martedì, 13 , Aprile
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L’Abruzzo resta arancione, troppi contagi per Pescina e Cerchio che dal 29 vanno in zona rossa

I dati emersi nel corso della riunione dell’Unità di crisi – si legge nella nota della Regione – per la seconda settimana consecutiva evidenziano un continuo miglioramento degli indici, a cominciare dall’Rt che è sceso a 0,87. A seguito di questo andamento sono diversi i comuni che escono dalle misure restrittive messe in atto dal presidente Marsilio tramite ordinanza proprio al fine di evitare il propagarsi dei contagi”.

Sotto osservazione rimane la provincia dell’Aquila dove, in controtendenza rispetto al resto dell’Abruzzo, la situazione continua ad essere critica. L’andamento epidemiologico settimanale ha confermato che l’area metropolitana ha ottenuto i benefici sperati così da riuscire a eliminare le restrizioni anche nei Comuni di Montesilvano e Città Sant’Angelo a partire da lunedì prossimo. Anche in provincia dell’Aquila ci sono zone dove le misure restrittive sono state utili per bloccare l’aumento dei contagi al punto che centri come Castel di Sangro e Tagliacozzo dopo appena una settimana tornano in zona arancione a fronte dell’ingresso di Cerchio e Pescina che hanno registrato dati negativi.

Di seguito l’elenco completo dei comuni soggetti a maggiori restrizioni nella provincia dell’Aquila che, si ricorda, non sono quelle previste dalle ‘zone rosse’ del Decreto Draghi, ma quelle già in essere da tempo in Abruzzo. Per le scuole si conferma l’obiettivo di riaprire dopo Pasqua.

Escono dalle restrizioni i comuni di Castelvecchio Subequo, Tornimparte, Magliano dei Marsi, Tagliacozzo, Castel di Sangro. Sono soggetti a restrizione i Comuni di Capitignano, Pizzoli, Pratola Peligna, Sante Marie, Prezza, Celano e San Benedetto dei Marsi, a cui si aggiungono da lunedì prossimo i Comuni di Pescina e Cerchio.

“Siamo soddisfatti dell’andamento epidemiologico in Abruzzo – dice il presidente della Regione,  Marco Marsilio – che ci conferma con dati da zona gialla per la seconda settimana consecutiva. Purtroppo le notizie che arrivano dal Governo relative alla proroga della zona arancione per l’intero mese di aprile ci penalizzano fortemente. Non è che l’Abruzzo può pagare perché avendo avuto una ondata epidemica anticipata rispetto al resto dell’Italia diventa rossa quando tutti sono in zona gialla, poi siccome tutta l’Italia diventa rossa ci devono rimanere anche quelle regioni, come la nostra, che hanno superato quella fase. Le attività commerciali abruzzesi, come ristoranti e bar, per settimane hanno fatto sacrifici e se i numeri dei contagi lo consentiranno, dopo Pasqua hanno il diritto di poter tornare a lavorare nel rispetto delle regole. Se il governo farà una proposta diversa troverà la ferma contrarietà della Regione Abruzzo”

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