Il taglio legnatico ad uso civico era un diritto che prima spettava a ogni cittadino, oggi gestito da ditte private. Questa pratica inalienabile, necessaria per il riscaldamento, avviene su boschi idonei, fino ai più anziani. Nel corso degli anni, molte località come Vallone Reglia, Fùcino e Cèlano hanno visto l’uso di tagli civici, dal 1947 al 1973, per garantire la fornitura di legna. Tra gli attrezzi tradizionali, si utilizzavano il segone, la sega, l’accetta, le zeppe e la mazza. La motosega, introdotta negli anni ’60, ha modificato le tecniche di taglio.
Un aspetto rilevante è rappresentato dalla questione dell’IVA sull’uso civico legnatico. Nel 1959 è stata imposta una tassa che ha complicato la situazione economica per i cittadini, poiché il taglio non avveniva a scopo di lucro. La possibilità di eliminare questa tassa avrebbe potuto consentire un notevole risparmio per le famiglie. Le amministrazioni locali dovrebbero rivedere questi meccanismi, invece di limitarsi a incentivare le gare al ribasso per il prezzo della legna, senza considerare le condizioni di lavoro e la sicurezza degli operai.
Il taglio ad uso industriale e commerciale, invece, dedicato principalmente al faggio, ha rappresentato, nel periodo post-bellico fino agli anni ’60, una fonte di introiti per i comuni, oggi meno remunerativa a causa della concorrenza del legname importato. Questo tipo di taglio prevedeva la vendita di legna per camini e stufe e ha interessato diverse località, come Valle dei Cerchi e Bosco San Leonardo, tra il 1945 e il 1973.
I tagli di valorizzazione ambientale sono condotti per migliorare la salute e la produttività dei boschi, intervenendo colturando polloni e organismo vegetali più giovani. Tra le località interessate, Colle dell’Abate e Cantiere di rimboschimento sono esempi di questa pratica che ha continuato a evolversi nel tempo, fino ad arrivare agli anni ’70.
Un’altra pratica tradizionale, la foglia da foraggio ad uso civico, è stata in uso fino al 1967. Questa tecnica prevedeva la raccolta di foglie per il foraggio degli animali, ma è stata abbandonata a causa del rischio di incendi boschivi. Zone come Aprico e Reglia erano tra le più interessate da questo tipo di uso civico, ora scomparso.
Riferimento autore: Rinaldo Bianchi.


