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Villavallelonga presentava ancora i segni della 2° guerra mondiale, c’erano tracce tangibili dei bombardamenti nel paese e numerosi erano i reduci che, a causa dell’economia disastrata, rimanevano disoccupati (oltre 400). Il Comune, in questo periodo, è il solo Ente che gestisce direttamente l’economia locale e, di conseguenza, cerca di riattivare e riorganizzare il sistema produttivo, basato sull’agricoltura, l’allevamento, il bosco, l’edilizia, l’artigianato e si interessa della gestione dell’uso delle acque. L’evento più importante dell’anno fu la morte di ‘Don Gaetano Tantalo’ in

Tagliacozzo il 13 novembre 1947. La salma venne attesa da tutta la popolazione, dalla banda e dalle scolaresche di Villavallelonga. Venne portata a spalla dall’inizio del paese, si passò per Via Capocroce, e si giunse alla Chiesa parrocchiale “Madonna delle Grazie”, dove ebbe luogo la funzione religiosa. Da fonte ricordi di Lippa Lucia ‘Lallona’ e Memmo i Terracina. Quando, anni dopo, venne portata alla chiesa la salma di don Gaetano Tantalo, i balconi di tutto il paese furono addobbati con lenzuola bianche e a questo aveva pensato Antonio Bianchi ‘Biancone’

Da fonte ricordi Memmo i Terracina(3)

Passando ora ad un’ analisi degli elementi di vita quotidiana, scandita dalle scelte politico-amministrative locali, abbiamo in ordine cronologico:

G.C. 1) “Patronato scolastico”.

G.C. 2) “La lista dei poveri”, con circa 45 persone iscritte. Ad ognuno di essi andava data assistenza medica gratuita ed altri tipi di aiuto.

G.C. 3) “Affitto dei pascoli estivi” che, con un numero di capi superiore alle 10.000 unità, era una delle fonti di reddito maggiore ed andava disciplinato, di conseguenza, anche lo stesso sistema di pascolo ed il costo di fitto. Le zone erano divise per tipologia di allevamento e in piazza venivano fatte pubbliche elezioni per i pastori. Nel caso degli equini i pastori potevano accudire un massimo di 40 capi. Uno dei custodi eletto più spesso fu Mancone Giovanni.

G.C. 4) “Comitato U.N.R.R.A”. Probabilmente doveva essere un comitato che gestiva gli aiuti americani del dopoguerra.

G.C. 6) “Ripartizione del paese in 2 sezioni elettorali”, 1° sezione (piazza) 572 votanti e 2° sezione (casette) 554 votanti. Questi dati ci aiutano a capire la distribuzione della popolazione di allora nel paese, c’erano più abitanti nella parte alta, il centro storico, che ora invece è quasi disabitato (Questo fenomeno è comunque comune alla maggior parte dei piccoli centri montani marsicani ed italiani).

G.C. 8) “Autorizzazione martellata di 2000 piante alla località Scopinaro e destinazione della località Selva Bella ai carbonai” per portare vantaggi al bilancio comunale e per lenire la disoccupazione.

G.C. 17) “Raccolta piante officinali”, data in esclusiva ad una società dell’Aquila. Il collaboratore locale era Di Ponzio Francesco “P’slicchie”.

G.C. 19) “Elezione commissione alimenti”, per le razioni dei carbonai.

G.C. 29) “Raggruppamento dei carbonai al bosco ‘Difesa’(Aifenza)” Il taglio degli alberi, dati i mezzi dell’epoca5, avveniva a petto d’uomo ed ai carbonai toccava il compito di togliere i monconi. I tronchi venivano tagliati a circa un metro e i pezzi si chiamavano le rocchiar, i quali venivano lanciati da gente forzuta, si ricorda Lippa Antonio ‘i Potenzion’. Ricorda Di Cesare Tommaso ‘la Guardia’: “Alla Aifenza c’era la strage per terra, era giusto l’ira di Dio, abbievan le rocchiar che saltando ad alta velocità fischievan come ije cosh”. Le rocchiar, una volta lanciate, divenivano missili fuori controllo e diversi sono stati i morti. Uno fu addirittura Modesto Lippa. Figlio di Antonio i Potenzion, tornato dal servizio militare per andare a salutare il padre, fu colpito proprio da una rocchiar alla Aifenza (la Difesa), all’altezza della località “la Rena”. Da fonte ricordi Vincenzo D’Alessandro.
Alcuni carbonai erano: ‘zi Caiuga’, i Casasanta, Leucio ‘Zilietta’, Francesco ‘i Ciopp’ e ‘I Misch’ che veniva da Lecce.
Il carbone portato dai muli veniva accumulato nelle stalle o nelle cantine. Nel 1950 la ditta Lancia fece l’ammasso alla segheria, da dove con un camion GMC veniva caricato per essere trasportato ai mercati. Da fonte ricordi dell’ex carbonaio, carrettiere e boscaiolo Pisegna Manrico ‘Marrich’.

