Arte e cultura della Marsica

Edward Lear nacque ad Halloway presso Londra nel 1812, uno degli ultimi tra ventuno fratelli, e mori nell’amata Italia, a San Remo, nel 1888. Ebbe una fanciullezza non fortunata; suo padre, agente di cambio a Londra, fece bancarotta e fini in prigione per debiti, quando egli aveva solo tredici anni. Verso i1 1827, poiche era assai abile nel fare disegni, comincio a lavorare per guadagnare « un pezzo di pane e formaggio », come egli stesso ebbe a dire. All’etą di diciotto anni aveva gia allievi a cui insegnare privatamente e gli venivano commissionate serie di incisioni e stampe. Il suo primo album, Illustrations of the Family of Psittacidae, uno splendido infolio ricco di quaranta litografie eseguite per conto della Reale Societą Zoologica, venne edito nel 1832.

I disegni di pappagalli, eseguiti con delicatezza di tinte e precisione di tratto, attirarono su di lui l’attenzione del tredicesimo Conte di Derby, intelligente cultore di storia naturale, che l’invito cosi giovane a Knowsely Hall, ove l’ebbe ospite preferito. Successivamente fu anche alle dipendenze del figlio, del nipote e del pronipote del Lord di Derby, perché quella nobile famiglia lo onoro sempre. Allo scapo di allietare la stanza dei bambini a Knowsley, scrisse una scrie di comici limericks e nel 1846 usci il Book of Nonsense. Le migliori illustrazioni di Lear fatte per ordine del tredicesimo conte di Derby sono notevoli per la precisione anatomica ed ora sono divise tra Knowsley e la Wood Library della Mc Gill University di Montereal. Nel 1837 Lear pose termine alle sue illustrazioni zoologiche e si dedico per i1 resto della vita a dipingere paesaggi. Il Lord di Derby e suo nipote Robert Hornby fecero raccogliere fondi di cui Lear abbisognava per vivere e lavorare per un certo periodo di tempo in Italia. Lear nel luglio del 1837 fu in Italia e, ad eccezione di una lunga permanenza in Inghilterra dal 1849 al 1853, e a successive brevissime visite, rimase all’estero, risiedendo prima in Italia per dieci anni, dopo a Corfł, a Cannes e infine a San Remo, dove si costruģ la Villa Emilia.

Lear fu infaticabile e coraggioso viaggiatore ed esegui schizzi prima in Europa nel Mediterraneo e poi in Egitto e nel Medio Oriente. Egli voleva, come si. espresse, « topographise all the journeyngs of my life ». Per citare sommariamente, pubblico Viems of Rome and its Environs ne1 1841, due serie di Illustrated Excursions in Italy, Journal of a Landscape Painter in Southern Calabria, Views in seven Ionian Islands e infine Journal of Landscape Painter in Corsica nel 1870. Il revival di Lear in Italia ebbe inizio nel 1974, con la pubblicazione di Illustrated Excursions in Italy, tradotte in italiano da Barbara Di Benedetto-Avallone, con l’introduzione di Morris Doddridge (Direttore per l’Italia del British Council), ottima edizione in rispettosa dell’originale, curata in ogni dettaglio e perciņ presto divenuta rara e ricercata. Questo pregio dell’introvabilitą ci ha convinti a ritentare l’impresa. Nel 1964 c’era stata gia la ristampa del volume Edmard Lear in Southern Italy, edita da William Kimber a Londra, con l’introduzione di Peter Quennel e poi apparsa una biografia di Edward Lear scritta da Colin J. Bal y nel Catalogo intitolato An Exibition of Watercolours belonging to the Earl of Derby, Liverpool, 1975.

Nel 1974 (Teramo-Giulianova, 19-20 settembre) si tenne il 3’ Convegno sui Viaggiatori Europei negli Abruzzi e Molise nel XVIII e XIX secolo e nei relativi Atti si legge la brillante relazione di Mario Marcone su Edlvard Lear alla scoperta dell’Abruzzo (pp. 173-181).

Acutamente il relatore individuņ una importante motivazione nei viaggi di Lear: « … cancellare il giudizio denigratorio dello Sharp ai danni della provincia italiana (prima meta del sec. XVIII), cui da tempo aveva replicato – forse con troppo empito polemico – il Baretti nella sua opera inglese stampata a Londra, Accownt of the manners and customs of Italy (1781), ovvero contro gli errori e le censure delle Letters from Italy dello Sharp, le cui espressioni furono poi ripetute e aggravate da John Moore nel 1781, nei due volumi intitolati ”A view of society and manners in Italy, with anecdotes relating to some eminent characters ”. Che dire di Lear, meraviglioso viaggiatore, narratore e disegnatore, con il quale ho come convissuto in un contubernio cameratesco e simpatico per poco meno di quattro mesi nei tempi della mia traduzione delle sue note di viaggio? Egli ha descritto paesi bellissimi che ancor oggi sono fuori dei grandi itinerari turistici (excursion appunto deriva dal latino excursio, cioč l’andar fuori della via ordinaria) e la sua opera preziosa e ancora valida e attuale; inoltre ha incarnato il tipo ideale dell’uomo inglese, cosi come lo descrisse il Baldwin: « L’uomo inglese e fatto per il tempo di crisi: e sereno nelle difficoltą, ma puņ sembrare indifFerente quando i tempi siano facili; puņ non guardare avanti, puņ non badare ad ammonimenti, puņ non prepararsi, ma, quando una volta si metta in azione, e tenace fino alla morte ».

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ARTE E DI CULTURA NELLA MARSICA DI IERI E DI OGGI ( Edward Lear )
ARTE E DI CULTURA NELLA MARSICA DI IERI E DI OGGI ( Edward Lear )

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