Il 58 è un periodo intermedio e calmo, caratterizzato dal completamento della chiesa parrocchiale, dalla costituzione del bacino imbrifero Liri-Garigliano, dalle dimissioni di 2 consiglieri di maggioranza e dalle progettazioni delle reti fognarie ed idriche per l’intero paese. E’ ovvio che si parla di progettazione e non di realizzazione. L’economia principale è sempre di più basata sulla vendita del legname. Don Gaetano Tantalo, sepolto nel 47 in una tomba a terra, viene ora collocato nella cappella di famiglia.

Passando ora ad un’ analisi degli elementi amministrativi, abbiamo in ordine cronologico:

G.C. 19) “Liquidazione medicine ai poveri”

G.C. 25) “Taglio 780 piante bosco Ciafassa”

G.C. 26) “Elenco dei poveri”

G.C. 29) “Progetto di 2 cantieri scuola lavoro” strade interne.

G.C. 34) “Convocazione consiglio comunale” Con ordine del giorno: dimissioni di due consiglieri, Mastrella Cesario e Lippa Alfredo e bacino imbrifero Liri-Garigliano.

G.C. 50) “Sistemazione strada Villavallelonga-Angro Ente Fucino” Se per i Giancursio era fondamentale la via di collegamento con Pescasseroli, il pallino di ‘Mimì’, cosa a me confidata proprio da lui, era il collegamento con Campoli ed Alvito tramite il Vallone Tasseto, che in effetti era possibile anche per una questione di quote di livello.

Questa iniziativa tendeva a ripristinare una delle molteplici strade di comunicazione preesistenti che Villavallelonga aveva verso i paesi limitrofi. Il problema della perdita delle vie di comunicazione è dato dal fatto che prima non c’erano i mezzi meccanici e si andava a piedi, a cavallo o con la carriola (come facevano anche i miei avi, per andare a Napoli a comprare le pelli per fare le scarpe) e quindi i passaggi non erano più adatti ai nuovi mezzi di trasporto.

In un certo senso Villavallelonga prima era il crocevia di molti passaggi storici, dovuti anche alla presenza del lago del Fucino e dalla morfologia e dalle altitudini delle valli nel territorio, che impediva spostamenti brevi verso il Regno Borbonico e Napoli che ne era la capitale ed il punto di riferimento. Lo sbocco verso la Ciociaria venne poi sorpassato dai tempi, grazie alla costruzione della superstrada della Valle Roveto, ma per Villa ci fu solo un ulteriore isolamento. Negli anni sessanta – settanta, ci fu anche un tentativo politico, alternativo al passaggio della superstrada del Liri, che prevedeva una galleria fra Sora e la Vallelonga, ma si escluse per i 600 m di dislivello esistenti fra le due zone.

Altre vie di comunicazione, non restaurate, sono le direttrici verso Pescasseroli ed ancora più grave, per facilità, opportunità e necessità, il collegamento della Vallelonga con Ortucchio e Lecce Nei Marsi (passando per Forca Trivella) che ci isola di fatto anche dalla Marsica orientale. In effetti, questo ultimo passaggio è testimoniato dalla presenza sia di una via romana con ingresso a Lecce tra il caseificio ed il Pozzo di Forfora e sia da un altra strada che da Ortucchio parte sotto l’imbocco della strada per l’Ara dei Lupi per poi passare sopra il ‘Pozzo di Forfora’. Le due strade si incontrano in due punti, il primo avviene a mezza Valle e poi, a circa 100 m prima di Forca Trivella, sulla sponda verso Ortucchio con una deviazione a sinistra su curva di livello che costeggia Colle Terzone.

