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Nel 1948 ci fu l’aggiunta di un assessore, Umberto Bianchi fu Angelo “i Annuccia”, delegato al Catasto. Nel paese esisteva un gran numero di disoccupati e si allargava il fenomeno dell’emigrazione all’estero. E’ l’ultimo anno in cui passa il Catasto e si rimette ordine nel territorio agricolo di Villa. Per evidenziare il passaggio avvenuto si usava la vernice rossa “i sign rush”. L’economia silvo-pastorale veniva gestita in maniera chiara ed efficiente. Si completava la viabilità a Via Serafini, favorendo così la ricostruzione delle case danneggiate dai bombardamenti americani. In questo anno, in Italia vi furono le elezioni politiche nazionali. Il Fronte Democratico Popolare, composto da PCI e PSI, non ottenne la maggioranza e comunque non era ben visto dagli Americani che, tramite i Prefetti, cercavano di osteggiare le forze di sinistra favorevoli al blocco Sovietico. Tutte le amministrazioni di ispirazione di sinistra vennero osteggiate a qualsiasi livello, a favore della Democrazia Cristiana, che rappresentava il baluardo antisovietico. Siamo in Guerra Fredda. Anche il Sindaco Grattareje ebbe problemi dovuti a tale situazione, con il successivo distaccamento politico dei democristiani (spesso ex di destra), che ne determinò più avanti, a fine mandato, prima la caduta e poi la non rielezione.

In Italia non si poteva più essere né di destra (che rappresentava l’ex Partito Fascista) né di sinistra, perché ideologicamente vicini al Blocco sovietico.

Passando ora ad un’ analisi degli elementi di vita quotidiana, scandita dalle scelte politico- amministrative locali, abbiamo in ordine cronologico:

G.C. 3) ” Delibera aumento affitto casette asismiche”
L’affitto aumentò da 150 a 180 lire per mezzo quadrato di casetta.

G.C. 11) “Rinnovo concessione piante officinali” Con delegato ancora Di Ponzio Francesco. C’è da ricordare, a tal proposito, la presenza nel paese, di un grande conoscitore della botanica “Loreto Grande”, vicino di casa della madre e del nonno del Di Ponzio, anche loro raccoglitori di erbe officinali, che sicuramente diedero i primi rudimenti botanici al Grande.

G.C. 12) “Affitto pascoli estivi” Avveniva con asta pubblica e con la numerazione dei capi di bestiame.

G.C. 13) “Imposta sul bestiame”
La tassa comunale era pari all’ 1% del valore degli animali posseduti.

G.C. 31) “Elenco dei poveri” Gli iscritti erano 43.

G.C. 34) “Assegno uso civico” alla località “Schiapparo”.

G.C. 36) “Delimitazione del pascolo ovino” nella località ‘Prati D’Angro’.

G.C. 46) “Incendio montagna Difesa” Liquidazione giornate lavorative occorse per lo spegnimento dell’incendio avvenuto il 25/03/48.

G.C. 55) “Progetto di bilancio” che ammonta a lire 9.183.534

G.C. 56) “Delega all’assessore Umberto Bianchi come indicatore del Nuovo Catasto Terreni”. Questa è l’ultima volta che si è cercato di mettere a posto le carte e laframmentazione dei terreni di Villavallelonga.

G.C. 67/80) “Consegna di 306 piante di faggio ad alto fusto destinate all’artigianato locale”. Visto il numero cospicuo delle piante assegnate, l’artigianato dava lavoro adiverse famiglie di Villavallelonga. Era presente in quel periodo la Cooperativa ‘Il Progresso’, gestita da Tobia Di Ponzio e “Cianghella”. Alcune note del tempo ci danno il numero degli iscritti, oltre le 400 unità.

G.C. 71) “Assegnazione monconi ad uso carbone” nella località ‘Valle Cerri’.

G.C. 89/90) “Liquidazione spese riparazioni casette asismiche” All’epoca è il Comune, come Ente proprietario, a dover provvedere alla manutenzione straordinaria delle stesse.

G.C. 108) “Martellata ed assegno piante a Valle Cervara” delle piante svettate dal vento e dalla neve.

G.C. 136) “Liquidazione spese per il secondo ed ultimo tratto di via Serafini (ripristino viabilità)” Furono necessari tre anni, prima che a Villavallelonga fosse riaperta una delle strade più importanti del centro storico.

Nota: Questa zona del paese si è sviluppata fin dal 1864, con l’apertura di porta Colle Quaresima ed è durata fino al Terremoto del 1915. Il tutto è verificabile con le date scolpite sulle chiavi dei portoni in pietra che, in molti casi, portavano anche disegni scolpiti per identificare il mestiere del proprietario della casa o gli stemmi delle famiglie di appartenenza. Il più importante e bello, è quello al ponte ‘Rozzetto’.

Altra riflessione sull’espansione del paese fuori le mura verso il lago Fucino è opportuna e va spiegata. Villavallelonga fino alla fine dell’Ottocento era cosi disposta :

Vecchio nucleo della chiesa di San Nicola, chiuso da cinta muraria che, vista venendo da Collelongo, era posta su un grosso massiccio di roccia, poi demolito per costruire le case (la cava delle pietre, dietro le attuali scuole e sotto il colle Capo Croce). ColleQuaresima e Capo Croce servivano come aie agricole per i contadini.
Dall’altro lato della Rocca c’era la ‘Mandria deje Porc’ e la zona di via Vico Cittadella anche essa chiusa perimetralmente a mò di difesa dalle case stesse, che arriva fino alla chiesa ora Madonna delle Grazie. Con nota a parte daremo notizie storiche della chiesa.
La zona dietro la chiesa Madonna delle Grazie (prima San Bartolomeo), Colle DMass. L’Aia Canale, la zona fra il vecchio mulino ad acqua e colle Marcandrea, serviva per custodire gli animali di notte, oltre che per l’annuale fiera del bestiame oggi ormai in disuso (Decreto Regio).
Poi con l’espansione demografica e soprattutto con il prosciugamento del lago1870/78, il paese si spinge verso Fucino su via Serafini e su via Roma, fino al mulino (con case isolate).
Dopo il terremoto, si costruiscono le casette asismiche, dando l’attuale disposizione del paese.
Torneremo dopo con argomento a parte sul valore delle chiavi dei portali in pietra e dei significati dei disegni e degli stemmi scolpiti sulle stesse. Sono comunque le date dei portali a dare con certezza le indicazioni nel tempo, dell’espansione del paese (l’ultimo portale inciso è del 1914 prima del terremoto, la casa è situata sotto la torre vicino a piazza olmi).

Il medico condotto è il dott. Fattorini Goffredo
E’ il fratello del proprietario e gestore del chiosco della stazione di Avezzano, negli anni sessanta/settanta, da fonte ricordi ‘zi Valerie’

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