Nel 1620, un dotto frate cappuccino pubblicò l’opera religiosa La forza del Divino amore, che divenne molto popolare durante il ‘600. Questo testo rappresenta una testimonianza significativa della cultura religiosa del periodo, influenzando il pensiero spirituale e la vita quotidiana dei suoi contemporanei. Attraverso le sue pagine, il frate si impegnò a esplorare le dinamiche dell’amore divino, un tema centrale nella spiritualità cristiana di quel tempo.
Con il suo operato, il frate contribuì a diffondere una visione del sacro che risuona ancora oggi nella memoria collettiva della Marsica. L’importanza di tali opere religiose si riflette anche nella letteratura e nella cultura del territorio, dove la spiritualità si intreccia con la vita sociale e civile. Il testo, infatti, non solo rivelò la sua rilevanza teologica, ma si presentò anche come un punto di riferimento per coloro che cercavano una connessione più profonda con il divino.
Questo lavoro, e le idee che vi si riflettono, hanno continuato a influenzare generazioni di lettori, portando avanti un dialogo che si protrae fino ai giorni nostri. La figura del frate rimane emblematica di un’epoca in cui la scrittura e la spiritualità si fondevano in una ricerca continua dell’anima.
Tratto da: Corsignani 1738.