La stessa strada, proseguendo nel territorio di Lecce dopo aver costeggiato, arriva fino a Punta Ara dei Merli con la porzione finale lastricata con massi squadrati. Proseguendo verso la direzione della Vallelonga, appena arrivati a Forca Trivella, vi è un crocevia con tre deviazioni. La principale arriva a Villavallelonga ed esce al ‘Castelluccio’. Nella stessa deviazione principale, vi è una biforcazione in territorio di Collelongo che in località Pietra Bucata’ esce a località ‘S. Antonio’. Le altre due diramazioni minori di Forca Trivella si dirigono una alle Pietre scritte in Ortucchio e l’altra alle ‘Mandrelle di Amplero in Collelongo.

A favore del ripristino di questo passaggio, il sottoscritto raccolse oltre 400 firme fra i cittadini dei quattro paesi, poi consegnate alle amministrazioni locali nel 98, senza aver mai avuto risposta od aver suscitato interesse politico. La raccolta delle firme, ad oggi, è l’unica richiesta collettiva di più paesi, firmata da semplici cittadini a favore di qualcosa e non contro qualcuno. Ma forse tutto questo non fa notizia o non procura voti a breve. Da fonte ricordi di Bianchi Rinaldo ‘i Pillar’. Sono sicuro che la cecità mostrata alle richieste spontanee delle popolazioni, sarà superata dal buonsenso e dalla storia.

G.C. 61) “Comitato per la costruzione dei banchi per la nuova chiesa Parrocchiale”
Ci fu un contributo comunale con la vendita dei faggi di Ciafassa, più un contributo degli emigranti, tramite ‘zia Venerina’ la sorella di Tatangelo Luigi ‘La Parola’, ancora presidente dell’E.C.A ed attivista (segretario) dei moti contadini del 51, poi Lega contadina. Da fonte ricordi Tatangelo Luigi.

G.C. 71) “Incarico progetto acqua e fogne per l’intero paese”

G.C. 82) “Liquidazione pagamento a ditta ‘Strada per fine costruzione chiesa parrocchiale” Dell’omonimo ingegnere Strada di Luco Dei Marsi. Ci volle veramente poco per la costruzione della chiesa, oggi credo che occorrerebbero almeno 10 anni, sicuramente prima i cantieri erano efficaci ed efficienti.

G.C. 158) “Residuo di bilancio del 57 di lire 12,764 milioni di lire” Dato ai cantieri lavoro. Credo che a Villa, poche altre volte ci sia stato un avanzo di bilancio così enorme a disposizione del Comune. Specie se poi calcoliamo che anche nel 58 ci fu un altro avanzo di bilancio pari ad altri 10 milioni circa. (per l’epoca erano cifre enormi)

G.C. 167) “Martellata Aceretta”
Nel 57 la motosega venne importata da una fiera del nord dalla ditta Pancieri di Avezzano e portata nel bosco di Pescasseroli per essere provata. La motosega era della ditta Landoni, e dopo un primo tentativo andato a vuoto, a causa del montaggio della catena al rovescio, nel secondo tentativo andato bene, ci fu un enorme stupore fra i boscaioli allora presenti. All’epoca venne da prima utilizzata per allineare i bordi dei tronchi all’imposto e subito dopo anche per il taglio del legname nel bosco. Con il benestare dei boscaioli la stessa ditta Pancieri ne comprò subito 20 e credo che da allora la motosega possa essersi espansa rapidamente anche dalle parti nostre. Da fonte ricordi di Pisegna Manrico ‘Marrich’. Credo che questa evoluzione è stata la fautrice della 1° evoluzione lavorativa del sistema di taglio ed essa comporterà la possibilità di industrializzazione del mercato del legname sviluppando grosse quantità a disposizione dell’industria. Torneremo più avanti a parlare dell’argomento bosco e racconti lavorativi.

In realtà esistevano già in precedenza (primi anni 50) le motoseghe della Stihl ‘le zero novanta (0,90)’ che ancora oggi è la migliore Marca, ma esse avevano dei costi quattro volte superiori alle altre e pochi potevano permettersele. Da fonte ricordi di Bisegna Angelo di Capistrello venditore di motoseghe.

Emigranti all’estero 33

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