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Cenni Storici

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Scopri la trasformazione di Carsoli, da antico bastione romano a città medievale, testimone di invasioni, scismi e rinascite nel cuore della Marsica.

In età romana, il territorio corrispondente a Carsoli era conosciuto come Carsioli, con i suoi resti situati a pochi chilometri dall’attuale centro. Durante il medioevo, attorno a alcune celle di monaci e alla chiesa di S.Maria in Cellis, si sviluppò un piccolo agglomerato. Questa chiesa, insieme al convento e al vicino castello di S.Angelo, subì numerose distruzioni a causa delle invasioni ungare e saracene, ma fu successivamente ricostruita per volontà di Rinaldo conte dei Marsi. La data di questa riedificazione è attestata da un documento che la colloca intorno al 996 o 1000, segnando simbolicamente l’inizio di Carsoli come città medievale.

Il Corsignani, pur confondendo le cronologie, offre spunti sull’importante fase ecclesiastica e civile della Marsica negli ultimi secoli del Medioevo. La chiusura dello scisma, avvenuta nel 1057 con la nomina del vescovo legittimo Pandolfo, segnò l’inizio della decadenza di Celle, dove i successori di Berardo e Odorisio si spartirono il territorio. I conti di Carsoli in quel periodo iniziarono a donare terre ai monasteri di Farfa, Subiaco e Montecassino, che presero il posto dei legittimi feudatari fino all’epoca sveva. Qui, Celle fu assediata e occupata militarmente sotto il regno di Federico Barbarossa.

Nel XII secolo, secondo le tradizioni locali, Carsoli avrebbe ospitato S.Francesco e vide il passaggio di figure storiche come Corradino di Svevia e Carlo I d’Angió. Alcuni studiosi attribuiscono a Carlo anche la costruzione della chiesa di S.Vittoria, sebbene altre fonti la considerino di origini più antiche. Con la successiva incorporazione nella contea di Albe (Tagliacozzo), Carsoli divenne un feudo degli Orsini e, in seguito, dei Colonna, mantenendo tale status fino al 1806.

La peste del 1656 colpì duramente Carsoli, riducendo la popolazione da 1600 a soli 300 abitanti in pochi mesi. Nella seconda metà del Seicento, l’oppressione di un signorotto locale, Giovanni Festa, portò a una sollevazione popolare nel 1686. Coinvolta in eventi politici e sociali cruciali nei secoli successivi, Carsoli, situata al confine con lo Stato Pontificio, ha visto un’evoluzione del suo ruolo, specialmente con lo sviluppo di un nucleo industriale e l’apertura dell’autostrada.

Riferimento autore: Prof. Angelo Melchiorre.

In età romana, l’area di Carsioli era denominata così e si trovava ad alcuni chilometri dall’attuale centro abitato. Nel medioevo, si sviluppò un piccolo agglomerato di case attorno ad alcune celle di monaci e alla chiesa di S.Maria, conosciuta come “S.Maria in Cellis”. Questa chiesa, il convento e il vicino castello di S.Angelo furono distrutti più volte durante le invasioni ungare e saracene. Tuttavia, vennero ricostruiti grazie all’iniziativa di Rinaldo, conte dei Marsi. Il documento che attesta tale riedificazione, datato intorno al 996 secondo alcuni, e al 1000 secondo altri, rappresenterebbe la “data della nascita ufficiale di Carsoli come città medioevale” secondo M. Eboli.

Il Corsignani, pur confondendo cronologicamente questa ristrutturazione con l’erezione successiva di S.Maria in Cellis a sede di diocesi con il vescovo scismatico Attone agli inizi dell’XI secolo, ci offre spunti per comprendere un periodo particolarmente delicato della storia ecclesiastica e civile della Marsica negli ultimi secoli del Medioevo. La chiusura dello scisma, avvenuta nel 1057 con la nomina del vescovo legittimo Pandolfo, segnò l’inizio della decadenza di Celle.

I successori di Berardo e Odorisio si divisero il territorio, stabilendosi in vari castelli, tra cui quello di Oricola, Colli di Montebove e S.Angelo alle Celle. Nel tempo, molte terre vennero donate ai monasteri di Farfa, Subiaco e Montecassino, che si sostituirono ai legittimi feudatari, almeno fino all’epoca sveva. Durante il dominio di Federico Barbarossa, Celle fu assediata e militarmente occupata.

