Il Sindaco si appresta a portare l’amministrazione alla nuova competizione elettorale comunale. Si affrontano due liste targate DC, lista San Rocco contro lista Sacro Cuore, vince la prima. L’attività amministrativa ora punta alla sistemazione delle strade interne, all’illuminazione e al recupero dei fontanili. Si pensa inoltre alla numerazione civica ed agli usi civici.

Il nuovo Sindaco comincia in questo momento a progettare ed a richiedere i cantieri lavoro dell’Ente Fucino.

E’ l’anno della riforma agraria nel Fucino, viene tolta (dietro lauto compenso) la concessione (di cento anni) a Torlonia. Molti furono gli scioperi nei centri del Fucino. Il segretario della lega contadina di Collelongo era Pisegna Saturno “Malaggio” (foto in alto).  “Era un bell’uomo robusto, gentile e buon oratore. Oltre ad aver guidato gli scioperi del 51, fu anche sindacalista, lavorava allo zuccherificio di Avezzano dove guidava i trenini delle bietole. Sposato con la signora Alba, ha avuto quattro figli”.

Lo sciopero si effettuava al rovescio ed il motto era: “Si lavora senza essere pagati, prima o poi qualcuno pagherà”.

Ad alcuni comizi della DC per la riforma, era presente anche Palma Angelo detto “Lillino” (foto in basso). “Persona eclettica, molto istruito, preparato e conoscitore di molte lingue. E’ tornato quasi tutti gli anni al paese dall’America, dove lavorava come professore, ed  ha sposato in seconde nozze una bellissima donna di nome Barbara (cantante e ballerina) ed ha due figli. Suoi detti famosi, quando si sta in compagnia, sono: ‘P’tipimpt e p’tpampt e mo recomenzem’ oppure ‘em’per’esempia’.

Fu anche un buon portiere della Folgore, però, quando si arrabbiava, lasciava la porta e se ne andava a casa”. Dai ricordi dei Moschettieri.

 

Nell’anno corrente, oltre agli scioperi dei contadini, a Collelongo vi fu anche uno sciopero nel cantiere di rimboschimento. Si era detto che vi doveva essere una turnazione degli operai nel cantiere di ‘Aprico’ (sopra camposanto), ma i turnisti precedenti (anche i più poveri) non vollero dare il cambio a quelli che loro ritenevano più ricchi (proprietari terrieri). Vi fu anche un dialogo tra i turnisti, ma i primi, dopo aver discusso, tornarono a lavorare al posto degli altri.

Vi fu un grosso problema di ordine pubblico e dovettero intervenire i Carabinieri di Trasacco per evitare eventuali scontri, anche le donne intervenivano usando i bidoni come tamburi.

Passando alla cronologia degli eventi tramite le delibere comunali:

G.C. nn del 02/03/51) Pagamento pulizia neve della strada Collelongo-Trasacco.

A Cesta Camillo ‘Camillè’ il padre di Colombo, il dipendente preposto all’attuale spazzaneve (mod. Unimog) del Comune.

Il vecchio spazzaneve era costituito da una traglia di legno, fatta a cuneo, agganciata con delle funi, spinta dai buoi.

La traglia, trainata dalle bestie, con dei pesi o delle persone sopra, apriva un varco nella neve.

G.C. 109) Imbrecciamento primo tratto strada comunale. Le strade non erano asfaltate e periodicamente occorreva imbrecciare le stesse per il loro buon funzionamento. “Quando si andava ad Avezzano con la strada bianca si arrivava e si tornava tutti impolverati (e mica poc)”.

Strada principale bianca all’ingresso del paese

Nella foto vediamo il signor Ermanno insieme a Domenico i Becch, il banditore comunale.

Da fonte ricordi dei Moschettieri.

 “Cesta Camillo classe 1923, grande lavoratore, possedeva la trebbiatrice ed il trattore con ruote di ferro ora esposto sotto la piazza Ara dei Santi. Era molto esperto per quello che riguardava l’agricoltura ed aveva la passione per la piante da frutta. Dirigeva la trebbiatura e decideva i metodi ed i tempi della stessa. Quando stava alla Finanza in tempo di guerra era uno sciatore provetto e lo dimostrò anche nel contesto del paese. Negli anni 50 entrò alla cartiera, come specialista di macchine sofisticate. Quando nel paese erano avvenuti, durante la guerra, furti ed incendi, era stato il promotore delle ronde notturne. Eravamo una quindicina ogni notte e tutti ben armati. Sposato con la signora Maria Guanciale, ha avuto due figli”.Dai ricordi di Cesta Armando.Cesta Camillo 
    

G.C. 111) Redazione planimetria bosco San Leonardo in contestazione con San Vincenzo.

