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Cenni Storici

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Tra leggende antiche e lotte storiche, scopri come la borgata di Carsoli custodisca segreti e storie che risalgono all’epoca romana.

Questa borgata, di circa seicento abitanti, è frazione di Carsoli ed è situata sull’amena collina Merulo, a oltre ottocento metri sul livello del mare. Una leggenda, risalente all’epoca romana, racconta di una pugna tra romani e sabini durante il famoso ratto, con feriti di entrambe le parti che si univano per darsi reciproco aiuto. Si narra che, sani e salvi, i romani fondarono il paese, mentre i sabini edificarono la vicina borgata Monte Sabinese.

La leggenda non ha fondamento storico, poiché non ci sono prove della pugna in territorio equo. Un’altra storia, attraente e suggestiva, si lega a Villa Romana. Durante le turbolente lotte tra la Chiesa e i normanni, Leone IX, spinto da cinque cardinali, dichiarò guerra a Roberto il Guiscardo. Le forze pontificie furono sconfitte il 15 giugno 1053 nella battaglia di Cividale. Curioso è che, dopo la battaglia, i normanni si profilarono a riconoscere il Papa, conquistando così la sua stima. Questo portò i cardinali, esiliati, a scegliere il colle su cui oggi sorge Villa Romana.

I dati storici sull’anno degli eventi sono discordanti, con alcuni cronisti che li collocano nel 1062 o nel 1163. Tuttavia, sappiamo che Ruggero I regnò dal 1130 al 1154, e che S. Leone IX governò fino al 1054. La discordia con Adriano IV è ben documentata, risolta con la pace di Benevento nel 1156. Così, l’origine del nome Villa Romana sembra derivare da Monte Romano, dove il paese fu edificato nel secolo XI.

Gli abitanti sono noti per la loro ospitalità e cortesia. Tra le famiglie cospicue ci sono i Bultrini, i Carlizza e gli Ippoliti, i quali vantano possedimenti anche in Oricola, Pereto e Rocca di Botte. Tra i più illustri abitanti vi sono il dott. Evangelista Ippoliti, un medico di successo, e Cav. Uff. Sebastiano Bultrini, un ingegnere di spicco a Roma. Infine, Angelomaria Carlizza è apprezzato per il suo amore per le antichità e la sua rara gentilezza.

Riferimento autore: Oricolae Contrada Carseolana nella storia di Nostra Gente (Testi a cura di Achille Laurenti).

Questa borgata, di circa seicento abitanti, è frazione di Carsoli ed è situata sull’amena collina Merulo, a oltre ottocento metri sul livello del mare. Da qualche mente accesa del tempi di mezzo, sorse la leggenda che colà avvenisse una pugna tra romani e sabini, in occasione del celebre ratto, e che i feriti dell’una e l’altra regione, rimasti lì abbandonati, per necessità di cose, momentaneamente si affratellassero per porgersi scambievole aiuto. Ma che, guariti, i romani vi edificassero il paese e i sabini andassero a fondare l’altra vicina borgata Monte Sabinese.

Certo è che i due nomi impropri, affibiati dalla fervida immaginazione ai due paesi, non possono rispondere alla inverosimile leggenda, poichè la pugna tra i romani e i sabini non poteva verificarsi, e non si verificò, in pieno territorio equo. Altra simpatica e graziosa diceria, che per altri è storia, fu intessuta per le origini di Villa Romana.

Nella cruenta lotta tra la Chiesa e i normanni, Leone IX, indotto da cointeressati cinque cardinali, dichiarò guerra a Roberto il Guiscardo. Le truppe pontificie, unitamente alle milizie greche e a quelle di Enrico III, furono sconfitte. Lo stesso Pontefice, che dirigeva personalmente il suo esercito, il 15 giugno 1053, rimase prigioniero nella battaglia di Cividale, la cui omonima città era stata edificata dai greci di Costantinopoli, sulle rovine dell’antica Teanum Apulum in provincia di Foggia.

