Nel 1956, l’amministrazione comunale di Collelongo si trovava in un momento di transizione. Il sindaco uscente non si ripresentò e Orazio Rossi, già sindaco nel 1926 e podestà, tornò al potere con una lista della Democrazia Cristiana. Rossi cercava di portare a termine le opere avviate dal suo predecessore, Sansone Loreto, noto per la sua capacità di avviare progetti coraggiosi e finanziamenti per il Fùcino. Tuttavia, per motivi di salute, Rossi non poté essere molto presente; pertanto, il vicesindaco Pietro Elmiro Venettacci assunse gran parte delle responsabilità.
Questo anno rimase nella memoria per le abbondanti nevicate che isolarono i paesi della Marsica, con aiuti portati in elicottero. Le delibere comunali di quel periodo notarono importanti sviluppi; tra le più rilevanti ci fu la nomina legali per la causa con il Comune di Ortucchio e la concessione di un contributo di 4 milioni per l’asilo infantile, preludi a un progetto sociale essenziale per il paese. Inoltre, l’acquisto del palazzo ‘Botticelli’ rappresentò un passo significativo per la comunità, mentre si approvava il progetto per la costruzione delle fognature, un’importante opera di infrastruttura.
Particolare attenzione venne dedicata all’intitolazione dell’asilo infantile a Mafalda Di Scenna, una maestra che sacrificò la propria vita per salvare il suo bambino. Questo gesto fu un tributo alla sua memoria e al suo impegno verso le generazioni future. Le narrazioni della sua storia, tramandate da chi l’aveva conosciuta, sottolineavano il forte esempio di amore e dedizione che rappresentava.
In questo contesto, il sindaco Rossi procedette a nominare nuovi assessori, raccogliendo persone stimate come Venettacci e Ranalli, con l’obiettivo di continuare l’opera di sviluppo avviata da Sansone. In un clima di entusiasmo e rinnovamento, si giunse alle elezioni di fine maggio, che così avrebbero portato a una nuova composizione consiliare; il passaggio da 13 a 15 consiglieri rifletteva l’aumento dell’impegno civico della popolazione.
Il quinquennio di Sansone aveva già posto le basi per una Marsica in evoluzione, attivando economie comunali grazie a finanziamenti esterni e opere pubbliche. La capacità di iniziativa e le «buone raccomandazioni» del passato messe in campo dai protagonisti locali, come dimostrato dalle storie di finanziamenti per l’asilo, evidenziano un tessuto sociale attivo e coeso. La storia di Collelongo continuava a scriversi con eventi che avrebbero segnato per sempre la comunità locale.
Riferimento autore: Rinaldo Bianchi.


