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(Venanzio D’Amore Fracassi)

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Venanzio D’Amore Fracassi trasformò Cerchio con ardite riforme urbane, fino a quando un terremoto non cancellò tutto nel 1915.

L’otto Marzo 1856, a Cerchio, nasce Venanzio D’Amore Fracassi, primogenito di Giuseppe e della baronessa Angela Maria Pietropaoli. Dottore in legge e sindaco per 34 anni dal 1879 al 1913, viene ricordato come un uomo integerrimo, dedito alla legge e alla comunità. È noto per aver elevato una multa a propria madre per violazione di una sua ordinanza sindacale che vietava di asciugare panni in suolo pubblico, dimostrando la sua fermezza nel rispetto delle regole.

Durante il suo lungo mandato, si dedicò attivamente alla ristrutturazione di Cerchio, collaborando con l’ingegnere aquilano Costanzo Ciarletta per numerosi progetti urbanistici che trasformarono il paese in una piccola città. Tuttavia, queste opere furono rovinate dal devastante terremoto del 13 gennaio 1915, che causò la morte di 224 persone e la distruzione dell’80% delle abitazioni.

Tra i molti progetti portati avanti, si ricordano la ristrutturazione dell’ex convento comunale, la costruzione di aule scolastiche, e molte opere pubbliche per migliorare la viabilità. I risultati delle sue iniziative furono tangibili, creando infrastrutture essenziali per il Comune di Cerchio. Nonostante le difficoltà e i numerosi processi che dovette affrontare, dimostrò sempre la propria integrità morale e un forte legame con la comunità.

Negli ultimi anni della sua vita, D’Amore Fracassi decise di ritirarsi in una piccola casa alla “Chiusa dei frati”, lontano dal palazzo di famiglia. Morì a Cerchio all’età di 84 anni, il 9 agosto 1940, segnando la fine di un’epoca per la sua famiglia e per la comunità.

Tratto da: Fiorenzo Amiconi: Venanzio D’Amore Fracassi il Giovane. Marsica Domani n. 3/94 del 28.2.1994.

L’otto Marzo 1856 nasceva a Cerchio da Giuseppe e dalla baronessa Angela Maria Pietropaoli, Venanzio D’Amore Fracassi. Era il maggior possidente di Cerchio, nonché dottore in legge e sindaco del centro per ben 34 anni, dal 1879 al 1913. Viene ricordato come un uomo integerrimo e attaccato alla legge. Si racconta addirittura che, dopo una sua ordinanza sindacale che vietava di asciugare panni in suolo pubblico, fece elevare una multa alla propria madre e proibì a chicchessia di occupare un solo centimetro di suolo pubblico.

Durante il suo lunghissimo mandato, Venanzio si occupò attivamente della “cosa pubblica”. Con l’ausilio dell’ingegnere aquilano Costanzo Ciarletta, progettò e eseguì molti lavori, conferendo un nuovo assetto urbanistico a Cerchio, che divenne quasi una piccola città. Purtroppo, tale lodevolissima opera andò letteralmente in frantumi a causa del disastroso terremoto del 13 gennaio 1915, in cui morirono 224 persone e l’80% delle case vennero distrutte.

Tra i suoi progetti vi sono stati numerosi lavori significativi. Nel 14 luglio 1884, redasse un progetto per la parziale costruzione e sistemazione della parte dell’ex convento Comunale di Cerchio, destinata ad abitazioni private. Il 17 ottobre 1884, presentò un progetto per la sistemazione dell’ex Convento Comunale, ridotto ad ufficio. Seguirono vari progetti per la ricostruzione e sistemazione della condotta e della fontana dentro l’abitato, e della condotta d’acqua dalla sorgente sopra la via Terminello alla nuova fontana alla Piazzetta Principe di Napoli.

Inoltre, il 28 agosto 1886, redasse un piano generale di divisione in prossimità dell’ex convento, da cedersi come sito edificatorio. Altri progetti comprendevano la sistemazione della strada adiacente al palazzo D’Amore Fracassi, e un piano di divisione per vari siti edificatori.

Negli anni successivi, Venanzio continuò con diverse progettazioni tra cui la costruzione della strada di accesso alla stazione di Cerchio e la sistemazione della fontana del pozzo. La sua attività non si limitò solo agli aspetti architettonici, ma si estese anche a progetti scolastici e per la sanità pubblica.

Durante la sua lungo mandato, D’Amore Fracassi subì numerosi processi, ma fu sempre assolto grazie alla sua integrità morale, rendendolo un vero gentiluomo d’altri tempi. Il Comune di Cerchio, avvalendosi della legge 7 luglio 1866, chiese e ottenne dal Governo il Convento dei Minori Osservanti, in parte ricostruito dai religiosi su ruderi antichi. Lavorando a riprese dal 1883 al 1911, il Comune costruì sei aule scolastiche che sarebbero servite per l’istruzione degli elementari, oltre ad altre opere municipali.