Ma, caso strano, i normanni, riconosciuto il santo Padre, gli si prostrarono ai piedi, dichiarandoglisi ubbidienti e devoti. Al che il Pontefice si ricredette dall’opinione sui normanni, inculcatagli dai predetti cinque cardinali, i quali furono costretti a esiliare in questa diocesi, in espiazione delle malevoli loro insinuazioni, con facoltà di scegliere la residenza. Fu da costoro prescelto e preferito l’anemo colle, su cui giace il paese, prima detto Villa del Cardinali, poi Villa del Romani, e successivamente Villa Romana, forse perché i famigli, che accompagnarono i porporati e i sovravvenuti coloni, provenivano dall’alma città.

I cronisti sono discordi intorno all’anno in cui si sarebbero svolti gli accennati fatti: taluni li riportano come avvenuti nel 1062, altri nel 1163, scambiando il pontefice Leone IX, con Adriano IV, e Roberto il Guiscardo, con il nipote re Ruggero I, o con il pronipote, re Guglielmo I. Noi sappiamo invece che Ruggero I regnò dal 1130 al febbraio 1154, e che egli non fu coronato re durante il pontificato dei cennati due papi.

Infatti, S. Leone IX, di nazionalità tedesca, ebbe il sacro soglio dal 1049 al 1054 e Adriano IV, unico papa inglese che vi sia stato, fu pontefice dal 3 dicembre 1154 al 10 settembre 1159.

Il re Guglielmo I, da sua parte, si trovò in gravi contese con papa Adriano IV, ma queste furono tutte risolute nel giugno 1156, con la pace di Benevento. Né lo stesso Pontefice ebbe la sventura di cadere prigioniero. Quindi, nel caso, la edificazione di Villa Romana e le raccontate notizie, non potrebbero avere altra base che la data della battaglia di Civitate, avvenuta come dissi il 15 giugno 1053.

A me sembra invece che il nome di Villa Romana debba avere la sua origine da Monte Romano, sulle cui pendici fu edificata, nel XI secolo. Infatti, tanto da un’iscrizione, che si rinviene nel romitorio di S. Martino, quanto dagli antichi registri parrocchiali, risulta che Villa Romana, usque ab antiquo, chiamavasi Monte Romano e non Villa del Cardinali o del Romani.

Gli abitanti sono ospitali e cortesi: vi sono parecchie famiglie cospicue e facoltose, tra le quali i Bultrini, i Carlizza e gli Ippoliti, che hanno possedimenti di una certa entità anche in Oricola, Pereto e Rocca di Botte. In questo paese degni di menzione sono: il defunto dottore Evangelista Ippoliti, medico-chirurgo, che aveva potuto raggiungere, con la professione e con gli affari, una certa agiatezza; l’ingegnere Cav. Uff. Sebastiano Bultrini, con uno dei più fattivi studi d’ingegneria in Roma: egli, con i suoi numerosi sostituti, ha diretto e costruito molto in Roma e in Abruzzo; e Angelomaria Carlizza, che novero tra i migliori miei amici, e che cultore di cose antiche, è di una gentilezza più unica che rara.

Riferimento autore: Achille Laurenti.

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Ospitalità e servizi

Questa borgata, di circa seicento abitanti, è frazione di Carsoli ed è situata sull’amena collina Merulo, a oltre ottocento metri sul livello del mare. Da qualche mente accesa del tempi di mezzo, sorse la leggenda che colà avvenisse una pugna tra romani e sabini, in occasione del celebre ratto, e che i feriti dell’una e l’altra regione, rimasti lì abbandonati, per necessità di cose, momentaneamente si affratellassero per porgersi scambievole aiuto. Ma che, guariti, i romani vi edificassero il paese e i sabini andassero a fondare l’altra vicina borgata Monte Sabinese.

