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Scopri come la Marsica, cuore pulsante della cultura abruzzese, ha tessuto la sua vibrante storia attraverso battaglie, santi e trasformazioni territoriali.

La Marsica, territorio ricco di storia e di cultura, ha visto svilupparsi negli secoli una serie di eventi significativi. Esse si articolano dalla sua antichità, attraversando una moltitudine di vicende, fino all’abolizione dei feudi. I tributari e le genti che abitavano questa area, particolarmente i Marsi, hanno avuto un ruolo fondamentale nel delineare il profilo storico della regione.

Tra i personaggi che hanno contribuito a scrivere la storia di questa terra, emerge San Berardo, uno dei più noti santi locali. La sua figura è legata al periodo delle guerre italiche, un momento in cui la regione visse tensioni e cambiamenti significativi. Con la romanizzazione, il territorio subì ulteriori trasformazioni, aumentando l’importanza di centri come Pescina e Cèlano.

Il Fùcino, fiore all’occhiello della Marsica, rappresentò un punto nevralgico per l’economia e la vita sociale della comunità. Studi come quelli di Ignazio Silone rivelano la complessità delle dinamiche e delle interazioni tra il lago e i suoi abitanti, dando vita a una cultura locale vivace e interconnessa.

Nel corso degli anni, la Marsica ha anche visto la pubblicazione di numerose opere e studi, tra cui il lavoro di P. Sella sulle decime, che fornisce uno spaccato delle pratiche economiche del XIII e XIV secolo, e le ricerche di M. Phoebonius sulla storia dei Marsi. Queste opere hanno contribuito a costruire un ricco patrimonio di conoscenze sull’evoluzione della regione.

In conclusione, la Marsica rappresenta un microcosmo di storie e tradizioni che riflettono il travaglio e la resilienza delle sue genti, un patrimonio in continua evoluzione che merita di essere esplorato e valorizzato.

Riferimento autore: Prof. Giuseppe Grossi.

(Testo a cura del Prof. Giuseppe Grossi)

La Marsica presenta una storia ricca di eventi che si dipanano dall’antichità fino all’abolizione dei feudi. Le opere come il libro di T. Brogi, intitolato La Marsica antica, medievale fino all’abolizione dei feudi, pubblicato a Roma nel 1900, offrono uno spaccato di questo territorio. Altrettanto significative sono le riflessioni di E. Celani, nel suo lavoro Una pagina di feudalismo, edito a Città di Castello nel 1893.

L’importanza del Lago Fùcino è ben documentata nella ricerca di G. Clementi, che nell’opera Fùcino fra i Conti dei Marsi e controversie settecentesche, raccolta in Sulle rive della memoria. Il Lago Fùcino e il suo Emissario, a cura di E. Burri, pubblicata da CARSA ed. a Pescara nel 1994, analizza le intricate dinamiche del potere locale.

Per una comprensione più ampia della cultura latina nella regione, il Corpus Inscriptionum Latinorum (CIL IX), redatto da Th. Mommsen a Berlino nel 1863, offre un ricco repertorio di iscrizioni antiche. Le cronache storiche, come il Chronicon Monasteri Casinensis, edito da Harrtumut Hoffman nella collana M.G.H. Scriptores, e Chronicon Farfense di Gregorio di Catino, a cura di U. Balzani, pubblicato a Roma nel 1903, forniscono ulteriore materiale per esplorare il passato della Marsica.

Le ricerche di N. F. Faraglia, nel suo Saggio di Corografia Abruzzese medievale, pubblicato a Napoli nel 1892, e il Catalogus Baronum, a cura di E. Jamison nel 1972, evidenziano la feudalità di questo territorio. Le pagine di C. Letta, contenute in Una popolazione italica: I Marsi dalla formazione dell’ethnos alla romanizzazione, forniscono un’analisi demografica e culturale significativa, pubblicata a Pisa nel 1994.

Un aspetto cruciale della storia marsicana è rappresentato dall’epigrafia, come illustrato nel lavoro di C. Letta e S. D’Amato intitolato Epigrafia della Regione dei Marsi, edito a Milano nel 1975. L’opera di M. Phoebonius, Historiae Marsorum libri tres, pubblicata a Napoli nel 1678, rappresenta un altro pilastro della narrazione storica di questo territorio.

Documenti come i Regesti dell’Archivio dell’Abbazia di Montecassino, curati da T. Leccisotti e F. Avagliano tra il 1964 e il 1977, e il Regesto di Farfa, sempre di Gregorio di Catino, edito da I. Giorgi e U. Balzani tra il 1892 e il 1914, arricchiscono ulteriormente le conoscenze sulle relazioni sociali e politiche della Marsica medievale.

La documentazione agraria è rappresentata dal lavoro di P. Sella intitolato Rationes Decimarum Italiae. Aprutium-Molisum, che analizza le decime dei secoli XIII-XIV, pubblicato nel 1936. Il contributo di S. Russo sui Fregi d’armi in monumenti funerari romani dell’Abruzzo, presente nella Rivista di Archeologia nel 1979, arricchisce il panorama archeologico della regione.

Tra le scoperte più recenti, le ricerche di M. Spanu sui Due rilievi inediti da Trasacco pubblicate in Archeologia Classica nel 1990, e gli studi di R. S. Del Rosario sui Rinvenimenti romani a Trasacco, riportati nei Quaderni dell’Istituto di Archeologia e Storia Antica dell’Università di Chieti nel 1988, offrono nuove prospettive sul passato locale.

Per concludere, l’opera di F. Coarelli e A. La Regina su Supinum (Trasacco), pubblicata in Abruzzo, Molise. Guide archeologiche Laterza, e il lavoro di A. Maranca su Una tomba dipinta da Trasacco nel Museo Archeologico Nazionale di Chieti, realizzato nel 1982, rappresentano tappe fondamentali per la comprensione della storia artistica e funeraria della Marsica.

Riferimento autore: Prof. Giuseppe Grossi.

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