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E’ un anno nero per il paese perché si constata un’ulteriore perdita demografica dicirca 254 unità. Il flusso emigratorio oggi prende la direzione verso Roma, favorendo la triste realtà dell’acquedotto Felice. C’è la constatazione della perdita dell’economia pastorale, ed il bilancio scende ormai ai minimi storici. Si continua, nonostante tutto, a cercare nuove vie di sviluppo turistico, si danno più servizi, e si prova di nuovo a vendere le casette ai cittadini.

Mi si permetta di fare una breve considerazione: pur approvando il programma innovativo del Giancursio, nella sua molteplicità di intenti, detto programma non si poté realizzare a causa delle disastrose entrate del Comune, dovute ai mancati tagli boschivi (allora unica entrata certa del paese). Come dire, era meglio fare cose nuove oltre le vecchie, e poi, una volta avviate, togliere le precedenti. Senza soldi per realizzare le idee, le cose non vanno lontano.

Passando ora ad un’ analisi degli elementi amministrativi, abbiamo in ordine cronologico:

C.C. 1) “Constatazione perdita economia pastorale” Giancursio dice: ‘Nel 58 c’erano circa 10.000 capi di bestiame, ora solo 500/600 e ci sono stati circa 1000 emigranti dal dopoguerra’. Il Sindaco si accorse che il mondo era cambiato, senza avvertimenti. Le vecchie risorse economiche e lavorative del paese si erano esaurite. Senz’altro, alcune scelte furono prese in modo azzardato o costretti d’applicazione di leggi nazionali, e così, io penso, siamo stati travolti dal cambiamento dei tempi, senza che nessuno se ne accorgesse.

C.C. 4) “Approvazione strada Villavallelonga-Aceretta” per un costo di 60 milioni con un contributo del Ministero di 48 milioni. Il Sindaco ora cerca di fare almeno il possibile.

C.C. 5) “Acquisto piante antistanti il cimitero”

C.C. 15) “Riadattamento palestra edificio scolastico”

C.C. 16) “Ampliamento cimitero” Non so se si tratta di realizzazione o progettazione.

C.C. 19) “Elenchi giudici popolari”

C.C. 20) “Vendita casette asismiche”

C.C. 21) “Contributo Unione Apostolica” per bibliografia di don Gaetano Tantalo.

C.C. 22) “Autonoleggio a Di Giovanni Flora”

C.C. 23) “Contributo feste”

C.C. 28) “Modifiche regolamento edilizio e programma di fabbricazione”

C.C. 29) “Disciplina e regolamento del pascolo” Inverno e primavera alla Difesa, poi dappertutto.

C.C. 30) “Cantiere scuola lavoro” Ampliamento Via Borgo S. Maria e Via Aia Canale.

C.C. 31/32/33/34) “Approvazioni consuntivi di bilancio”: 1964 disavanzo -42 milioni, 1965 avanzo di +13 milioni, 1966 avanzo di +8 milioni 1967 disavanzo -30 milioni. Il bilancio comunale, nonostante scendesse progressivamente, aveva ora anche un buco accertato di oltre 50 milioni (manca ancora il 68 e il 69), pari al 60% del bilancio corrente. E’ la testimonianza della fine di un Comune ricco, siamo alla paralisi amministrativa del paese.

C.C. 36) “Bilancio preventivo” di circa 82 milioni. Siamo ai minimi storici, l’economia comunale è al collasso. I risultati nefasti della legge sui parchi si era abbattuta come una mannaia sul paese e sul Sindaco, poco si poteva fare per lo sviluppo ed il progresso del territorio.

C.C. 37) “Istanza società Impianti sportivi ed alberghieri” Accesa discussione fra le posizioni di Angelo Di Ponzio, Nicodemo Bianchi e Michele Bianchi. Si rinvia al 06/01/70. Il sindaco, nonostante tutto, cerca di realizzare con capitali privati, qualcosa di innovativo, ma ormai è tardi, siamo a fine mandato e forti sono ora le contrapposizioni interne alla maggioranza. Si teme che qualcuno si impossessi dei terreni di Villavallelonga, che rimane un paese conservatore ed ostico alle innovazione. Spesso la non conoscenza delle cose spinge a rifiutarle. Il medico condotto ora è Antonio Giancursio.

Abitanti: 1344 di cui donne 722 e uomini 622

Emigrati: interni 29 esterni 10

In questo anno, si chiudono le frontiere verso il Canada, ed ora non è più possibile emigrare verso l’America settentrionale: si chiude così un flusso migratorio fra i più nefasti per il nostro paese e l’intera Nazione.

P.S. Mi si consenta di fare una considerazione a parte, per tutti i futuri amministratori:l’esempio del Giancursio, persona valida e di animo buono, è l’immagine di come le istituzioni promettono per ottenere, ma poi si scordano delle promesse e lasciano nei guai chi, in buona fede, accetta compromessi per il bene collettivo. Io personalmente, dopo aver letto il resoconto di questi 6 anni, mi sono letteralmente indignato per il modo in cui il Giancursio, che ha rappresentato i cittadini di Villavallelonga, sia stato preso in giro da leggi e politici che dovevano rappresentare i vari Enti sovra-comunali e che invece ne hanno determinato la fine politica.
Credo inoltre che il Parco Nazionale dell’Abruzzo, Lazio e Molise sia una cosa molto bella ed importante, ma ritengo che oggi chi lo gestisce, insieme allo Stato, debba riconoscere l’importanza del ruolo dei montanari di una volta che, per secoli, hanno conservato inalterato, nonostante tutto, il sistema ecologico e naturalistico che tutti oggi conosciamo. Quando ero piccolo sentivo in televisione che si stavano estinguendo i lupi per colpa dei pastori ed io ne ero dispiaciuto.
Non sapevo però che precedentemente fu proprio il Parco, per decenni, a costringere le proprie guardie ad uccidere i lupi. Come ampiamente descritto, anche con immagini fotografiche, nel libro di Lippa Leucio, guardia del PNA in cui c’è la foto di tre lupi morti, appesi per la coda, ed una guardia del PNA accanto ai tre trofei, a dimostrazione del lavoro ben svolto.
Ora che nei paesi del Parco l’allevamento e l’agricoltura sono finiti, cosa mangiano gli animali selvatici? Semplice, no?. ‘Niente’ e quindi vanno a Fucino a mangiare i veleni posti alle colture!
E’ forse ancora possibile salvare qualcosa, ma oltre i vincoli, nulla si sa fare stando seduti a pensare alle cose nobili. In pratica credo sia necessaria una campagna nutrizionale immediata, non con animali già macellati, bensì immettendo annualmente animali vivi al solo scopo di restaurare gli anelli mancanti della catena alimentare ora spezzata, insieme a tutti quei prodotti e manutenzioni vegetali presenti da sempre nel nostro territorio, ora però completamente abbandonato.
Gli animali hanno sempre convissuto con l’uomo e spesso da questo ne hanno tratto benefici.
Non si può per proprie scelte errate farne pagare le conseguenze a delle popolazioni inermi che non ne sono minimamente responsabili, bloccandone le economie esistenti, lo sviluppo, il progresso e non ultimo la speranza di un futuro migliore nel proprio paese, per sé e per i propri figli.
E’ arrivato il tempo di fare qualcosa (prima che sia troppo tardi) per gli animali del Parco, ivi compreso gli uomini.

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