t1

t2

Questo è un anno con qualche scossone politico all’interno dell’amministrazione. Molte sono le persone che ora lavorano al taglio dei boschi, anche se l’emigrazione, sia pur ridimensionata, continua a togliere popolazione al centro. Finalmente Villa vede la costruzione della nuova chiesa Parrocchiale, capace di ospitare il gran numero di fedeli del paese (dopo il terremoto del 1915 e la distruzione della grande chiesa di San Nicola, le funzioni religiose si dovevano svolgere nella piccola chiesa di origine benedettina ‘Madonna delle Grazie’, che non riusciva, come ora, ad accogliere tutti i fedeli). Grazie alle ingenti entrate del Comune, dovute alla fiorente economia boschiva, si cerca di far risalire il benessere collettivo del paese. Il commercio libero della legna si effettua con il baratto: i Celanesi venivano a Villavallelonga con i loro carretti pieni di prodotti agricoli del Fucino ed altre mercanzie e se ne tornavano carichi di legna. Da fonte ricordi di Luigi Stornelli ‘Presenzi’ di Celano.

Passando ora ad un’ analisi degli elementi amministrativi, abbiamo in ordine cronologico:

G.C. 22) “Convocazione consiglio” All’ordine del giorno c’è il taglio del bosco ‘Acquaro’. Costruzione dell’asilo. Iniziativa a sostegno dell’istituzione della provincia di Avezzano.

G.C. 50) “Concessione di un locale per la farmacia comunale” Questo fu il primo tentativo di portare la farmacia a Villa,fino ad ora ed anche successivamente, era necessario arrivare a Collelongo per procurarsi le medicine.

G.C. 56) “Muro di sostegno in via Orientale con cantiere lavoro”

G.C. 57) “Taglio di 500 piante di faggio ad alto fusto: bosco Acquaro”

G.C. 61) “Cantiere di rimboschimento in Valle Cerri” E’ importante notare che il bosco veniva tagliato con sistemi logici, indicando i tronchi per vendita uso industriale, i tronchetti per uso artigianale, i rami uso legna da ardere ed infine venivano fatti i cantieri di rimboschimento.

G.C. 63) “Permuta terreni Parrocchia-Case popolari (area edificatoria INA CASA)”
Forse vennero fatte delle permute con i terreni prima destinati alla costruzione delle Case popolari.

G.C. 64) “Regolamento taglio bosco Acquaro” Mimì mette ordine nella gestione dei tagli boschivi, è il Comune che li gestisce in maniera diretta. Ogni boscaiolo doveva tagliare 6 quintali di legna al giorno e trasportarli fino al magazzino situato in località ‘La Rena’. Gli veniva corrisposta la paga di 2.000 lire al giorno, più 1.000 lire per il mulo.

G.C. 65/73/96) ” Entrate taglio bosco Acquaro” in totale oltre 18 milioni dell’epoca.

G.C. 67/69) “Pagamento manodopera taglio bosco Acquaro” 164/180 persone.
All’epoca non c’erano le motoseghe e pure i camion erano pochi, molta era la manodopera.

G.C. 71) “Costruzione chiesa parrocchiale” Dopo oltre 40 anni ebbero inizio i lavori per la costruzione della Chiesa parrocchiale e cioè dal terremoto del 1915 che rase al suolo la chiesa di S. Nicola all’interno della Rocca. Note dell’epoca: ricordano che Loreto Grande, celebre personalità del paese, si batté politicamente affinché si ricostruisse la chiesa dov’era sempre stata quella di San Nicola od al massimo sul Colle Capocroce, perchè bastava accendere un cerino ed essere visti da Avezzano e viceversa e non su una zona piena d’acqua, che tutti sapevano essere impraticabile ed inopportuna per una struttura di quelle dimensioni (Ovviamente il tempo ed i fatti gli hanno dato ragione).

Loreto Grande, classe 1878, aveva ricordi ben chiari della chiesa prima della sua distruzione ed il ruolo e la posizione dominante che essa aveva verso tutta la valle e le montagne circostanti. La chiesa, nel periodo in cui non esisteva la luce, in un certo senso, era come un faro visivo ed uditivo per tutta la valle: le torce serali ed il suono delle campane erano uno dei pochi punti di riferimento per gli abitanti ed i passanti nella Vallelonga. Da fonte Ricordi ‘Cesarione’ e ‘Tuta’.

G.C. 80) “Delibera per pesa pubblica” Resa ormai necessaria, vista la mole di legna tagliata annualmente, consentendo il cambio del sistema di calcolo da metri cubi (canna) a quintali. Come spiegato in precedenza, prima la legna si preferiva trasportarla con gli animali quando essa era già secca, in modo da affaticare meno le bestie, ma ora con la presenza dei camion, al Comune conveniva vendere la legna verde perché più pesante a parità di volume.

Mimì che non era un fesso (anzi professore di matematica) non si fece scappare l’occasione per far aumentare le entrate del Comune a parità di materia prima venduta.

G.C. 88) “Paga per 16 muratori” per bitumatura ‘Largo Crocicchia’.

G.C. 105) “Istanza Lippa Stanislao per apertura cava di pietra colorata” Ad oggi, non so ancora, dove essa sarebbe dovuta essere aperta (si accettano suggerimenti utili).

G.C. 108) “Nuovi cantieri Ente Fucino”

G.C. 109) “Fitto pascoli estivi”

G.C. 110) “Nomina dottore Bianchi Francesco” E’ giusto ricordare il dottor Bianchi come una persona che ha esercitato la professione con serietà e meticolosità per oltre 40 anni.

Anche dopo la pensione (come da me constatato), era a disposizione gratuitamente di chiunque lo chiamasse per necessità ed urgenze (come faceva mia nonna paterna Emilia).

G.C. 123) “Pagamento medicine ai poveri” L’E.C.A, in questo momento, ha un buon numero di iscritti, che tenderà ancora a salire negli anni successivi. In un certo senso, con l’abbondanza delle entrate, era possibile aumentare l’assistenza sociale ai cittadini anche meno bisognosi.

C.C. 50) “Dimissioni di Grande Loreto e Cianfarani Mario” Questo è il momento della mancata crisi. Come detto nel 56, ‘i Professor’ Loreto, che pensava Mimì più malleabile, non riesce a farlo cadere e prenderne il posto. Da ora in poi, ne sarà acerrimo nemico politico, anche a costo, nelle elezioni successive, di far patti elettorali con i Giancursio, suoi predenti rivali.

Il nuovo segretario comunale è il dott. Di Stefano Mario.
Il prefetto è il dott. Morosi di Sulmona

Emigrati all’estero 44

Nota: In questo periodo in cui molti emigravano, ci fu una famiglia che invece si stabilì a Villa, era quella di Peppe Iacobelli, il quale lavorava con la linea delle corriere di Micangeli e, dovendo partire la mattina presto da Villa, prese dimora nel paese.

La moglie di Iacobelli, la signora Angela, mi raccontò come allora le corriere, per partire, avessero bisogno di essere caricate ogni mattina con acqua calda nel radiatore. Angela, originaria di Milano, mi spiegò inoltre come fosse difficile in quel periodo trovare carne di vitello nei macelli del paese, lei che era abituata alla città, trovò difficoltà ad adattarsi a mangiare sempre la carne di pecora.

avezzano t2

t4

1957

t3

avezzano t4

t5