Certo è che i due nomi impropri, affibiati dalla fervida immaginazione ai due paesi, non possono rispondere alla inverosimile leggenda, poichè la pugna tra i romani e i sabini non poteva verificarsi, e non si verificò, in pieno territorio equo. Altra simpatica e graziosa diceria, che per altri è storia, fu intessuta per le origini di Villa Romana.

Nella cruenta lotta tra la Chiesa e i normanni, Leone IX, indotto da cointeressati cinque cardinali, dichiarò guerra a Roberto il Guiscardo. Le truppe pontificie, unitamente alle milizie greche e a quelle di Enrico III, furono sconfitte. Lo stesso Pontefice, che dirigeva personalmente il suo esercito, il 15 giugno 1053, rimase prigioniero nella battaglia di Cividale, la cui omonima città era stata edificata dai greci di Costantinopoli, sulle rovine dell’antica Teanum Apulum in provincia di Foggia.

Ma, caso strano, i normanni, riconosciuto il santo Padre, gli si prostrarono ai piedi, dichiarandoglisi ubbidienti e devoti. Al che il Pontefice si ricredette dall’opinione sui normanni, inculcatagli dai predetti cinque cardinali, i quali furono costretti a esiliare in questa diocesi, in espiazione delle malevoli loro insinuazioni, con facoltà di scegliere la residenza. Fu da costoro prescelto e preferito l’anemo colle, su cui giace il paese, prima detto Villa del Cardinali, poi Villa del Romani, e successivamente Villa Romana, forse perché i famigli, che accompagnarono i porporati e i sovravvenuti coloni, provenivano dall’alma città.

I cronisti sono discordi intorno all’anno in cui si sarebbero svolti gli accennati fatti: taluni li riportano come avvenuti nel 1062, altri nel 1163, scambiando il pontefice Leone IX, con Adriano IV, e Roberto il Guiscardo, con il nipote re Ruggero I, o con il pronipote, re Guglielmo I. Noi sappiamo invece che Ruggero I regnò dal 1130 al febbraio 1154, e che egli non fu coronato re durante il pontificato dei cennati due papi.

Infatti, S. Leone IX, di nazionalità tedesca, ebbe il sacro soglio dal 1049 al 1054 e Adriano IV, unico papa inglese che vi sia stato, fu pontefice dal 3 dicembre 1154 al 10 settembre 1159.

Il re Guglielmo I, da sua parte, si trovò in gravi contese con papa Adriano IV, ma queste furono tutte risolute nel giugno 1156, con la pace di Benevento. Né lo stesso Pontefice ebbe la sventura di cadere prigioniero. Quindi, nel caso, la edificazione di Villa Romana e le raccontate notizie, non potrebbero avere altra base che la data della battaglia di Civitate, avvenuta come dissi il 15 giugno 1053.

A me sembra invece che il nome di Villa Romana debba avere la sua origine da Monte Romano, sulle cui pendici fu edificata, nel XI secolo. Infatti, tanto da un’iscrizione, che si rinviene nel romitorio di S. Martino, quanto dagli antichi registri parrocchiali, risulta che Villa Romana, usque ab antiquo, chiamavasi Monte Romano e non Villa del Cardinali o del Romani.

Gli abitanti sono ospitali e cortesi: vi sono parecchie famiglie cospicue e facoltose, tra le quali i Bultrini, i Carlizza e gli Ippoliti, che hanno possedimenti di una certa entità anche in Oricola, Pereto e Rocca di Botte. In questo paese degni di menzione sono: il defunto dottore Evangelista Ippoliti, medico-chirurgo, che aveva potuto raggiungere, con la professione e con gli affari, una certa agiatezza; l’ingegnere Cav. Uff. Sebastiano Bultrini, con uno dei più fattivi studi d’ingegneria in Roma: egli, con i suoi numerosi sostituti, ha diretto e costruito molto in Roma e in Abruzzo; e Angelomaria Carlizza, che novero tra i migliori miei amici, e che cultore di cose antiche, è di una gentilezza più unica che rara.

Riferimento autore: Achille Laurenti.

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