Asl1, medici e operatori sul piede di guerra: “I lavoratori vanno pagati”



Condividi su facebook
Condividi
Condividi su whatsapp
INVIA
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa

Marsica – Ci risiamo: medici e personale sanitario dipendente della Asl1 Avezzano -Sulmona-L’Aquila nuovamente ‘al tappeto’ per i ritardi, ormai cronici, nei pagamenti relativi alle indennità accessorie, cioè tutti i turni straordinari, i servizi notturni, i servizi festivi e le pronte disponibilità  autorizzate ma non pagate per mancanza di fondi specifici.

Tutte voci che si traducono, all’atto pratico, nell’impegno richiesto al personale per garantire l’assistenza continua ai  pazienti anche in condizioni di carenza di operatori, mantenendo  un servizio di qualità, responsabilità etiche e legali incluse.

“Ci troviamo ancora una volta a dover ingoiare il boccone amaro propinatoci dall’Azienda”, dichiara un nutrito gruppo di lavoratori marsicani, “Sono somme che su un bilancio familiare pesano e ci sentiamo nuovamente presi in giro. Si parla tanto di risanamento della Sanità e nuovi investimenti per gli ospedali, ma intanto chi di dovere dovrebbe pensare a pagare i lavoratori. Ci assumiamo ogni carico, operando con il massimo impegno e talvolta anche in situazioni oggettivamente difficili, per la carenze  inerenti il personale e non solo, e alla fine siamo sempre nell’incertezza di ricevere quanto ci è dovuto, in perenne attesa di somme, che incidono pesantemente in busta paga, che si accumulano via via tra quelle che “saranno pagate non si sa quando”. Non è certo la prima volta che accade ciò, ma una mancanza ripetuta non può e non deve diventare norma; il nostro settore soffre di un blocco dei contratti da 8 anni, carenze che costringono a turni massacranti, e poi non ci vengono pagati o ci vengono pagati in tempi biblici: l’esasperazione è ormai intollerabile, ci auguriamo che la dirigenza normalizzi in tempi brevi i pagamenti, fissi delle scadenze sostenibili e, soprattutto, le rispetti”, concludono i lavoratori sul piede di guerra, “In difetto, siamo pronti a rendere incisiva la nostra protesta a tutela dei nostri diritti, che esistono, sebbene qualcuno al riguardo pare fare orecchie da mercante, al pari dei nostri doveri, che onoriamo giorno per giorno, notti incluse quando ci toccano, con coscienza e professionalità”.




Lascia un commento