G.C. 29Bis) “Uso civico allo Schiapparo” Sotto la tutela dell’allora Guardia Forestale. Il sistema funzionava in questa maniera: la guardia assegnava una striscia di bosco ad ogni cittadino che si preoccupava di tagliarla e portarsela a casa. (Comanneva zi Pasquale Palozzi ‘Peluso’) da fonte di “zi Valerie”

G.C. 32) “Raccolta Faggiola” Concessione alla società A.R.I.E. di Firenze con patto di assunzione di manodopera locale. La faggiola è il seme del faggio, la pianta non lo produce tutti gli anni ed era usato, per fare l’olio, come alimento per gli animali e per le tisane. Sconsigliato è l’uso per l’uomo, perché è un allucinogeno e provoca forti mal di testa.

G.C. 34) “Rigetto istanza (Società Forestale Marsicana)” Per la costruzione della rotabile Villavallelonga – Pescasseroli (secondo le note dell’epoca, a salvaguardia di eventuali frodi boschive ed altro). Forse Villa non colse l’occasione, ora irripetibile, di un collegamento con il centro turistico principale del PNA e con le sue piste da sci. “Del senno di poi, son piene le fosse”, come diceva il Manzoni, ma forse è andata meglio così.

G.C. 35) “Istituzione del servizio pubblico d’orologeria” affidato al signor Michele Lippa per l’annuale ripulitura. Da fonte di ‘zi Valerie’: “Ci dicevano Chiacchiarella”.

G.C. 38) “Rimborso spese funebri” per il funerale di tre persone di Villa folgorate da un fulmine, nel bosco ‘Schiapparo’ il 02/07/47. In seguito, il posto dove si era verificato l’evento venne chiamato “Le tre Croci”. Si dice che il fulmine fosse stato attirato dagli 12 attrezzi di ferro che stavano usando i tre operai. Da fonte ricordi Mastrella Cesario ‘Cesarione’.
Consiglio utile, in caso di temporali nei boschi, è di stare distanziati l’uno dall’altro, di allontanarsi da qualsiasi forma di metallo e di mettersi seduti o sdraiati. Per calcolare la distanza del fronte termico che provoca il fenomeno elettrico del fulmine, basta contare i secondi che passano tra il lampo e il tuono e moltiplicare i secondi per 300 metri.
Esempio: 3 secondi moltiplicati per trecento sono circa 900/1000 metri. E’ possibile così alcolare l’avvicinamento delle saette e lo scampato pericolo. Fonte prof. di Matematica e isica Rainaldi Salvatore (mio nonno materno).

G.C. 54) “Bilancio comunale” è di lire 7.255.849.

G.C. 59) “Liquidazione giornate (Uso Civico)” per la carbonizzazione a ‘Valle Cerri’. All’epoca la produzione locale di carbone vegetale era molto importante, essendo lo stesso un bene energetico di uso comune in tutta l’ Italia.

G.C. 70) ” Incarico progetti all’ingegnere Sucapane” per ripristino di Via Serafini (devastata dai bombardamenti americani), ed allungamento Fonte Vecchia, necessario per il folto numero di utenti. La “Fonte Vecchia” era costituita di due vasche, di cui una più alta ed una più bassa. La seconda serviva come abbeveratoio per le bestie. Le pietre della parte bassa furono messe sopra la prima vasca, e poi vennero aggiunte le tre vasche per il lavaggio dei panni, scavando una piccola parte del colle S. Leucio, dov’è ora il muro di contenimento in pietra. Da fonte ricordi di: Palozzi Telesforo ‘Teluccio’.
Io, ancora negli anni 80, a causa della cronica mancanza d’acqua nelle case, vedevo le donne del paese che vi andavano a lavare i panni. Le quattro vasche erano così utilizzate: la quarta, che è anche l’ultima, era per il lavaggio di lana ed indumenti molto sporchi, la terza per insaponare i panni, la seconda per il risciacquo finale, mentre la prima rimaneva pulita per abbeverare le bestie e per cogliere l’acqua da bere dalle bocchette.

Il Segretario comunale è il dott. Davide Auci.

Il Prefetto dell’Aquila è il dott. Costantini

Il Parroco è don Domenico Giancursio ‘je Abate’.

Abitanti: 2000 circa, tale numero sia pur non verificato, in mancanza di dati storici del Comune, viene fuori dal conteggio dei votanti, per sezioni elettorali (1126), dalla vita media di quel periodo in Italia (50/55 anni), e dall’età, necessaria per il voto, di quel periodo, che era di ventuno anni per la Camera dei Deputati e venticinque per il Senato.

Emigrati all’estero: 2

Riprende dopo la guerra la necessità, già del fine secolo precedente, di emigrare in cerca di fortuna. La precedente emigrazione si era diretta verso l’America ‘Ronchester’, ora si indirizza maggiormente verso il Canada ‘Toronto’.

In relazione al funerale di don Gaetano Tantalo, si ricorda che quando la salma passò a Collelongo tutta la popolazione aspettò il carro funebre fuori alle ‘casette’ e lo accompagnò fino alla fine del paese. Si narra che una ragazza (tale Nicoletta ‘Bombetta) ammalatasi gravemente in precedenza, non ci vedeva più da circa una settimana. Quando arrivò il carro funebre con Don Gaetano, la madre della stessa, si inginocchiò (inginucchiett) e disse: ‘ don Gaetano o ridammela bona o ripiatella’, poco dopo la fanciulla cominciò a rivederci. Da fonte ricordi di Pisegna Manrico ‘Marrich’.

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