Il geometra incaricato del compito è l’ex segretario Genchi Cesidio.

G.C. 113) Elenco dei poveri, circa 132 nuclei familiari.

“Specie nelle famiglie più povere e numerose spesso finiva il grano a primavera ed erano costretti a comprarlo. Il baratto era di una coppa di grano (circa 11 chili) contro 1 canna di legna più un quarto (circa 5 metri cubi, ovvero circa 30 quintali). Poi si doveva andare a piedi per macinarlo, prima fino a Morrea poi, riattivati gli altri mulini, a Villa o a Trasacco”. Da fonte ricordi dei Moschettieri.

“Solo dopo venne messo il mulino elettrico all’Ara Cagiani”. Da fonte ric. di don Mario del Turco.

G.C. 121) Versamento di lire 30.000 per acquisto macchina da scrivere da dare in uso alla Pretura di Trasacco. “Qui c’era l’abilissimo avvocato Luigi Cianciusi che difendeva benissimo i paesani, costretti dalla fame a rubare piccoli quantitativi di legna per garantire un pezzo di pane alla famiglia. Con una soma di lena, a volte si garantiva il mangiare per le famiglie, ma la Forestale, dovendo fare il proprio lavoro, a volte, non capendo lo stato di necessità, costringeva la gente a difendersi davanti al Pretore di Trasacco. L’avvocato Cianciusi convincendo i giudici, riusciva a far assolvere tutti i cittadini colti in flagrante”. Da ric. di Armando.

Il pretore è il Giudice Guardascione. Originario di Napoli era un giudice giusto ed indulgente.

Una volta l’avvocato Buccini Domenico si trovò a difendere una fanciulla ed un ragazzo dalla querela per atti osceni in luogo pubblico. Li aveva denunciati il proprietario di un terreno sul quale, tra i covoni di fieno, aveva trovato i ragazzi in effusioni giovanili.

La morale all’epoca era ancora un po’ all’antica, ma il giudice  Guardascione, non volendo rovinare con una condanna i due malcapitati e capendo anch’egli lo spirito che aveva animato i ragazzi, non potendo assolverli, controinterrogò il dante causa con domande a trabocchetto. Il querelante cominciò a ricordare le cose ed ad esso il giudice ripeteva sempre la stessa domanda in modo differente. Alla prima esitazione del querelante il giudice gli disse: “se ti ricordi bene è un conto, se non ti ricordi bene è un altro e se stai mentendo ti accuso di falsa testimonianza”. Il contadino capì la mala parata e disse che in effetti non ricordava proprio bene ed i due giovani vennero assolti per mancanza di prove. Da fonte ricordi di: Senatore Domenico Buccini.

Buccini Domenico

G.C. 124) Aumento compenso pubblico banditore. Il banditore è Lombardi Domenico ‘i Becch’.

Sicuramente, a quei tempi, avere un banditore contento economicamente prima di una campagna elettorale garantiva una informazione a favore dell’amministrazione uscente o almeno non contraria. In un certo senso il banditore comunale dell’epoca è paragonabile alle attuali forme di informazioni come: televisioni, radio e giornali ed averle a favore era comunque un buon risultato.

 G.C. 138) Affidamento incarico progettuale. Per il fontanile e la pubblica illuminazione a Giannantonio Mario Achille di Francesco ‘Marione Giannantonio’.

G.C. 130) Approvazione bilancio per 5.610.294 lire.

G.C. 139) Liquidazione spese numerazione civica. 9° censimento generale della popolazione.

G.C. 140) Concessione cava di pietra per 3 anni.

Al sig. Mariani Carmine fu Barnaba “Antonio ‘Tat’nitt” alla montagna denominata la ‘Cona’.