Nel XII secolo, secondo alcune tradizioni locali, Carsoli ospitò anche S.Francesco. Verso la fine di questo secolo, transitò per la città Corradino di Svevia e Carlo I d’Angiò, a quest’ultimo si attribuirebbe, secondo alcuni studiosi, la costruzione della chiesa di S. Vittoria, anche se altri sostengono che questa fosse già esistente.

Successivamente, Carsoli passò sotto la contea di Albe (oggi Tagliacozzo) e divenne feudo degli Orsini e poi dei Colonna come sede di baronia, restando sotto il loro controllo fino al 1806. La peste del 1656 causò enormi perdite nella popolazione di Carsoli, riducendo il numero degli abitanti da 1600 a soli 300 in pochi mesi. La seconda metà del Seicento fu segnata dal dispotismo di un signorotto locale, Giovanni Festa, contro il quale nel 1686 scoppiò una violenta sollevazione popolare.

Inoltre, nel Settecento e nell’Ottocento, Carsoli fu coinvolta in molte vicende politiche e sociali, in parte a causa della sua posizione alla frontiera con lo Stato Pontificio. Negli ultimi decenni, la città ha visto un cambiamento significativo nel suo ruolo e nella sua importanza economica, grazie alla creazione di un buon nucleo industriale e all’apertura dell’autostrada.

Riferimento autore: M. Eboli.

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Ospitalità e servizi

In età romana, l’area di Carsioli era denominata così e si trovava ad alcuni chilometri dall’attuale centro abitato. Nel medioevo, si sviluppò un piccolo agglomerato di case attorno ad alcune celle di monaci e alla chiesa di S.Maria, conosciuta come “S.Maria in Cellis”. Questa chiesa, il convento e il vicino castello di S.Angelo furono distrutti più volte durante le invasioni ungare e saracene. Tuttavia, vennero ricostruiti grazie all’iniziativa di Rinaldo, conte dei Marsi. Il documento che attesta tale riedificazione, datato intorno al 996 secondo alcuni, e al 1000 secondo altri, rappresenterebbe la “data della nascita ufficiale di Carsoli come città medioevale” secondo M. Eboli.

Il Corsignani, pur confondendo cronologicamente questa ristrutturazione con l’erezione successiva di S.Maria in Cellis a sede di diocesi con il vescovo scismatico Attone agli inizi dell’XI secolo, ci offre spunti per comprendere un periodo particolarmente delicato della storia ecclesiastica e civile della Marsica negli ultimi secoli del Medioevo. La chiusura dello scisma, avvenuta nel 1057 con la nomina del vescovo legittimo Pandolfo, segnò l’inizio della decadenza di Celle.

I successori di Berardo e Odorisio si divisero il territorio, stabilendosi in vari castelli, tra cui quello di Oricola, Colli di Montebove e S.Angelo alle Celle. Nel tempo, molte terre vennero donate ai monasteri di Farfa, Subiaco e Montecassino, che si sostituirono ai legittimi feudatari, almeno fino all’epoca sveva. Durante il dominio di Federico Barbarossa, Celle fu assediata e militarmente occupata.

Nel XII secolo, secondo alcune tradizioni locali, Carsoli ospitò anche S.Francesco. Verso la fine di questo secolo, transitò per la città Corradino di Svevia e Carlo I d’Angiò, a quest’ultimo si attribuirebbe, secondo alcuni studiosi, la costruzione della chiesa di S. Vittoria, anche se altri sostengono che questa fosse già esistente.

Successivamente, Carsoli passò sotto la contea di Albe (oggi Tagliacozzo) e divenne feudo degli Orsini e poi dei Colonna come sede di baronia, restando sotto il loro controllo fino al 1806. La peste del 1656 causò enormi perdite nella popolazione di Carsoli, riducendo il numero degli abitanti da 1600 a soli 300 in pochi mesi. La seconda metà del Seicento fu segnata dal dispotismo di un signorotto locale, Giovanni Festa, contro il quale nel 1686 scoppiò una violenta sollevazione popolare.

Inoltre, nel Settecento e nell’Ottocento, Carsoli fu coinvolta in molte vicende politiche e sociali, in parte a causa della sua posizione alla frontiera con lo Stato Pontificio. Negli ultimi decenni, la città ha visto un cambiamento significativo nel suo ruolo e nella sua importanza economica, grazie alla creazione di un buon nucleo industriale e all’apertura dell’autostrada.

Riferimento autore: M. Eboli.

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