Perdono l’orientamento in montagna, salvati da Avezzano dalle squadre di soccorso alpino di terra



Avezzano – Erano partiti in quattro sabato per una battuta di caccia nei pressi del Monte Puzzillo (Aq), a quota 2.174 metri, quando a nord del perimetro esterno del Parco Sirente Velino, nel tratto che da Tornimparte porta a Campo Felice (Aq) i quattro si sono divisi.

Uno dei quattro però non ha fatto ritorno all’orario stabilito e così gli amici hanno provato a contattarlo prima con il ricetrasmettitore e poi con il cellulare. Tuttavia trovando entrambi gli apparecchi scarichi, gli amici hanno provato a cercarlo in autonomia, senza successo.

Così con l’arrivo della sera, verso le 20, hanno allertato i Carabinieri, che hanno mobilitato il Soccorso Alpino e Speleologico d’Abruzzo, partito con le squadre di terra da Avezzano. Giunti sul posto i tecnici del Soccorso Alpino hanno perlustrato la zona e alle 2 di notte hanno finalmente ritrovato il cacciatore smarrito, che a parte lo spavento, era in buone condizioni di salute. Alle ricerche hanno partecipato anche i Carabinieri del Nucleo Operativo di L’Aquila e il Sagf della Guardia di Finanza.

MONTE VELINO (AQ) –  Erano andati a fare un’escursione sul Monte Camicia (Aq) con i loro due cani, due ragazzi di Roma, di 25 e 27 anni, quando ad un tratto mentre percorrevano il sentiero numero 7, a quota 1.700 metri, si sono addentrati e hanno smarrito il sentiero.

I due giovani escursionisti erano finiti dentro un impluvio, un canalone, e non riuscivano ad orientarsi e a ritrovare il sentiero, così verso le 16.30 hanno allertato il Soccorso Alpino e Speleologico d’Abruzzo, che si è mosso con le squadre di terra. I tecnici giunti sul luogo hanno subito localizzato ed individuato i due escursionisti, che fortunatamente erano in buone condizioni di salute e solo un po’ spaventati.

Nel frattempo l’altro giorno è stata aggiornata la legge che guida il Soccorso Alpino e Speleologico, che mira ad investire nella sanità e nella sicurezza, con maggiori strumenti per chi opera in un ambiente estremo come la montagna. Non hanno dubbi il Ministro per il Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà e il Presidente del Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), Maurizio Dellantonio, che hanno presentato la riforma della legge principale che governava l’operato del CNSAS. Un provvedimento approvato nei giorni scorsi dal Parlamento, strettamente legato anche all’emergenza Coronavirus che sta vivendo il Paese, che impone investimenti e particolare attenzione all’intero comparto della sanità e dell’emergenza. “Devo ringraziare fortemente il Governo ed il Ministro D’Incà”, ha voluto sottolineare in apertura di conferenza Dellantonio, “hanno seguito con competenza e attenzione l’intero iter, dando maggiori strumenti per il nostro Corpo e di conseguenza maggiore sicurezza per l’Italia”.