incendio, come rivelano i muri cotti ritrovati nei dintorni. La Chiesetta, dedicata a S. Vincenzo, presenta un’immagine dipinta su tavola, caratterizzata da uno stile molto rustico e risalente a periodi arcaici.

Inoltre, non bisogna trascurare la testimonianza di molti anziani, tra cui il Sig. Luigi de Leoni, che assicurano che a Carsoli vi fosse una tradizione il 15 Agosto, riguardante la cosiddetta “inchinata”, simile a quella praticata a Tivoli e in altri paesi principali della diocesi. Durante questo evento, l’immagine della Madonna usciva da una chiesa e quella del Salvatore da un’altra, incontrandosi in un punto prestabilito, dove i gestanti effettuavano tre piccole genuflessioni, avvicinando le sacre immagini. Dopo di che, la processione si dirigeva verso una delle due Chiese, appositamente preparata e addobbata, con il Salvatore a destra e la Madonna a sinistra.

Anche a Carsoli, era consueta la processione della Madonna di S. Vincenzo che partiva dalla sua chiesa per raggiungere il luogo menzionato. L’immagine del Salvatore, ancora presente nella chiesa di S. Angelo, percorreva la via conosciuta come Fonticelle fino alla chiesa di S. Antonio Abate, dove avveniva la cerimonia di inchinata, per poi sfilare verso la Chiesa Parrocchiale.

La permanenza dell’immagine nella cosiddetta Villa S. Vincenzo non è una novità; la sua scoperta è avvolta in un’atmosfera di leggenda, mentre in altre numerose località si conservano immagini simili, con le comunità e le antiche chiese o monasteri a esse associate che godono di grande venerazione.

Riferimento autore: Notizie di Carsoli di Don Antonio Zazza (Manoscritto inedito del 1873). Trascritti da Angelo Melchiorre.

Aggiungi qui il testo del titolo

Ospitalità e servizi

La Chiesetta della Madonna di S. Vincenzo, situata a circa due chilometri da Carsoli, ha origini che rimandano a un antico paesello noto come S. Vincenzo Martire. Attorno a questa chiesetta sono visibili numerosi ruderi di piccole abitazioni, i quali si estendono fino alla strada Valeria. All’interno della Chiesa si trova un miliario di Massimino, e sul gradino dell’altare due lapidi con iscrizioni di famiglie di origine francese, le cui trascrizioni sono state fatte dal defunto chiarissimo Padre Garrucci.

Una parte della pietra informe proveniente dalle abitazioni demolite dall’impresario Buscaglione fu utilizzata per la costruzione del ponte nei pressi della strada Carseolana Albense Provinciale. Tuttavia, un triste episodio si verificò quando una pietra, rotolando inavvertitamente, colpì alla testa un povero lavorante di Mondano, il quale, a causa di una congestione cerebrale, morì dopo alcuni giorni nel nostro ospedale di Carsoli.

A mio avviso, il paesello risale all’epoca dei gentilissimi, poiché tra i ruderi sono state rinvenute alcune monete dell’Impero Romano. Un eremita, conosciuto come Bernardino Bernardini (alias Trequatrini), trovò all’interno del muro di una piccola abitazione una creatura infasciata, sopra la quale vi erano diciassette monete d’argento. Queste monete, vendute a Roma, fruttarono a lui nove lire ciascuna, e con tale somma eresse una casa di proprietà della moglie. Il racconto di questa creatura e delle monete è stato confermato anche al Sig. D. Serafino Angelini.

Il paesello subì una distruzione per causa di un incendio, come rivelano i muri cotti ritrovati nei dintorni. La Chiesetta, dedicata a S. Vincenzo, presenta un’immagine dipinta su tavola, caratterizzata da uno stile molto rustico e risalente a periodi arcaici.

Inoltre, non bisogna trascurare la testimonianza di molti anziani, tra cui il Sig. Luigi de Leoni, che assicurano che a Carsoli vi fosse una tradizione il 15 Agosto, riguardante la cosiddetta “inchinata”, simile a quella praticata a Tivoli e in altri paesi principali della diocesi. Durante questo evento, l’immagine della Madonna usciva da una chiesa e quella del Salvatore da un’altra, incontrandosi in un punto prestabilito, dove i gestanti effettuavano tre piccole genuflessioni, avvicinando le sacre immagini. Dopo di che, la processione si dirigeva verso una delle due Chiese, appositamente preparata e addobbata, con il Salvatore a destra e la Madonna a sinistra.

Anche a Carsoli, era consueta la processione della Madonna di S. Vincenzo che partiva dalla sua chiesa per raggiungere il luogo menzionato. L’immagine del Salvatore, ancora presente nella chiesa di S. Angelo, percorreva la via conosciuta come Fonticelle fino alla chiesa di S. Antonio Abate, dove avveniva la cerimonia di inchinata, per poi sfilare verso la Chiesa Parrocchiale.

La permanenza dell’immagine nella cosiddetta Villa S. Vincenzo non è una novità; la sua scoperta è avvolta in un’atmosfera di leggenda, mentre in altre numerose località si conservano immagini simili, con le comunità e le antiche chiese o monasteri a esse associate che godono di grande venerazione.

Riferimento autore: Notizie di Carsoli di Don Antonio Zazza (Manoscritto inedito del 1873). Trascritti da Angelo Melchiorre.

Resta connesso con Terre Marsicane

TERRE MARSICANE MEWS

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Avezzano (AQ) n.9 del 12 novembre 2008 – Editore web solutions Alter Ego S.r.l.s. – Direttore responsabile Luigi Todisco.

copyright: TERREMARSICANE Servizi e Comunicazione S.r.l.s.

Informazioni e contatto

Invia suggerimenti o materiale integrativo

Utilizza il form sottostante per segnalare delle modifiche o inesattezze e inviare del materiale utile all'ottimizzazione dei contenuti