Inaugurata panchina rossa a Magliano De’ Marsi da parte della classe 1982



Magliano De’ Marsi – La classe 1982 per festeggiare l’importante traguardo dei 40 anni di vita, domenica 6 marzo ha inaugurato presso Piazza S. Luigi Orione, la panchina rossa, metafora del sangue versato dalle vittime del femminicidio.

I Ragazzi e le ragazze del ’82 per festeggiare l’importante traguardo del 40° anno, hanno riflettuto molto sull’accento da dare a questa nuova occasione di incontro. All’unanimità hanno deciso di lasciare un segno che rappresentasse al meglio il sentimento di condanna verso ogni forma di violenza e, nello specifico, contro la violenza sulle donne.

Durante l’inaugurazione sono intervenuti il Sindaco Pasqualino Di Cristofano, Daniela Senese dell’associazione “La casa delle donne nella marsica”, il parroco Don Emidio e le associazione del territorio.

Questo primo progetto, la panchina rossa, è stata realizzata attraverso un piccolo autofinanziamento da parte di tutti noi maglianesi e da coloro che abitano fuori Magliano ma sono stati in classe con noi – riferisce Luigi Felli, rappresentante della classe 1982- e dal ricavato ottenuto durante i mercatini di Natale dello scorso anno con la vendita di waffe e cioccolata calda.

Il Sindaco Pasqualino Di Cristofano ha ringraziato le ragazze e i ragazzi della classe 1982:

“un grazie alle ragazze e ai ragazzi della classe 1982 per questo bellissimo segnale, che se pur simbolicamente adegua Magliano ad altre realtà; ci mancava un segnale chiaro ed evidente di una partecipazione di una sensibilità contro la violenza sulle donne.” 

Daniele Senese dell’associazione “La casa delle donne nella marsica” ha voluto lanciare un messaggio di speranza ed un invito a dare un peso alle parole, ai gesti che facciamo quotidianamente. Dobbiamo essere coscienti che  tutte le parole, i gesti e le azioni che eseguiamo educano ed abbiamo un significato. 

Il messaggio che vorrei lasciarvi: “sulla panchina c’è scritto: l’amore non uccide, ma non bisogna pensare che quando vedete questa panchina dietro ci sia qualche donna fragile, perché vi assicuro che le donne che arrivano ai centri antiviolenza e le case rifugio sono tutto meno che fragili, è qualcosa che non riguarda poche donne sfortunate, ma riguarda tutte noi. Quando accogliamo le donne nella nostra associazione e nelle case rifugio, ci accorgiamo che sono ragazze come noi; quelle donne che fanno fatica a sottrarsi a quelle relazioni violente non perché non abbiamo la forza di riscattarsi, ma perché è la nostra società, le dinamiche stesse, è la cultura che è violenta. 

“Il Femminicidio è l’estrema conseguenza, la più brutta, la più dolorosa che riguarda tutti noi, perché le vittime di questa violenza culturale e strutturale, siamo tutte noi donne ma anche gli uomini in una certa misura. Smettiamo di insegnare alle bambine che a loro sta tutto ciò che riguarda la bellezza, la cura, la gentilezza, l’educazione, la carineria, la verginità, la purezza e invece agli uomini la forza, perché tutto ciò è proprio la causa di quello che sta accadendo oggi.” 

I ragazzi classe ’82 ringraziano l’amministrazione comunale che li ha supportati e offerto lo spazio per l’istallazione della panchina e tutte le associazioni che hanno aiutato a recuperare il materiale e gli strumenti per la realizzazione e installazione della panchina. Questo è solo un arrivederci, conclude Felli, è nostra intenzione istallare una panchina della gentilezza. 



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