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Caos Sanità, Marsica maglia nera tra il boom di contagi e i giochi politici. La testimonianza dal territorio

Avezzano – Oltre cento nuovi contagi accertati, due i decessi, decine di pazienti in attesa da ore tra il Pronto soccorso e le ambulanze, ferme nel piazzale antistante.

Questa l’istantanea della giornata di ieri, che ha chiuso una settimana in cui al balzo dei contagi, circa 600, hanno fatto da – stonato – accompagnamento le tumultuose vicende della politica locale e regionale. La serrata dei sindaci che hanno chiesto il commissariamento della Asl1 e l’attuazione immediata di un piano per l’Emergenza si è dovuta misurare con la presa di posizione contraria dei “dissociati” –  il sindaco di Ovindoli, anche consigliere della Regione Abruzzo, Simone Angelosante, il sindaco di Trasacco, Cesidio Lobene, Settimio Santilli, sindaco di Celano, Mirko Zauri, sindaco di Pescina, Pasqualino Di Cristofano, sindaco di Magliano de’ Marsi, Antonella Buffone, sindaco di Balsorano, Nazzareno Lucci, sindaco di Massa d’Albe, Sara Cicchinelli, sindaco di Civita d’Antino, Gianluca De Angelis, sindaco di Lecce nei Marsi, Angelo Di Paolo, sindaco di Canistro – che non hanno sottoscritto la richiesta di commissariamento e hanno contestato il metodo di definizione del documento, approvato dagli altri primi cittadini. Distinguo che hanno scatenato l’ira dei Sindaci in prima linea, oltre che dei cittadini che sperimentano in presa diretta i risultati  dell’organizzazione e della gestione della Sanità marsicana.

Dai Sindaci, all’indomani dell’adunanza tenutasi al castello Orsini – in cui tra le assenze continuano a brillare quella del marsicano consigliere regionale, ex sindaco di Trasacco, Mario Quaglieri, presidente della Commissione Sanità e del  Direttore Generale della Asl1, Roberto Testa – interventi netti, a partire dal sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, con Marivera De Rosa, sindaca di Luco dei Marsi, Enzo Di Natale, sindaco di Aielli, Rosanna Salucci, sindaca di Collelongo. Numeri e dati di fatto alla mano, i Sindaci che sostengono l’attuazione immediata del piano per la Marsica ribadiscono il primato degli interessi dei cittadini sulle logiche partitiche, stigmatizzando la presa di posizione espressa da Simone Angelosante per il gruppo dei dieci.

Nell’area del Pronto soccorso, intanto, è stata montata una tensostruttura, realizzata dalla Asl1 con la Regione e la partecipazione di Protezione civile e Croce Rossa. Dall’ospedale nessuna buona notizia: ancora contagi tra il personale e reparti a rischio chiusura, e ancora, purtroppo, dolorose testimonianze dal territorio, che tratteggiano in modo chiaro le condizioni in cui sono sono stati lasciati i cittadini marsicani e gli stessi operatori sanitari, questi ultimi alle prese con le necessità ordinarie e straordinarie dell’emergenza, a ranghi ridottissimi, stremati e privi degli strumenti necessari.

Solo adesso riesco a trovare la forza di riportare qui quello che è accaduto a mio nonno”, ci scrive una cittadina marsicana (che chiameremo Maria, ndr), “Non  è stato il Covid che purtroppo oggi sta distruggendo le nostre vite. Non è stata l’anzianità, pur avendo 87 anni. Nonno era un uomo in salute, con i suoi acciacchi ma era in splendida forma e chi lo conosceva può confermare. La mattina del 10 novembre ha avuto una colica di fegato e ci siamo diretti al Pronto soccorso di Pescina”. Al Pronto soccorso i familiari chiedono aiuto, ma vengono invitati ad attendere in quanto vi erano persone in attesa che dovevano effettuare il test per il Covid.

Le rimostranze di Maria e dei familiari dell’anziano, in attesa su una panchina tra i dolori fortissimi, non sortiscono effetto: c’è da aspettare e basta. “Dopo avergli fatto notare e sottolineato che nonno aveva una colica in corso dolorosissima, mentre le persone in attesa erano in salute e in condizione di attendere senza danni, il “signore” lì presente mi ha risposto che stava facendo il suo lavoro e che dunque, dovevo aspettare”, continua Maria. “Una volta entrati mio nonno è stato visitato e ci è stato riferito che doveva essere trasferito all’ospedale di Avezzano con ambulanza, poiché gli esiti dell’ecografia presentavano presenza di calcolosi nelle vie biliari, causa del suo problema. Per il resto, hanno detto, non vi erano complicanze importanti. Siamo stati più di un’ora ad attendere l’ambulanza e nonno su quella maledetta sedia a rotelle era stremato. Si è addormentato più volte, con un colorito e in condizioni evidentemente allarmanti. Non c’è stato un infermiere, un dottore, un qualsiasi operatore che, passando vicino a nonno gli avesse chiesto: come va? Nulla di tutto ciò.

L’ambulanza non arrivava, abbiamo chiesto quanto tempo ci volesse e ci è stato risposto che a volte impiegava  anche due ore per arrivare, vista l’emergenza Covid. Per questo abbiamo deciso di effettuare il trasposto in macchina, abbiamo firmato l’uscita e siamo andati all’ospedale civile di Avezzano. Io che mi ci sono trovata in prima persona non credevo ai miei occhi”, sottolinea la donna, che rende uno scorcio da girone dantesco, pari a quelli resi da diverse testimonianze giunte nei giorni scorsi.

“Gente buttata lì da ore ed ore, chi si puliva i propri escrementi da solo, senza una minima e dignitosa assistenza, chi addirittura non aveva vestiti addosso, persone assetate, a cui ho potuto solo distribuire un po’ di acqua, col cuore stretto. Mio nonno infine è stato ricevuto, gli è stato rilasciato il foglio del ricovero urgente in chirurgia e nel frattempo gli è stata somministrata una flebo, e così abbiamo atteso, in sala d’aspetto”. Quando pare finalmente profilarsi una soluzione, arriva invece l’epilogo.

“Alla fine, mio nonno si è ritrovato a firmare il foglio d’uscita causa mancanza di posti letto. Il giorno successivo nonno morirà di arresto cardiaco. Cos’è che è sbagliato? Il sistema? La malasanità? So che la situazione di oggi ha portato tanti disagi. Ma io mi domando… Dov’è l’umanità? Ho la netta e cruda sensazione che oggi ci sia una volontà subdola per cui c’è chi decide le sorti della vita di una persona. Chi lasciar vivere e chi lasciar morire. Abbraccio tutte le famiglie che si stanno trovando nella nostra medesima situazione e vivono lo stesso dolore, e a cui dedico le parole di S. Agostino: L’assenza non è assenza. Abbiate fede, chi non vedete è con voi”

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