Collelongo si presenta come un paese ancora arretrato, ma la nuova amministrazione, composta principalmente da giovani di ottime speranze, decide di promuovere cambiamenti significativi. Grazie all’ingegnere Sansone Loreto, noto come “L’rtucce”, viene avviato un piano organico di risanamento infrastrutturale, che include progetti per un mattatoio, l’ampliamento del cimitero e il miglioramento delle strade e delle reti idriche del paese. Con l’intento di stare al passo coi tempi, si richiedono finanziamenti per l’illuminazione pubblica e per un piano di risanamento igienico.
La cronologia degli eventi si articola in una serie di delibere comunali. Tra queste, spiccano la nomina di Corradi Claudio come segretario, la quale risalta per la sua reputazione di serietà e preparazione, e l’approvazione di un bilancio preventivo di 62 milioni di lire nel 1966. Inoltre, la richiesta di contributi statali comprende finanziamenti significativi per diversi progetti, tra cui il mattatoio comunale e l’impianto di pubblica illuminazione.
A fine anni ’60, si segnala l’inclusione del Comune di Collelongo in un comprensorio turistico, con un’altitudine di 915 metri e una popolazione di circa 2.500 abitanti. Tra le altre delibere, emerge l’assegnazione di licenze di autonoleggio e la proposta di costruzione di un ponte sul fossato Rio, fondamentale per collegare le diverse parti del paese. Queste azioni dimostrano una visione di sviluppo e integrazione, nonostante le sfide del periodo.
Le amministrazioni, dunque, si trovano a gestire non solo la crescita economica, ma anche le necessità sociali e culturali del territorio, dando prova di responsabilità e impegno. Figure come Rossi Orazio e Mauti Emma si rivelano importanti per la comunità, testimoniando l’attaccamento e il servizio verso Collelongo.
Riferimento autore: Rinaldo Bianchi.


