Comune di Tagliacozzo

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Anche se molti quadri, libri e mobili di grande pregio artistico furono asportati da ” taluni signorotti di Tagliacozzo ” dopo la soppressione napoleonica, è arrivato fino a noi e si conserva nella chiesa di S. Francesco un messale miniato che inizia con la dicitura: ” Incipit Ordo Missalis Fratrum Minorum secundum consuetudinem romanae curiae “. La pagina introduttiva, ove si dice che il messale appartenne al Beato Tommaso, è stata aggiunta nel secolo XVIII ed è un falso storico, mentre il messale è del secolo XIII. Il messale, descritto dal P. Chiappini e soprattutto dal P. Odoardi, è di grande interesse artistico: ci sono 27 miniature molto belle e 1922 lettere iniziali ” ornate a colori rossi e turchini con listelli e svolazzi prolungati ai margini ” (1).

Tra tutte le miniature, presenta un interesse superiore alle altre quella che è posta all’inizio del canone: rappresenta la scena della crocifissione, nella parte alta; nella parte mediana: a destra c’è la Vergine in piedi, molto presa dal dramma del figlio morente, a sinistra l’apostolo Giovanni con il libro del vangelo tra le mani. Ai due lati alquanto più in basso, sono raffigurati altri due personaggi: un uomo e una donna, con le mani giunte e gli sguardi rivolti verso il crocifisso, in atto di preghiera. Con molta probabilità, sono i coniugi Risabella e Napoleone Orsini che donarono il messale ai religiosi. Nel secolo XVI, un frate artista scolpi un crocifisso che fu posto sopra il terzo altare alla sinistra di chi entra in chiesa. In occasione dell’anno santo 1600, un folto numero di cittadini di Tagliacozzo si recò in pellegrinaggio a Roma per lucrare le indulgenze, portando processionalmente il crocifisso. I romani, ammiratane la bellezza artistica, furtivamente lo asportarono dalla chiesa dove era stato posto e lo nascosero altrove.

I tagliacozzani affezionati al loro crocifisso, lo ricercarono con caparbietà, lo ritrovarono e lo ripresero, riconducendolo a Tagliacozzo per riporlo sull’altare dove è restato fino al 1983, anno in cui è stato posto sopra l’altare maggiore, di fronte al popolo. Nella chiesa di S. Francesco ci sono alcuni quadri artisticamente interessanti; in sagrestia c’è una tavola rinascimentale con pitture sulle due facciate, su tela retinolata sovrapposta al legno bianco. Nella parte diritta, su fondo oro cosparso di testine di angeli, campeggia la Vergine incoronata, col manto punteggiato da 6ordalisi mentre viene assunta in cielo dagli angeli; sul rovescio, sempre su fondo oro, c’è il Salvatore che, con la mano sinistra sorregge il globo sormontato da una croce, la destra è in atto benedicente. Alla base della Vergine c’è lo stemma di Tagliacozzo e alla base del Salvatore lo stemma dei Colonna, tutti e due di epoca più recente.

Nell’interno della chiesa si può ammirare un interessante quadro del XVI secolo, di autore ignoto, sicuramente di scuola Abruzzese, con influssi umbri e con lontani ricordi signorelliani. La tavola rappresenta la Vergine con il Bambino, la mamma di Giacomo e Giovanni con i figli piccoli, la Maddalena e S. Giovannino. Al centro della composizione, entro un alone di raggi d’oro, sta seduta la Vergine a tunica rossa e manto bruno damascato. Il bimbo, nudo, in piedi sulla sua gamba sinistra, si sorregge con la manima alla scollatura del vestito materno, mentre con la sinistra prende la lunga croce che Giovannino g1i porge; il volto è soffuso da un dolce sorriso. Accanto c’è la Maddalena inginocchiata, con le mani giunte, vestita con un ricco abito rinascimentale di seta rosa con sbuffi bianchi alle maniche. Sull’abito porta un grande manto damascato. A sinistra è posta la madre di Giacomo e Giovanni con abito scuro; accanto alla Santa si trastullano i due fanciulletti nudi. Ai piedi dei personaggi si vedono dei libri gettati alla rinfusa e un vasetto dei profumi; nell’angolo sinistro si legge: ” MATER FILIORUM ZEBEDEI “.

Note
(1) A. Chiappini, Codici litargici, in Col. Fran., o.c.; p. 13 s. Cfr. P. G. Odoardi, Equivoci sui codici… in M.F. pp. 24-35.

Chiesa e Convento di San Francesco

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Alcune opere insigni conservate nella chiesa e nel convento
Alcune opere insigni conservate nella chiesa e nel convento

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