Con la fine del Partito unico Fascista e il referendum che segna il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica, nel 1946 si avvia un processo di rinnovamento politico a Collelongo. Le elezioni per il primo Consiglio comunale, celebrate a marzo, accolgono anche il voto delle donne. La stabilità ritorna sotto la guida di Cianciusi Enrico, detto ‘Maestro Ricuccio’, il quale prende il posto del Comitato di Liberazione, che fino ad allora aveva gestito le pubbliche funzioni.
Malgrado i segni della guerra siano ancora evidenti, si tenta di riavviare le attività e i servizi pubblici, con imposte e dazi come uniche fonti di entrata. Il governo di De Gasperi indice il referendum per la scelta tra Monarchia e Repubblica, fissato per il 2 giugno. Il voto rivela un’Italia divisa: il Nord vota per la Repubblica, mentre il Sud sostiene la Monarchia, esemplificata dalle tensioni che sfociano in scontri a Avezzano.
Il dopoguerra è un periodo stagnante: le violenze sono all’ordine del giorno e la vita quotidiana è precaria. La cronologia degli eventi è segnata dalle delibere comunali che, nei primi mesi del ’46, portano alla nomina di Cesta Incani Luigi e Guanciale Massimo come assessori, e a iniziative quali la raccolta di frascame per la ricostruzione.
Tra le altre delibere, la nomina di Pisegna Francesco come bidello scolastico evidenzia l’importanza della scuola nel processo di recupero sociale. Le imposte sul consumo vengono stabilite per il quinquennio ’46/’51; ciò dimostra lo sforzo del nuovo governo locale di ricostruire la comunità. Infine, il 1946 segna la nomina di consiglieri e importanti figure locali, ognuna con un proprio contributo alle sfide postbelliche di Cèlano e della Marsica.
Riferimento autore: Rinaldo Bianchi.


