E’ finito ormai il Partito unico fascista e si è passati dalla Monarchia alla Repubblica con il referendum.

Allora il motto era per i Repubblicani “o Repubblica o il Caos” Ci furono, ben presto, un po’ dovunque, tafferugli e scontri tra le parti avverse, come davanti al cinema Impero di Avezzano. Il dopoguerra è stato, per il nostro paese, come per tutta l’Italia, difficile e molto precario: la vita di ognuno valeva assai poco, e l’essere uccisi, per strada o in piazza, era cosa possibile. In piazza a Cocullo venne ucciso il daziario e non ci fu nemmeno un testimone. Da fonte ricordi avvocato Buccini Domenico.

I segni della guerra, con morti e devastazioni, avevano portato una visibile povertà e le vendette turbavano non poco l’intera nazione.

La prima giunta comunale eletta a Villavallelonga è così composta: il Sindaco è Lippa Domenicantonio di Valerio “Grattareje”, i due assessori effettivi sono Serafini Emanuele di Raffaele “P’zz-cone” e Lippa Sebastiano di Francesco “Cian i Pellott”. All’epoca, veniva riportato, a fianco del proprio, il nome del genitore, soprattutto negli atti, come segno di appartenenza familiare; serviva, nella civiltà contadina, anche per ritrovare facilmente la proprietà.

Con il diritto di voto alle donne e quindi con la loro partecipazione alla vita politica, si candida e viene eletta consigliere comunale Domenica Ferrari “Memma i Memmhluccie”, donna attiva e molto intraprendete di questo dopoguerra villavallelonghese. Parlando con Valerio, il figlio del Sindaco “Grattareije”, mi confidò che, quando suo padre gli diede notizia, tramite lettera, della carica ottenuta, egli, dal servizio militare, gli rispose: “E chi te l’ ha fatto fare?”. Questa risposta mi fece rimanere alquanto sorpreso, essa aveva tuttavia un senso. All’epoca il sindaco era visto come l’unico al quale chiedere lavoro o un sussidio e data la situazione post-guerra delle casse del Comune, erano spesso solo grattacapi senza soluzioni e in un certo senso era più facile farsi nemici che fare favori.

Passando ora ad un’ analisi degli elementi di vita quotidiana, scandita dalle scelte politico-amministrative locali, abbiamo in ordine cronologico:

G.C. 7) “Richieste medicine Dott. De Medicis Romolo per armadietto medicinali”

G.C. 12) “Riordino anagrafe distrutta dall’occupazione degli uffici comunali da parte dei comandi Tedeschi”
Il Comune in tempo di guerra era stato occupato dalle forze armate tedesche, che, con il fronte di Monte Cassino, era al centro della guerra mondiale. Le coste delle montagne di Villa in effetti arrivano a dominare dall’alto la Ciociaria e Monte Cassino, facendo di per se, una linea difensiva difficilmente attaccabile. I tedeschi a Collelongo requisirono invece le scuole elementari. A ‘Canale’ vennero paracadutati i soldati americani dietro il fronte dei tedeschi, ma finirono nella valle e dall’alto, senza possibilità di una buona difesa, vennero tutti trucidati dai tedeschi. Da fonte ricordi di: Manrico Pisegna ‘Marrich’.

G.C. 15) “Lista dei poveri con 52 persone iscritte”

G.C. 18) “Disposizioni per censimento nazionale”

G.C. 20) “Richiesta da parte della cooperativa ‘il Progresso’ 1000 piante di faggio”

G.C. 24) “Installazione lampade elettriche per pubblica illuminazione a di Sarra Sebastiano”

G.C. 25) “Allaccio corrente ad ufficio postale”
Prima era situato in via Carminaro. Da fonte ricordi di Lippa Leucio ‘Zuccarino’.

G.C. 31bis) “Bilancio per lire 1.693.371”

G.C. 32) “Valore medio del bestiame per calcolo di Imposta del 1%”
La tassa andava pagata in lire e non in natura e questo provocava non poche lamentele e disagi da parte dei proprietari. Equini: stalloni £ 60.000, cavalli/e £ 45.000, puledri – muli £ 25.000 ed asini £ 12.000. Bovini: buoi e tori £ 50.000, vacche da latte £ 50.000, mucche da lavoro (per arare i terreni) 30.000, manzi/e £ 20.000 e vitelli/e £ 9.000. Ovini: pecore £ 2.000 e agnelli £ 1.000. Caprini: Caproni £ 2.000 e capretti fino ad 1 anno £ 1.000. Suini: verri da riproduzione £ 12.000, scrofe £ 15.000 e suini da ingrasso £ 2.000.

G.C. 34) “Aumento canone casette asismiche” da 75 a 250 lire.

G.C. 36) “Concessione pubblica illuminazione a società UNES”

G.C. 37) “Assunzione medico Cantalini Camillo fu Camillo” di San Pio Delle Camere.

G.C. 40) “Riparazione fontanile di ‘Fonte Astuni’”

G.C. 45) “Variazione di bilancio a 1.715.371 lire”

G.C. 49/60/66) “Riparazione straordinaria abbeveratoio ‘Valle Cervara, Tricaglio e Crocicchia’”

G.C. 52) “Uso civico destinazione bosco ‘Schiapparo’”

G.C. 57) “Nuova variazione di bilancio a 1.916.000 circa”

G.C. 59) “Tassa di esportazione della legna” Fascine £ 80, carbone a quintale £ 100 e legna a canna £ 200.

G.C. 63) “Riparazione e ripulitura orologio comunale” a Bianchi Umberto fu Angelo.

G.C. 68) “Acquisto macchina da scrivere Olivetti” usata, quasi nuova per vantaggiosissima somma pari a lire 13.520.

G.C. 71) “Riparazione e verniciatura chalet della Croce Rossa”
Note del tempo. Parlando dopo qualche anno con la figlia di Grattareije, mi resi conto maggiormente della condizione della donna di allora, specie nelle famiglie abbienti.

Essa era vissuta, prevalentemente, di riflesso alla vita dei loro uomini, quando la sera rientravano, e raccontavano degli incontri e delle conversazioni avute in giro. Le fanciulle invece uscivano solo per andare ad attingere l’acqua alla fontana del paese o per andare a messa. Più che di ricordi vissuti, esse hanno avuto quelli che i maschi della famiglia hanno raccontato al loro rientro.

Diversa era la condizione delle donne meno abbienti, le quali avevano altre e ben più dure incombenze da svolgere: assistito alla messa dell’alba, data una lesta rassettata alla casa, preparavano le provviste di cibo da portarsi al lavoro (i buch).

Gli uomini governavano (attuivano) gli animali nella stalla e poi o si recavano nei campi con il carretto (carrozzate di mulo) come richiesto dai ritmi delle stagioni, o in montagna a pascolare il gregge, o a fare la legna con l’asino o con il mulo sellato.

Da fonte ricordi di: Silvia del Turco

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