Il paese di Tufo ha conosciuto la sua parte di storia attraverso l’invasione saracena delle montagne della Valeria, che portò alla creazione di fortificazioni in località strategiche. Tra questi luoghi, Tufo Alto e Pietrasecca erano noti per mantenere comunicazioni visive durante la notte mediante fuochi di segnalazione. Ancora oggi, gli abitanti di Pietrasecca rivendicano di essere stati gli ultimi a convertirsi al cristianesimo, mentre gli abitanti di Tufo Basso a volte vengono definiti “saracini”.
Il primo documento scritto che menziona Tufo risale al 1010, evidenziando la sua posizione nel “Comitatu Reatino Castaldatu Turano”. Un ulteriore riferimento si trova nel Regesto Farfense del 1032, in cui si menziona uno dei possedimenti situati “in territorio reatino”. Nel Catalogo dei Baroni, Tufo appare accanto a Pietrasecca, con una popolazione di circa 300 abitanti, sostenuta da due feudatari e pronta a fornire uomini per il servizio militare.
Nel corso del tempo, la figura di Carlo D’Angiò divenne celebre, legato alla costruzione di un alto campanile per la chiesa di S. Maria de Tufo, famosa per la leggenda riguardante un operaio e le decisioni del re. Nel 1573, la chiesa cambiò titolo in S. Maria delle Grazie e nel 1581 venne eretto un altare monumentale, segnando un’importante evoluzione religiosa e culturale per Tufo.
La nuova chiesa di S. Giuseppe, benedetta da Mons. Brizi, segnò l’emergere della famiglia Coletti, che dominò la scena locale fino alla seconda guerra mondiale. Nel 1832, re Ferdinando II visitò Tufo salutando la folla da un palazzo di proprietà del Barone Giuseppe Coletti. Questo, insieme alla successiva rettifica dei confini e creazione della dogana, segna un’importante evoluzione sociale ed economica per la comunità.
Dai documenti, nel 1857 Tufo era già un “Comune” e nel 1871 si contavano 1107 abitanti. I tumultuosi eventi legati alla nascita del Regno d’Italia colpirono anche Tufo, con episodi di violenza e banditismo nella zona. Negli anni successivi, la popolazione aumentò, toccando nel 1921 i 1242 abitanti, anche se oggi il numero è sceso a circa 350, riassumendo la sua storia rispetto ai tempi medievali quando la maggior parte degli abitanti risiedeva a Tufo Alto.
Riferimento autore: Don Fulvio Amici.


