Terre Marsicane
La voce della Marsica

Un eroe nella Marsica 3

di Massimo Basilici

In precedenti articoli pubblicati su questo sito web, si è parlato della figura di don Giuseppe Morosini. In questa nota sono fornite delle ulteriori informazioni sulla sua vita e alcune notizie inedite relative alla missione svolta da questo sacerdote a Pereto nell’anno 1943.

Al primo articolo (Un eroe nella Marsica) vanno aggiunte delle informazioni sulla vita di questo sacerdote.

Dal 1930 al 1932 studiò presso il collegio apostolico Leoniano di via Pompeo Magno a Roma. Proseguì gli studi al collegio Alberoni di Piacenza e nella città emiliana continuò a coltivare la passione per la musica, frequentando il liceo musicale (poi conservatorio) Giuseppe Nicolini e componendo i suoi primi brani e concerti. Tornato a Roma per la conclusione degli studi, fu ordinato sacerdote il 27 marzo 1937 nella basilica di San Giovanni in Laterano, da monsignor Luigi Traglia. Il giorno dopo celebrò la sua prima messa nella città natale.

A seguito del secondo articolo (Un eroe nella Marsica 2)  sono state condotte delle ricerche sul bollettino di San Vincenzo de’ Paoli, Annali della Missione, anno 1943, ma non è stato trovato alcun riferimento alle missione svolte dai sacerdoti  Vincenziani nella Marsica nel 1943, anno in cui don Morosini è stato in missione a Pereto.

Per avere dettagli sulla missione condotta da don Morosini a Pereto, sono state intervistate alcune donne anziane di Pereto. Le versioni fornite non sono concordanti su alcuni punti e vista l’età alcuni particolari sfuggono. Quello che è riportato di seguito è un riassunto dei racconti raccolti in paese.

Nel 1943 vennero due missionari vincenziani. Uno era don Morosini, dell’altro non si ricorda il nome, probabilmente era don Guido Batini, con il quale don Giuseppe aveva svolto altre missioni. In Pereto don Morosini venne una sola volta.

I due missionari soggiornarono presso l’abitazione di don Felice Balla, arciprete del paese, situata su via San Giorgio, attuale civico 33. Un’abitazione grande che poteva ospitare diverse persone. Vi abitava, oltre l’arciprete, il nipote, don Luigi, un’altra nipote, Giovanna Balla, il marito, il maestro Ercole Mastroddi con le figlie, Vittorina e Maria Pia Mastroddi (sono quelle ritratte nelle foto mostrate in uno dei precedenti articoli).

Don Morosini faceva prediche per la gioventù, i bambini, gli anziani e le coppie, anche a porte chiuse per tenere lontano i curiosi. Le teneva nella chiesa di San Giorgio martire, la sera, quando la gente ritornava dai lavori. In tempo di guerra era vietato qualunque divertimento, non si poteva ballare o divertirsi in qualche altro modo. La presenza di questi due missionari movimentò la vita del paese.

A don Giuseppe piaceva cantare ed insegnò ai ragazzi di Pereto una canzone religiosa connessa con i defunti, visto il periodo bellico era sentita dalla popolazione del luogo. Matilde Dondini, una delle donne intervistate, ha cantato alcune strofe di questa canzone. Questo il testo completo della canzone.

Dei nostri fratelli
afflitti e piangenti
O re delle genti,
perdono e pietà!

O re delle genti,
perdono e pietà!

Sommersi nel fuoco
di un carcere orrendo
ti gridan piangendo
perdono, pietà!

Se all’opere nostre
Tu guardi severo
allor più non spero
Perdono, pietà

Ma il guardo benigno
se volgi alla Croce
ripete ogni voce
Perdono, pietà

Ai nostri fratelli
dai dunque riposo,
o Padre amoroso,
perdono, pietà!

Finchè da quel fuoco
saranno risorti
Signor dei tuoi morti
perdono e pietà!

Dai racconti è emerso che svolse una via crucis, a piedi,  all’interno del paese. Si racconta che in ricordo della missione, i due sacerdoti installarono una croce. Le versioni fornite dai racconti sono discordanti sulla croce installata, non esiste una testimonianza oggettiva poichè in paese esistono quattro croci dislocate in varie località. Probabilmente la croce messa dai due missionari fu quella che si trovava su un lato della facciata della chiesa di San Giovani Battista in Pereto. La croce attuale fu installata a fronte di un restauro voluto dal comitato di San Pasquale e fu benedetta il 10 settembre 2000, come riportato in una targhetta che fu apposta per ricordare l’evento.

Non si conosce quando arrivarono e quanto tempo rimasero in paese i due missionari. Sappiamo che il 30 gennaio 1943 don Giuseppe era a Pereto in quanto firmò un atto di matrimonio. Da alcuni intervistati sembra che i due sacerdoti rimasero a Pereto fino a due/tre giorni prima della Pasqua, che quell’anno cadde il 25 aprile 1943.

Al termine della missione, non si ricorda dove si diressero i due sacerdoti. L’anno dopo si seppe in paese che don Morosini era stato ucciso. Vivo era il ricordo di questo giovane prete che alcune persone del paese cercarono la tomba di don Morosini alle Fosse ardeatine, ma non la trovarono in quanto la salma era stata trasportata al suo paese nativo.

Ringrazio Maria Pelone (anni 93), Colomba Meuti (anni 91), Matilde Dondini (anni 82), Letizia Cicchetti (anni  93) per i racconti su don Morosini.

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