“E quiss è Zi Antonio, che era un tipo  irritabile, robusto ed anche aggressivo. Là, non potevi sguincià, (Far finta di nulla) perché se la piava, pe la sci e pe la no. Attento ai confini dei terreni, non lasciava nulla al caso e numerose sono state le discussioni a riguardo”. Da ric. dei Moschettieri

G.C. 145) Liquidazione spesa per imbrecciatura del 2° tratto della rotabile comunale.

G.C. 147) Ente Fucino promotore apertura cantieri scuola in via Roma.

1951 Elenco Consiglieri eletti

Nome CognomeSoprannomeCaricaMestiere 
Sansone LoretoL’retucceSindacoIngegnere 
Rossi OrazioRasio Dipendente Genio Civile ed Impresario 
Bellisario AugustoDi TitoAsses. e 4° V. Sind.Esattore 
Grande GiovanniCocuzzaAsses. e 2° V. Sind.Falegname ed oste 
Cesta CrescenzoLa Patana Contadino/Bandista 
Fiore DomenicantonioI Cesiddiella Contadino 
Cianciusi FrancescoCiccuccio Maestro 
Ranalli RoccoZacchitt Maestro 
Sansone GiuseppePeppe de Stella Allevatore 
Casciere GiuseppeCatenaAsses. supp. poi cons.Carrettiere,contadino e poeta dialettale 
Venettacci GiulioPeppe illa Villa Contadino 
Ciccone GiuseppeSperdut-TozzCons. poi Ass. Suppl.Carabiniere 
De Rosa AlfredoLa BaffutaAsses. e 3° V. Sind.Forestale, bottegaio 
Cesta DomenicoMolotovAsses. e 1° V. Sind.Maestro 
Sansone Loreto ‘L’rtucce’Cesta Domenico ‘Molotov’Bellisario AugustoCasciere G. “Catena”

De Rosa Alfredo

“La Baffuta”

         

“L’ingegnere Sansone Loreto, figlio di “Ceseluccio Porce d’Oro”, era un tipo intelligente ed educato, che si ritrovò Sindaco quasi per caso, ma riuscì abilmente, nonostante le trappole politiche, a completare il suo mandato. Dietro questo signore, c’era anche la lista del Cantinone, dove spesso si studiavano le volontà oscure dell’amministrazione.

Fece il progetto della strada di S. Elia, che poi venne completato dalle successive amministrazioni. Persona elegante, rispettoso di tutto, calmo e dotato di buona professionalità, riuscì a migliorare complessivamente il paese ed il suo sviluppo”.

 “ Cesta Domenico era una persona robusta, preparata ed autoritaria. Allora il Comune era situato al palazzo del Duca vicino alla torre, dove lui aveva un negozio alimentare. Era un tipo focoso e non lasciava nulla di intentato per difendere gli interessi del Comune. A volte eccedeva, ma lo faceva con buoni intendi e propositi”.

“ De Rosa Alfredo era di opinioni di destra, si dedicava al sociale e faceva del bene ai cittadini, interessandosi anche alle pensioni. Tipo robusto, non tanto alto ed un po’ chiacchierone.

Quando festeggiava il compleanno pagava a tutti i bar le consumazioni delle persone, senza battere ciglio. Sposato senza figli, aveva un negozio alimentare.

“Casciere Giuseppe era un tipo grosso e robusto, poeta e canzoniere, di posizioni politiche di destra.

Preparato e sincero, si fece una cultura da autodidatta. Sposato con la signora Candelora, fece studiare entrambi i figli da avvocato”.

“Il Bellisario era una persona molto brava, proveniente da famiglia facoltosa, fu anche Sindaco prima del ventennio e proprietario di tanti terreni. Sposato con la signora Adelina Taddei (bellissima donna), ha avuto sei figli. E’ stato un abile oratore, di caratura signorile e rispettabile, in tempi di tessere curava l’ufficio dell’annona”.

“Il Ciccone di aspetto molto robusto, faceva il carabiniere e dava buoni consigli spesso seguiti dalla gente. Era una persona buona ed affidabile, sempre dalla parte della legge, nelle piccole dispute paesane era capace di rimettere la pace tra le parti”. Da fonte ric. di Armando ed i Moschettieri.

    Note del tempo e foto: ·         Alberto Sordi gira il film: “Mamma mia che impressione” ·         A novembre vi fu l’alluvione del Polesine che costrinse all’evacuazione circa 150 mila abitanti.

  

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