Accusata di aver rotto i sigilli per rubare il gas: assolta 61enne



Avezzano – Si è concluso con una sentenza di assoluzione il processo a carico di una 61enne residente nel capoluogo marsicano che doveva rispondere del reato di furto aggravato di gas. La sentenza è stata emessa nei giorni scorsi dal giudice del Tribunale di Avezzano, Camilla Cognetti. Secondo l’accusa, la donna, quale comodatario di un immobile nel quale svolgeva l’attività di ristorazione, si sarebbe impossessata di 49 m3 di gas metano mediante rottura dei sigilli del misuratore.

L’utenza era stata sospesa da anni, quando il precedente ristoratore aveva cessato la sua attività, e il contratto di comodato d’uso stipulato prevedeva la riattivazione della nuova fornitura di gas metano a spese della 61enne. Secondo quanto raccontato dai proprietari dell’immobile nella denuncia-querela, la donna però, pur non ottemperando all’obbligo contrattuale, continuava a svolgere regolarmente la sua attività di ristorazione. Iniziarono allora a sospettare che il contatore fosse stato manomesso. Qualche giorno più tardi, un dipendente della società che si occupava della fornitura del gas, recatosi sul posto, confermò che il contatore era privo di sigilli e presentava un consumo di 49 m3, nonostante la sua disattivazione.

Accusata di aver rotto i sigilli per rubare il gas: assolta 61enne
Avv. Luca Motta

Sulla base delle dichiarazioni testimoniali assunte e della documentazione acquisita, è emerso che il furto è stato commesso, ma non risulta invece raggiunta la prova che l’imputata sia stata l’autore della manomissione e che si sia impossessata del gas abusivamente sottratto, facendone uso o traendone comunque vantaggio. Per questo il giudice ha assolto l’imputata, assistita dagli avvocati Luca e Pasquale Motta.




Leggi anche