Acqua Santa Croce, seconda parte del comunicato stampa del Sindaco Angelo Di Paolo, che risponde a Camillo Colella



Canistro – Quella che segue è la seconda parte della lunga nota di risposta, del Sindaco del paese dell’acqua minerale, Angelo Di Paolo, al titolare dello stabilimento Santa Croce, Camillo Colella, dopo che quest’ultimo, la scorsa settimana, aveva rilasciato una altrettanto lunga intervista esclusiva a TerreMarsicane.

6) Ma il bello del racconto fantasy potrebbe rinvenirsi nell’affermazione “tu lavori io ti pago. Fine della storia”.

Purtroppo le recenti cronache giudiziarie ci parlano di tutt’altra storia, in quanto per ricevere quanto lo spettante dal settembre 2015 al febbraio 2016, ben 39 lavoratori licenziati dall’intervistato hanno dovuto fare ricorso al Giudice del lavoro, e, in precedenza, questi lavoratori hanno dovuto recuperare le retribuzioni non corrisposte mediante atti di pignoramento. Chissà se questa volta le circa 200 mensilità verranno pagate subito o i lavoratori saranno ancora costretti a pignorare il denaro dell’azienda, molto facile a trovarsi per pagare gli avvocati, ma non gli operai. Certo è che la storia, è tutt’altro che finita!

7) Ma una mezza verità l’intervistato la dice, quando afferma che “il comune di Canistro ha perso perché loro prendevano l’Ici”.

In questo caso (sorvolando sulla concordanza di “numero”), vorrei notare che non solo l’Ici, invero i tributi che risultano non pagati al Comune dalla società dell’intervistato sono molti svariati, e vanno dall’IMU alla TARI ai CANONI ATTRAVERSAMENTO, e senza dimenticare che allo Stato non è andata poi molto meglio, atteso che nei confronti delle società Santa Croce grava ancora oggi la misura cautelare del sequestro per l’ammontare di 20 milioni di euro, confermata dalla S.C. di Cassazione, per circa 13 milioni di euro sottratti al pagamento dell’imposta sul valore aggiunto e delle imposte sui redditi (IRES, IRAP, ritenute alla fonte) relative agli anni dal 2008 al 2013 con deferimento all’A.G. di Avezzano per i reati di cui agli artt. 10 bis, 10 ter e 10 quater del D.lgs. 74/2000 (reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto), sequestro esitato da lunghe e scrupolose attività d’indagine che venivano estese all’accertamento di tutte le posizioni debitorie della società nei confronti del Fisco, anche in considerazione delle risultanze di pregresse attività ispettive svolte nei suoi confronti da parte della Direzione Regionale Abruzzo e della Direzione Provinciale di L’Aquila dell’Agenzia delle Entrate.

8) Un’altra mezza verità ancora si legge: “noi abbiamo fatto i nostri errori. Ma gli errori, io li faccio con i soldi miei”.

Certo, è la regola del rischio della libera concorrenza, o meglio così sarebbe! Domandiamo, allora, all’intervistato: quanti soldi ci ha messo, invece, la Regione con la cassa integrazione per pagare gli operai e coprire le inefficienze gestionali che portavano al depauperamento aziendale?

9) Ed ancora, altra chicca dell’intervistato: “Comunque a maggio si vota, vedremo La gente del paese dovrà decidere se gli è piaciuta questa amministrazione e questo Sindaco. In tal caso lo rivotasse. Tanto loro fanno a turno. Vedremo, certe famiglie sono molto affezionate all’amministrazione. Lo fanno da 30 anni e probabilmente lo vorranno fare per i prossimi 20 – 30

Forse, il nostro intervistato nutre una qualche invidia se qualcun’altro si candida e riesce sempre alle elezioni (sindaco di Canistro dal 1975 al 1990, dal 1998 al 2000, dal 2000 al 2005 e ancora oggi, assessore e presidente della comunità montana Valle Roveto, consigliere provinciale e assessore con delega ai lavori pubblici, due volte consigliere regionale, dal 2005 al e nel 2014, assessore regionale ai lavori pubblici) Oppure si sta proponendo quale candidato alle lezioni del maggio del prossimo anno? Beh, in questo caso c’è da tremare, visto la sua performance alle elezioni regionali del 2013 in Molise, in occasione delle quali, la lista dell’imprenditore ha raggiunto un ‘ragguardevole’ 0,52 % di gradimento e lui personalmente, candidatosi presidente, ha ottenuto ‘ben’ 1.141 voti (pari allo 0,59). Anche qui: meglio tacere che commentare!

10) Si legge, poi, che “Col marchio Santa Croce facciamo 120/130 milioni di bottiglie”.

Bene! ma ci domandiamo, che acqua minerale c’è in queste bottiglie? Acqua di Canistro? Dell’Umbria, del Lazio, oppure del Molise? Sa, lo dico perché ci sarebbe un Decreto legislativo, precisamente il D.lgs. 176/2011, Attuazione della direttiva 2009/54/CE, sull’utilizzazione e la commercializzazione delle acque minerali naturali, il quale, all’art. 10, prescrive che “Ad ogni acqua minerale naturale deve essere attribuita una denominazione propria, che la distingua nettamente dalle altre acque minerali naturali (comma 1); che Il nome di una determinata località può fare parte della denominazione di un’acqua minerale naturale solo se questa proviene da tale località (comma 2); che “É vietato attribuire denominazioni diverse alla stessa acqua minerale naturale”, e che quindi soltanto la legittima società concessionaria può utilizzare il marchio “Santa Croce” ed esclusivamente con riferimento all’acqua emunta dall’omonima sorgente (corrispondente al nome del vecchio centro). Già, ma le regole a volte sono proprio dure da osservarsi. Non è vero?

Ma, in fondo in fondo, una perla di saggezza si rinviene anche in tutta questa narrazione fantasy. Mi riferisco al passaggio in cui l’intervistato ammonisce l’intervistatore di ascoltare i lavoratori e di chiedere loro “come vedono oggi le cose”. Ma si, ma la prego Sig. Colella, lo faccia lei direttamente! Non deleghi il giornalista, si accomodi, sono tutti suoi! Ma li ascolti attentamente, e soprattutto prepari un bel minestrone di verdure per la sera, temo che lo troverà molto utile per le risposte che le arriveranno, specie se non darà loro quello che il Giudice di Avezzano le ha ordinato di pagargli.

Già, ma un altro dubbio, ben più radicale, si presenta: l’amministratore unico della società Santa Croce, non è forse il dr. Nicolino Montanaro? Dunque, chi sarebbe l’intervistato Camillo Colella?

Il Sindaco, dr. Angelo di Paolo

Post scriptum: si chiede cortesemente di articolare le dichiarazioni rese in due pubblicazioni successive (per la par condicio). Grazie.

 

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