La spesa totale per questi lavori ammontò a L. 104019,68. Il Comune provvide così a soddisfare le esigenze pubbliche senza necessità di ulteriori investimenti futuri. Nel 9 agosto 1940, Venanzio D’Amore Fracassi morì a Cerchio all’età di 84 anni, ultimo rampollo della potente famiglia.

Tratto da: Fiorenzo Amiconi: Venanzio D’Amore Fracassi il Giovane. Marsica Domani n. 3/94 del 28.2.1994; Diede alle stampe: “Sulla necessità di conservare i R. Tratturi considerazioni di Costanzo Ciarletta Ingegnere Civile”. Aquila Bernardino Vecchioni Tipografo 1883; Museo Civico di Cerchio; “Comune di Cerchio. Deduzioni: dell’Amministrazione Comunale circa gli addebiti ad essa fatti nella Relazione del Commissario Sotto-Prefettizio signor Luigi Cantori”. Aquila Off. Graf. B. Vecchioni e Figli 1913.

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L’otto Marzo 1856 nasceva a Cerchio da Giuseppe e dalla baronessa Angela Maria Pietropaoli, Venanzio D’Amore Fracassi. Era il maggior possidente di Cerchio, nonché dottore in legge e sindaco del centro per ben 34 anni, dal 1879 al 1913. Viene ricordato come un uomo integerrimo e attaccato alla legge. Si racconta addirittura che, dopo una sua ordinanza sindacale che vietava di asciugare panni in suolo pubblico, fece elevare una multa alla propria madre e proibì a chicchessia di occupare un solo centimetro di suolo pubblico.

Durante il suo lunghissimo mandato, Venanzio si occupò attivamente della “cosa pubblica”. Con l’ausilio dell’ingegnere aquilano Costanzo Ciarletta, progettò e eseguì molti lavori, conferendo un nuovo assetto urbanistico a Cerchio, che divenne quasi una piccola città. Purtroppo, tale lodevolissima opera andò letteralmente in frantumi a causa del disastroso terremoto del 13 gennaio 1915, in cui morirono 224 persone e l’80% delle case vennero distrutte.

Tra i suoi progetti vi sono stati numerosi lavori significativi. Nel 14 luglio 1884, redasse un progetto per la parziale costruzione e sistemazione della parte dell’ex convento Comunale di Cerchio, destinata ad abitazioni private. Il 17 ottobre 1884, presentò un progetto per la sistemazione dell’ex Convento Comunale, ridotto ad ufficio. Seguirono vari progetti per la ricostruzione e sistemazione della condotta e della fontana dentro l’abitato, e della condotta d’acqua dalla sorgente sopra la via Terminello alla nuova fontana alla Piazzetta Principe di Napoli.

Inoltre, il 28 agosto 1886, redasse un piano generale di divisione in prossimità dell’ex convento, da cedersi come sito edificatorio. Altri progetti comprendevano la sistemazione della strada adiacente al palazzo D’Amore Fracassi, e un piano di divisione per vari siti edificatori.

Negli anni successivi, Venanzio continuò con diverse progettazioni tra cui la costruzione della strada di accesso alla stazione di Cerchio e la sistemazione della fontana del pozzo. La sua attività non si limitò solo agli aspetti architettonici, ma si estese anche a progetti scolastici e per la sanità pubblica.

Durante la sua lungo mandato, D’Amore Fracassi subì numerosi processi, ma fu sempre assolto grazie alla sua integrità morale, rendendolo un vero gentiluomo d’altri tempi. Il Comune di Cerchio, avvalendosi della legge 7 luglio 1866, chiese e ottenne dal Governo il Convento dei Minori Osservanti, in parte ricostruito dai religiosi su ruderi antichi. Lavorando a riprese dal 1883 al 1911, il Comune costruì sei aule scolastiche che sarebbero servite per l’istruzione degli elementari, oltre ad altre opere municipali.

La spesa totale per questi lavori ammontò a L. 104019,68. Il Comune provvide così a soddisfare le esigenze pubbliche senza necessità di ulteriori investimenti futuri. Nel 9 agosto 1940, Venanzio D’Amore Fracassi morì a Cerchio all’età di 84 anni, ultimo rampollo della potente famiglia.

Tratto da: Fiorenzo Amiconi: Venanzio D’Amore Fracassi il Giovane. Marsica Domani n. 3/94 del 28.2.1994; Diede alle stampe: “Sulla necessità di conservare i R. Tratturi considerazioni di Costanzo Ciarletta Ingegnere Civile”. Aquila Bernardino Vecchioni Tipografo 1883; Museo Civico di Cerchio; “Comune di Cerchio. Deduzioni: dell’Amministrazione Comunale circa gli addebiti ad essa fatti nella Relazione del Commissario Sotto-Prefettizio signor Luigi Cantori”. Aquila Off. Graf. B. Vecchioni e Figli 1913.

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