Il Direttore Generale della ASL1, Testa, accusa la stampa di disinformazione e si rivolge all’autorità giudiziaria



Avezzano – Un comunicato stampa molto forte, già dal titolo, quello del Direttore Generale della ASL1 Roberto Testa. Nella sua adamantina chiarezza, la nota di Testa individua nella stampa la colpevole del disastro sanitario, perché «LE PAROLE UCCIDONO PIU’ DEL VIRUS», come scrive senza mezzi termini, ponendo una questione di opportunità in merito alle notizie veicolate.

«Quale Rappresentante Legale dell’Azienda più importante a livello provinciale, con i suoi 3500 operatori ed un bilancio di 700 milioni di euro, nel massimo rispetto del diritto di informazione e di una dialettica sana e costruttiva, ho avuto modo di leggere e di ascoltare, varie testate giornalistiche.»

Le notizie a cui si riferisce Testa riguardano in particolare quelle che hanno riportato fatti e situazioni gravi, e sconcertanti. Notizie a suo dire, provenienti spesso da soggetti che ricoprono importanti ruoli istituzionali, sulle quali ritiene necessario fare le opportune verifiche.

«Sono sotto gli occhi di tutti, i numerosi articoli che mi sono trovato costretto a scrivere, distogliendo energie fisiche e mentali per combattere questo virus, per confutare, con elementi documentali oggettivi, quei fatti e circostante riportate sui media, in una sorta di progressiva escalation, che non risponde alla realtà dei fatti.»

Secondo Testa, questo clima mediatico, ha finito per dare un’immagine distorta della sanità, negativa e pericolosa. Una situazione che mina talmente in profondità la fiducia del cittadino verso l’Azienda, tanto da causarne l’allontanamento. Per Testa anche il clima aziendale trasuda sfiducia e prostrazione, nonostante il gravoso, quotidiano impegno, che richiede massima concentrazione e assenza di distrazioni.

«Avrei voluto dedicare tutte le energie solo in questa impari lotta contro il nemico invisibile quale è il coronavirus, ma è mio dovere tutelare anche l’immagine dell’Azienda e di tutti gli operatori che con spirito di abnegazione utilizzano quotidianamente le loro risorse fisiche e mentali nello svolgimento di lavori resi più difficili e complessi dalla pandemia.»

Secondo Testa, i media avrebbero rappresentato la realtà della sanità marsicana in maniera distorta. La stampa sarebbe responsabile della sfiducia dei cittadini nei confronti dell’azienda sanitaria e del clima di prostrazione in cui sono costretti a lavorare gli operatori sanitari.

Alla fine, fa sapere che sarà l’Autorità Giudiziaria ad occuparsi della questione, e non potrebbe essere altrimenti, dopo che i sindaci di Aielli, Tagliacozzo e Luco dei Marsi, già martedì, avevano presentato un esposto in Procura. Ora i fatti saranno analizzati per scoprire se siano stati contaminati da qualche virus sconosciuto, ma soprattutto, per accertare se esiste un portatore asintomatico di fake news le cui parole uccidono più dei virus.